Alberto Fraccacreta
L'elzeviro secco

Murillo in Siria

La rivoluzione della bellezza è l'unico antidoto alla dittatura della cronaca vuota. Provare a guardare un quadro di Murillo mentre ascoltate le notizie dalla Siria...

Dopo aver rapidamente letto la notizia dei raid francesi e russi sulla sventurata Siria, all’oscuro della già buia oscurità in cui vivo, mi sono concesso un incontro segreto. Un po’ annaspante, a onore del vero, in cotanta ombra. Dallo screen del notebook (quel puntello di diktat anglofono che prevarica) vado (dove? cammino, per caso?) alla […]

continua »
Alberto Fraccacreta
MotoGP: riflessioni dopo Valencia

L’onore di non vincere

Come la sventura rende più nobili i Troiani degli Achei, avvicina più a Ettore che ad Achille, nello stesso modo la sconfitta di Valentino Rossi architettata dalla cricca spagnola rende la sua figura più poetica e la sua non vittoria più significativa dei nove titoli in carriera

La logica dello sconfitto è affascinante. La delusione, l’uomo in ginocchio, l’atleta che presta il passo alla sua umanità, piuttosto che al senso di onnipotenza da cavallerizzo – forma insopportabile di inverosimiglianza, ci chiama a una riflessione diversa sul destino comune. Questo è forse l’aspetto dello sport che, più di altri, lo rende un’emanazione diretta […]

continua »
Alberto Fraccacreta
Intervista (via email) al grande poeta polacco

Il papavero di Zagajewski

«La poesia è stata un ingrediente costante della nostra civiltà per così tanto tempo che la sua scomparsa completa pare assai improbabile». Così ci rassicura il cantore che con i suoi versi trasmette la purezza della parola e una lezione di rara semplicità

Adam Zagajewski, oltre a essere senza dubbio il maggiore poeta vivente, è un poeta per elezione, come lo sono pochi nella contemporaneità. La strategia compositiva delle liriche, soprattutto nella seconda parte della sua opera, gioca sull’assenza di concettualizzazione, sull’abbattimento dell’ideologia, sulla dissoluzione della forma mentis per conquistare una più elevata leggerezza, capace di modulare l’indagine […]

continua »
Vincenzo Nuzzo
Una società in ostaggio

Crescere stanca

L'unica filosofia riconosciuta dalla contemporaneità è quella che induce alla "crescita": un totem che ha a che fare solo con l'economia, non più con le solidità interiori

L’Alitalia minaccia Fiumicino che, «se non ci saranno investimenti», se ne andrà «a crescere altrove». Lo psicoterapeuta rimprovera aspramente il nostalgico di casa di non voler «crescere all’estero». E un altro dice che «per essere felici bisogna anche fare del male». I fenomeni sono convergenti. Tutti sotto-ordinabili ad una specie di nuova etica ‒ quella […]

continua »
Alberto Fraccacreta
Dopo la sfida di Berlino, a 30 anni dall’Heysel

La Juve e la Nemesi

Sembra stregata la sorte dei bianconeri alla Champions League, ma la squadra di Allegri si è battuta nella finale contro il Barcellona con eroismo epico. Con Morata-Ettore in agguato, sconfitto da un Achille-Suarez…

Hanno trascorso trent’anni in Purgatorio, e vi sono rimasti. Se si eccettua la parentesi lippiana del ’96 (finale vinta per altro ai calci di rigore), per la Juventus Football Club persiste un Purgatorio lungo e tortuoso. Il fio è pagato a caro prezzo. La Champions League sembra per i Nostri una manifestazione stregata: maliarda e […]

continua »
Alberto Fraccacreta
“Tragico tascabile”, moralista “à la française”

Così parlò Ceronetti

Una divertente e illuminante carrellata sui patemi di pensiero e azione che hanno intrappolato l’uomo contemporaneo. Dal “debito greco” alla necessità del Teatro, dall’uso della nostra lingua, ai pesticidi e agli smartphone

Il Filosofo ignoto ritorna con la sua «lanterna» a illustrare i baratri crudeli in cui è caduto l’uomo contemporaneo. Tragico tascabile (Adelphi, 215 pagine, 14 euro) è una gustosa carrellata dei patemi d’oggi e delle recrudescenze di pensiero, realtà, quotidianità, affrontate sotto la lente della gioiosa e catartica disperazione a marchio euripideo. Ma è anche […]

continua »
Alberto Fraccacreta
L'elzeviro secco

La luce di Beckett

Hamm, Clov e la luce che muore; la tenebra della speranza e la quantità della vita secondo Adorno: in «Finale di partita» di Beckett c'è una guida alla commedia quotidiana

«Clov: Ti lascio, ho da fare. Mamm: Nella tua cucina? Clov: Sì. Hamm: A far che, vorrei proprio saperlo. Clov: A guardare il muro. Hamm: Il muro! E che cosa ci vedi, sul tuo muro? Mane, tekel, fares? Dei corpi nudi? Clov: Vedo la mia luce che muore». Quattro personaggi: Hamm, padrone di casa cieco […]

continua »
Alberto Fraccacreta
L'elzeviro secco

Einstein e Dio

Sono passati cent'anni dalla teoria delle relatività. Spazio e tempo hanno assunto dimensioni nuove. Ma anche scienza e religione hanno trovato nuove dimensioni...

Nel 1905 Albert Einstein spedisce tre articoli agli Annalen der Physik, la più prestigiosa rivista scientifica in Europa. Al tempo, era impiegato all’ufficio brevetti di Berna. Il terzo di questi articoli è la trattazione della “relatività ristretta”, che illustra sinteticamente lo sconvolgimento in atto nella fisica per mano del suo maggiore – non ancora riconosciuto […]

continua »
Alberto Fraccacreta
Regali di Natale

Terapia dell’infinito

“Morte di un naturalista”, la prima silloge di Seamus Heaney, dove già si delinea la cifra del poeta irlandese: vedere dentro di sé, trasformare la tenebra interiore in luce scintillante. Scavando con la sua “tozza penna”...

«I rhyme/ to see myself, to set the darkness echoing». Rimo, per potermi vedere, per rendere il buio echeggiante. Sono gli ultimi versi di Elicona personale, ultima lirica della prima silloge di Seamus Heaney, pubblicata in traduzione italiana dallo Specchio Mondadori alla fine di agosto per commemorare il grande poeta irlandese a un anno dalla […]

continua »
Alberto Fraccacreta
L'elzeviro secco

La Trinità di Dante

Settecentocinquanta anni dopo, i versi di Dante stanno ancora lì a raccontare il mistero dell'amore. Per l'Italia (nave senza nocchiero), per il mistero dell'uomo e per Dio

«“E se tu forse credi ch’io t’inganni,/ fatti ver’ lei, e fatti far credenza/ con le tue mani al lembo d’i tuoi panni./ Pon giù omai, pon giù ogne temenza;/ volgiti in qua e vieni: entra sicuro!”./ E io pur fermo e contra coscïenza./ Quando mi vide star pur fermo e duro,/ turbato un poco […]

continua »