Alberto Fraccacreta
L'elzeviro secco

Variazioni sull’amore

L’amore non sceglie, non ha argomentazioni dalla sua parte e non procede per calcolo, anche quando paga salato il conto della sua oppressione. L’amore è una scala infinita non percorsa, il richiamo di un posto mai pensato

L’amore ha diverse declinazioni, diverso grado di appartenenza e di purezza. Può essere condizionato o sganciato dal contesto, adombrato dal momento. Può essere non ricambiato o sbilanciato da una parte soltanto. Può non aver favore né credito, non essere riconosciuto e riconoscersi a sé, mai ragguagliare una briciola di attenzione nello spazio di un secolo, […]

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Alberto Fraccacreta
L'elzeviro secco

Il plancton di Tacito

In tempi di rincorsa affannata al successo, soprattutto economico (anche se drogato), qualcuno continua a parlare alle coscienze. Come Raffaelli editore con la collana "Scintille"

Dostoevskij è in libreria dall’Ottocento, si diceva. Or bene: un libro nasce dall’urgenza di stigmatizzare una sensazione, una presa d’atto. Il fine del libro è la bellezza, vista nei suoi contorni tersi, svincolata dalle situazioni o dalle ideologie. E Dostoevskij ci è perfettamente riuscito; bisogna armarsi soltanto della pazienza di leggerlo (cosa non da poco). […]

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Alberto Fraccacreta
L'elzeviro secco

I film rincretiniscono?

Breve analisi del cinema di consumo (quello che fa incassi record), prendendo in prestito da Andrea Pazienza il suo grande, terribile interrogativo: perché Pippo sembra uno sballato?

Un solo fenomeno è più inquietante dei centri commerciali: il cinema di massa. Quelle multisale, rigorosamente di nero vestite, spesso contenute nei grandi plessi della moderna religione, recano in sé una sofferenza per nulla gergale, traducibile in un senso di vuoto dai risvolti atroci. Sono le pause dal quotidiano Giudizio universale, suggerite da Hebbel, che […]

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Alberto Fraccacreta
Omaggio al Boss che ha compiuto 65 anni

Amore è libertà

Rilettura filosofica di una canzone di Bruce Springsteen priva di orpelli e strizzate d'occhio, che suona come un appello ad amare in modo adulto, nella reciproca comprensione, nell'accettazione dell'altro per come è. Così “Lift me up” evoca Dante, Simone Weil, Erich Fromm...

«Lift me up, darling, lift me up and I’ll fall with you lift me up, let your love lift me up». Un insolito, pettinato Bruce Springsteen avvolto da giacca di pelle American Graffiti e paesaggio scandinavo, senza traspirazioni da backstage, né voce roca, né micidiale tempra, canta in falsetto – con insperata dolcezza – versi […]

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Alberto Fraccacreta
L'ezleviro secco

L’oggetto vivente

Viviamo un'epoca dominata da oggetti che sembrano vivere di vita propria: ma uno smartphone ci aggredisce senza conquistare il valore trascendentale delle bottiglie di Giorgio Morandi

Viviamo un’epoca oggettivante. Siamo assediati da questioni e cure, sollecitudini legate alle cose. Gli oggetti non sono più utili, ma aggressivi a fronte di una chiara pretesa di dominio: hanno una vita a sé stante, vita però battagliera, vita altresì dinamica, accelerata dal senso di frustrazione che la loro stessa presenza suscita. Mi è capitato […]

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Alberto Fraccacreta
Riflessioni dai “Quaderni in ottavo”

Kafka Graffiti

Viaggio a tappe forzate nei diari e nelle equazioni - normali o antinomiche - che si snodano nella testa vertiginosa dello scrittore praghese. Che parla di poesia come preghiera, di Cristo abisso di luce, momento in cui precipitare...

«Cristo, Momento». Cosa avrà voluto dire Kafka in quel particolare passo, in quel preciso e non replicabile punto, in quel solco continuo e perfetto degli Otto quaderni in ottavo, esattamente al quarto quaderno? Si riferiva agli opuscoli di Kierkegaard intitolati Der Augenblick (Il momento)? C’è dell’altro? E cosa? Una verità celata? È il momento di […]

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Alberto Fraccacreta
L'elzeviro secco

Quelle parole gonfiate

Davvero è morto lo spirito della poesia? Davvero la sua "solennità" non può più nulla contro tutti quei libri che nascondono «vuoti di capienza»? Forse è arrivato il tempo di ricominciare

Lo confesso: non ho i soldi neanche per comprare una penna e scrivere «Non ho i soldi». Ma sono un critico di professione: la lettura è il mio pane. Pane di pietra. Ieri, ad esempio, mi è capitato di leggere alcune righe confortanti sul giornale, «trentaquattro li­cenziamenti al giorno». In cartellone al cinema Un marito […]

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Alberto Fraccacreta

Pietroburgo, una chimera

Adelphi ripropone il romanzo di Andrej Belyj nella luminosa traduzione di Angelo Maria Ripellino. Ambientato nell’epoca della rivoluzione del 1905, le sue pagine - dove tutto si afferma e tutto si nega - sono tra le più suggestive e folli della Russia letteraria

«Se poi ci si ostina a convalidare l’assurda leggenda che Mosca abbia una popolazione d’un milione e mezzo di abitanti, bisognerà riconoscere che la capitale sia Mosca, perché solo le capitali hanno una popolazione d’un milione e mezzo di anime, mentre le città provinciali non hanno, non hanno avuto e non avranno mai una popolazione […]

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Alberto Fraccacreta
La maschera e il teatro

Parola di Arlecchino

Incontro con David Anzalone che si appresta a interpretare un Arlecchino politico nel "Servitore dei due padroni" messo in scena da Carlo Boso

Il 10 e l’11 febbraio il teatro La Fenice di Senigallia punta i riflettori su un evento d’indiscussa importanza: la prima dell’Arlecchino servitore di due padroni, scritto e diretto da Carlo Boso, tra i più apprezzati registi teatrali europei e fondatore dell’Académie Internationale Des Arts du Spectacle di Versailles. La commedia è interpretata da Cantina […]

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Alberto Fraccacreta
L’elzeviro secco

Metamorfosi dell’identico

Dei 100 anni dalla prima pubblicazione della storia di Gregor Samsa non si è sciupato nemmeno un giorno. Perché Kafka è al riparo dalle mode, l’unico contrassegno del suo stile è il magma screziato della sua psiche

Nell’ottobre del 1915, esattamente un secolo fa, all’interno dell’edizione mensile della rivista espressionista Die Weißen Blätter, a cura di René Schickele, appare per la prima volta Die Verwandlung, La metamorfosi, il lungo racconto da cui è tratta probabilmente l’invenzione dell’insetticida. Franz Kafka, nel suo studio all’Istituto di assicurazioni contro gli infortuni dei lavoratori del regno […]

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