Alberto Fraccacreta
L'artista oggi sarà premiato all'Ateneo

Metafisica di Urbino

«Dico sempre che se un quadro dà qualcosa, è perché ci somiglia. Non bisogna mai fermarsi all’apparenza; è necessario, invece, un colloquio con l’opera d’arte»: incontro con Mario Logli

Mario Logli riceve oggi dal Rettore Vilberto Stocchi il Sigillo d’Ateneo dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Classe ’33, ha frequentato l’Istituto di Belle Arti nella città montefeltresca, apprendendo le tecniche grafiche e di incisione, e specializzandosi in litografia sotto la guida di Carlo Ceci. Dopo il diploma, ha insegnato disegno ornamentale nella medesima […]






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Alberto Fraccacreta
L'elzeviro secco

Il latino di Heaney

Il Meridiano dedicato al grande poeta Seamus Heaney (a tre anni dalla morte) ne mette in luce la vocazione ad essere una sorta di Virgilio dantesco alla ricerca del Regno della letizia

Seamus Heaney amava profondamente la lingua latina. Poche settimane prima di morire aveva terminato la traduzione inglese del VI canto dell’Eneide, nel quale è narrata la discesa agli inferi del pius Enea. Heaney, per rispetto ai morti dei Troubles, le guerre civili in Irlanda del Nord, si pone nei confronti del sovrasensibile delineando un mondo […]






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Alberto Fraccacreta
Italia, primo agosto/11

Calderón solitario

Una mattina in libreria insieme a “La vita è sogno” di Calderón de la Barca. Libro onnipresente, in parecchie occasioni ammirato per l’intestazione e per il tema, mai letto...

Inizia agosto e finisco in libreria, stessa spiaggia stesso mare. Con la calura i parametri non mutano. Il cielo terso si riflette sulle vetrate, che ne accolgono di buona lena il manto cinerino. L’estate si arrampica sui palazzi, svolta gli angoli delle vie, taglia la strada a qualche vecchietta, come un ladro dopo una rapina […]






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Alberto Fraccacreta
L'elzeviro secco

Il merlo di Walser

Sessant'anni senza Robert Walser, maestro di nomadismo narrativo e divagazione letteraria: una reticenza marmorea nei confronti dell’indicibile

Robert Walser era amico della gaiezza e della tranquillità. Voleva semplicemente stare in pace con sé e con gli altri. Amava gli uccellini – i merli, in particolare – e le strade di campagna, i cardi secchi e le chiome degli alberi. Nei suoi scritti non c’è intreccio, sembra non raccontare nulla di rilevante. Eppure […]






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Alberto Fraccacreta
L'elzeviro secco

Il sangue e gli ulivi

La tragedia ferroviaria pugliese, al di là dello sconcerto per un Sud abbandonato alla propria arretratezza, impone di soffermarsi sul senso profondo di una natura ferita

La tragedia confluita tra Corato e Andria, due treni che si scontrano a cento chilometri orari e si accartocciano lungo un unico binario, reca in sé un simbolo che è la vera narrazione di quanto accaduto: gli ulivi. La poesia – anche quella che appartiene al tempo e ai fatti, non solo quella legata alle […]






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Alberto Fraccacreta
Ancora sul “Trittico del Distacco”

Di Palmo&Bacon

Nella sua raccolta poetica Pasquale Di Palmo procede sulla “via negationis”, dove l’affermazione avviene per negazione, l’assenza come presenza, il dolore come ricordo di quando si era felici. Ma in questo procedere, la privazione si fa ricchezza. Così viene in mente un altro celebre Trittico…

Qualche anno fa, a Rimini, in una mostra memorabile a Castel Sismondo, assieme al Canaletto, Kandinskij, Picasso, Degas e molti altri, esponevano il celebre Trittico di Francis Bacon, «Three Studies for Figures at the Base of Crucifixion». Ricordo che, dopo l’estasi del Semeur di Millet, il Trittico, con i suoi rossi sanguigni, i suoi grigi […]






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Alberto Fraccacreta
L’elzeviro secco

I fiori di Bonnefoy

Per il massimo poeta di lingua francese appena scomparso compito della poesia è condurci nel punto in cui il pensiero metafisico conversa con il pensiero morale, per capire come vivere nella realtà. Ci ha condotto per mano in questo cammino con la sua lirica limpidissima che è una “celebrazione della poesia”

Yves Bonnefoy è, era il massimo poeta di lingua francese. È, era: la scomparsa di qualcuno ci fa vacillare su quale tempo decidere per l’azione. Se la morte è un’azione, essa si riferisce sempre all’imperfetto nel suo accadere e, al contempo, addita un improbabile presente all’esistenza di colui che mai sarà cancellato. È ancora con […]






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Alberto Fraccacreta
L'elzeviro secco

Il poeta degli incontri

Adam Zagajewski, il grande poeta polacco: «Vedi, l’incontro è possibile, la lingua non è poi diversa. C’è che conta è l’immagine interiore. Siamo tutti noi, non più divisi. Ci incontriamo dove è poesia. Tutti liberi e in pace, l’uno per l’altro, a tenderci la mano. Dunque, non più divisi»

Adam Zagajewski arriva in auto con sua moglie, un tempo attrice, oggi psicoterapeuta, Maja Wodecka. Tutti i poeti hanno, infatti, bisogno di una psicologa. I signori Zagajewski sono belli e sorridenti, hanno lineamenti delicati, misurati. Li osservo dolcemente, mentre incespico in un inglese pallido (e la mia meridionalità alligna). Ora che la Gran Bretagna è […]






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Alberto Fraccacreta
Ancora su “La piuma del Simorgh”

Ritorno al principio

Generazione e novità, perpetuazione e metamorfosi. Xanadu, Marco Polo, Bisanzio e il silenzio di Maria. Nella nuova raccolta di Roberto Mussapi, l'immacolata concezione del genere umano trova compimento. E domani a Milano un evento tra i quadri e le installazioni luminose di Marco Nereo Rotelli

La piuma del Simorgh (Mondadori, 101 pagine, 18 euro) è la nuova silloge di Roberto Mussapi. «Simorgh – è scritto nelle note dell’autore – era, secondo la mitologia persiana, l’uccello che viveva sull’albero dei semi, da cui erano generate le sementi di tutte le piante selvatiche, posizionato accanto all’albero dell’immortalità». Il Simorgh è, dunque, un […]






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Alberto Fraccacreta
Intervista a Carlo Boso

Goldoni e noi

Le quattro sfide lanciate dal maestro internazionale della Commedia dell'arte tornato in Italia con una inedita lettura del “Servitore di due padroni”. Nella certezza che, come da sempre, il teatro è politica, “garante di democrazia”

Da qualche mese a Senigallia è tornato il teatro. Il servitore di due padroni di Goldoni si ripresenta in una veste sontuosamente inedita: l’Italia della fine degli anni Quaranta, distrutta e incartocchiata da malevoli avventori. Un’Italia da ricostruire nella sua fisionomia esteriore ed interiore: dopo il crollo dei “nemici” nasce la nuova Repubblica finanziata dal […]






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