Anna Camaiti Hostert
Cartolina dagli usa

Tre sindaci in uno

Padre vittima del maccartismo; madre italiana, moglie nera: Bill de Blasio, il nuovo sindaco di New York, è il simbolo perfetto della Grande Mela

Per Bill de Blasio, appena eletto primo cittadino della “grande mela”, il leggendario sindaco di New York Fiorello la Guardia e il presidente Franklin Delano Roosevelt, sono i modelli di riferimento. Due icone della storia americana. A dispetto delle comuni radici italiane e di un fervente desiderio riformatore, dal primo lo separa la statura (piccolissimo […]






continua »
Anna Camaiti Hostert
Alla vigilia delle elezioni di “midterm”

Salvate Obama!

Repubblicani e stampa liberal, aiutati da Isis e ebola, non risparmiano le critiche al presidente, tacciato di mancanza di leadership, poca passionalità politica, attendismo. Nonostante le riforme e l'uscita dal buio dopo la crisi del 2008, i democratici sembrano perdere sempre più terreno...

Domani, 4 novembre, negli Stati Uniti si andrà a votare per le elezioni di midterm per rinnovare 36 seggi del Senato, 465 seggi della House of Representatives e 36 governatori. La situazione non appare rosea per i democratici se è vero che tutti i sondaggi danno una riconferma della maggioranza repubblicana alla House of Representatives […]






continua »
Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

“They have a dream”

Celebrando i cinquant'anni dal celebre discorso di Martin Luther King, Obama ha rilanciato il sogno dell'uguaglianza. Anche contro il razzismo economico brandito dai Tea Party

Più volte è stato detto che la politica in America si è polarizzata e che i due grandi partiti, il democratico e il repubblicano, non sono mai stati così ideologicamente distanti e così veementemente l’un contro l’altro armati. Al di là di questa ormai risaputa considerazione è interessante tuttavia stabilire le direzioni che questa polarizzazione […]






continua »
Anna Camaiti Hostert
Cartolina da Detroit

Nostra Fiat d’America

Negli Usa impazza uno spot della Crysler che invoca la "rivoluzione italiana" per dare agli americani stile e buon gusto. Ma davvero Marchionne esporta questi "valori”?

C’è una recentissima pubblicità americana della Fiat 500 la quale, al contrario di alcune basate spesso su stereotipi generici che spesso e volentieri ridicolizzano gli italiani, è molto originale, oltreché divertente. È una scena in costume. E si direbbe che siamo alla fine del ‘700, vicino alla Dichiarazione di Indipendenza dall’Inghilterra. Un giovane uomo in […]






continua »
Gabriele Trama
Dopo la rivoluzione Harley & Davidson

L’Obama elettrico

Superata (quasi) la crisi economica, gli Stati Uniti riprendono la battaglia ambientalista con il quale il presidente vinse le elezioni. Puntando tutto su gas e mezzi di trasporto “puliti“

Recentemente, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha accentuato il suo impegno nella lotta all’inquinamento e al riscaldamento globale: ha firmato un decreto che obbliga le centrali termoelettriche a carbone a ridurre del 20% le emissioni di CO2 e che introduce un sistema di tassazione per le industrie più inquinanti. D’altra parte, non dimentichiamo […]






continua »
Anna Camaiti Hostert
Lettera dagli Usa

Italiani immaginari

Gli italiani d’America sono sempre fieri di esserlo, mentre quelli che vivono in Italia quasi si vergognano. Perché? È una questione di cattive politiche, di immaginario condiviso e, soprattutto, di pessima classe dirigente

Nei 25 anni passati avanti e indietro tra l’Italia e l’America mi sono chiesta più volte perché gli italiani d’America sono sempre così fieri di essere italiani, mentre gli italiani che vivono in Italia quasi si vergognano di esserlo. L’ovvia risposta è che gli italiani/americani, come si chiamano oggi più correttamente gli italoamericani secondo lo […]






continua »
Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Storie di reducismo

Gli States si appassionano per la storia di Bowe Bergdahl, il soldato appena liberato in Afghanistan. Ma la sua vicenda è identica a un seria tv di grande successo: «Homeland»

Di solito, specie nel cinema e nella televisione, è l’arte che imita la vita, cioè trae spunto da fatti quotidiani che fanno da ispirazione per le storie trasposte sullo schermo. Qualche volta però avviene il contrario, cioè “life is imitating art”. O meglio, quello che accade nella vita reale se non rappresenta esattamente ciò che […]






continua »
Anna Camaiti Hostert
Lettera dall'America

Nostalgia sovietica

Tutti chiamavano Putin il nuovo zar. Ma dopo il caso-Crimea è apparso chiaro che il suo modello è l'Urss con le sue asprazioni da superpotenza. Anche a Washington se ne sono accorti

L’aria si fa davvero tesa tra Stati Uniti e Russia. L’annessione della Crimea alla grande madre Russia ha provocato le ire non solo del presidente Obama ma anche dell’Europa. L’ultima telefonata tra il presidente americano e la Cancelliera tedesca è stata drammatica anche se ambedue hanno lasciato ancora qualche piccolo spiraglio alle mediazioni. Ma la […]






continua »
Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Realpolitik Obama

Nel consueto discorso alla nazione, il presidente ha rilanciato grandi temi civili (uguaglianza uomo/donna) ma anche piccole cose concrete (l'aumento dei salari minimi): insomma, è tempo di azione

Da donna e da cittadina americana uno dei passaggi più significativi del discorso di Obama alla nazione (The State of the Union), il quinto dal suo primo mandato, martedì 28 gennaio, è stato decisamente quello in cui il presidente ha affermato non essere più tollerabile la diseguaglianza salariale tra uomo e donna. «Oggi le donne […]






continua »
Anna Camaiti Hostert
Cartolina dagli Usa

La destra dilettante

La battaglia sul bilancio ha dimostrato non solo l'ottusità ideologica dei repubblicani, ma anche la loro inadeguatezza politica. Ma il costo lo paghiamo tutti

Tragedia evitata. Almeno per il momento, almeno fino a febbraio. Il Parlamento, o meglio i repubblicani o meglio un piccolo gruppo di repubblicani della House of Representatives hanno finalmente interrotto (almeno momentaneamente) la guerra, chiudendo ieri la fase dello shutdown e approvando il rialzo del tetto del debito pubblico che altrimenti avrebbe gettato il paese […]






continua »