Attilio Del Giudice
Un racconto di normali soperchierie

Lo stil novo

«Hai ragione, non si deve permettere. Pure perché offendendo te, ha offeso anche tua madre che ti ha fatto chiattone. Io sono solo tuo cognato, ma faccio parte della famiglia e non mi posso stare zitto»

Alle sette di sera c’è ancora molta luce nel nostro paese in fondo al corso la piazzetta col monumento di tale Meschieri Eraldo (un eroe del Risorgimento, che è nato qui). La piazzetta definisce e chiude il paese con una ringhiera, dalla quale si può godere un panorama ampio e anche bello, pittoresco, come dicono le cartine della Pro loco; […]

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Attilio Del Giudice
Una novella inedita

La giostra e il pernacchio

«Giacomino, oddio quanti ricordi! Era un tipo matto, imprevedibile, specialista in pernacchie quasi artistiche, di lunga durata e di incredibile sonorità rivolte, stando nascosto, a personaggi importanti della città»

Papà, papà, dai, portaci ai cavallucci! I cavallucci per i miei figli, Chiara di quasi quattro anni ed Adriano di cinque, sono le giostre. Le giostre nella nostra città arrivano ogni anno nella seconda quindicina di marzo, quando i mandorli e i peschi sono in fiore, ma fa ancora un freddo boia e non ci […]

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Attilio Del Giudice
Una storia inedita

Buttafuori

«Non aveva smesso di fumare. Diceva che il fumo lo aiutava a riflettere e stava preparando un’ennesima pubblicazione, preannunciata dal suo editore con grande enfasi come una vera propria “bomba creativa”»

Il professor Tebaldi, ordinario di Filosofia Teoretica, in pensione da qualche anno, viene ancora ricordato come lo chiamavano gli studenti: Giuseppe Mazzini, per via di una vaga somiglianza col padre della patria. “Che fa Mazzini? Come sta Mazzini?” Così si diceva nel bar Centore, vicino all’università. Era stato un maestro rigoroso e quando non era […]

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Attilio Del Giudice
Una (quasi) storia d'amore

Il cognato

«Ascolta, oggi non me la sento di affrontare le bizze cattive di tua sorella, posso invitarti a mangiare qualcosa insieme? Se non sbaglio tuo marito è alla fiera della nautica, ti ha lasciata sola. In fondo sono tuo cognato...»

Nel 1977 Roland Barthes pubblicò un saggio sui cambiamenti del linguaggio nelle dinamiche dell’amore: Fragments d’un Discours Amoureux. Ebbe molto successo. Ma sentiamo, nei nostri giorni, che dice questo cognato. * * * Io te lo dico francamente: tua sorella non ha il tuo carattere, è isterica, forse perché non ha avuto figli. È sempre […]

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Attilio Del Giudice
Una storia inedita (di camorra)

La signora Sisina

«E questa è la vita – ha detto la signora Sisina – uno magari sta felice, passa bei momenti, belle giornate serene, poi, all’improvviso, quando meno te lo aspetti, il destino ci gira le spalle e chi s’è visto, s’è visto»

Mi chiamo Tonino Mallardo, a scuola ci sono andato fino alla seconda media. Io e mio fratello siamo di Casavatore, comune di Napoli e siamo venuti a Roma quando morì nostra madre che diceva sempre che la fortuna si trova più facile nella capitale perché a Casavatore ci stanno solo l’invidia e le malelingue. Noi […]

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Attilio Del Giudice
Un racconto in forma di dialogo

Dialoghi degenerati

«Non piango, ma non posso condividere le tue idee. Questo materialismo fatto di luoghi comuni, di banalità, di sostanziale volgarità, senza un’ombra di spiritualità, di poesia, di tenerezza, non mi piace, mi rattrista»

– Non far vedere che guardi! – Perché, che c’è di male? – Non tutti vogliono essere osservati  e analizzati. Lo sai che quella da giovane era bellissima e ha partecipato a una finale di Miss Italia? Mia nonna mi ha detto  che era molto invidiata. Ora è vecchia, ma mi sembra più vispa di […]

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Attilio Del Giudice
L'ultima parte di “Arcane procedure"

La favola di Vito

«Certo, le cose del mondo (e dell’altro mondo) seguono percorsi strani, talvolta bizzarri ed ironici. Questo ragazzo doveva fare con Vito Aiello la stessa cosa richiesta dal vecchio: raccontare la sua vita»

Riassunto della prima parte: Vito Aiello si ammazzò a Torino in un albergo e si trovò  in un Aldilà, di cui non aveva alcuna cognizione. Fu scambiato per uno scrittore, lui non chiarì la sua condizione di non scrittore, pensando che l’equivoco potesse giovargli in qualche modo. Così fu costretto a seguire le procedure previste per […]

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Attilio Del Giudice
La prima parte di un racconto inedito

Arcane procedure

«Vito Aiello si ammazzò il 22 maggio, alle sei del mattino. Alle sei e dodici minuti, per l’esattezza. Un’operazione condotta con semplicità e precisione: un solo colpo di rivoltella alla tempia destra»

Il fatto che si fosse ucciso a Torino e, per di più, in un albergo, generò un equivoco e lo mise in una situazione imbarazzante. Per una serie di motivi, che, per il momento, non abbiamo intenzione di raccontare (una brutta faccenda di gioco, debiti, strozzinaggio e casinò), Vito Aiello si ammazzò il 22 maggio, […]

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Attilio Del Giudice
Una normale storia di umane miserie

Super bignè

«Ieri, verso mezzanotte, ho sentito dalla mia stanzetta che mia madre piangeva e gridava: “Con quale cuore, disgraziato, metti in mezzo un bambino innocente! Che ci hai in petto una pietra?”»

Il mio compagno di banco si chiama Tullio, non ce ne tiene di studiare tanto, però è una lenza e capisce tutte le cose. Quando gli ho raccontato il fatto, subito ha detto quello che c’è nei pacchettini e si è fatta una risatella. “Non l’avevi capito?”. “No!” “Ma, allora, sei proprio fesso!”. Tullio quasi […]

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Attilio Del Giudice
Storie d'amore e disamore quotidiano

Le nuove coppie

«Io ero molto delicata e romantica e tu dicevi senza peli sulla lingua che mi avevi sognata nuda, con le giarrettiere nere e aggiungevi che nei tuoi sogni io mi scatenavo e facevo cose… terribili»

Il gelo, l’amore, la foglia. Si chiamava Ciro. Una vita di lavoro. Da bambino, nonostante venisse considerato precoce nell’apprendimento, a solo otto anni, fu tolto dalla scuola e costretto dal padre a dare una mano nel lavoro di venditore ambulante. Uscivano col carretto di notte per raggiungere il mercato generale e fornirsi di frutta e verdura […]

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