Alberto Fraccacreta
Su “Sindrome del distacco e tregua”

La Milano di Cucchi

Nella sua nuova raccolta, Maurizio Cucchi gioca con la tecnica per cercare le ragioni della contemporaneità nella storia, nei maestri e, anche, nella pieghe della sua città, terra prediletta di una «sospensione felice»

Uno degli aspetti più evidenti della poesia contemporanea è l’esigenza dell’allusivo, dell’inespresso, se non dell’implicito. Giocare di sottintesi è il lavoro tipico della lirica di ogni tempo, una “funzione poetica” a tutti gli effetti (Montale direbbe «scaltra» e «psicologica»), ma si attiva maggiormente nel momento in cui quest’arte sente di essere insidiata da forme diverse […]

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Alberto Fraccacreta
Ancora su “Diario dello smarrimento”

L’arte di smarrirsi

Andrea Di Consoli, raccontando sé e il propri vagabondaggi tra luoghi e letture, traccia il ritratto di un uomo che insegue l'impossibilità costante di realizzarsi: un diario delle imperfezioni che costellano le nostre vite

Accensioni simili si possono notare nei Quaderni di Cioran e nei Taccuini di Camus. Anche questi erano (vertiginosi) diari di autori erranti, intellettuali aperti alle caleidoscopiche possibilità, o guide allo smarrimento dei perplessi, come Valerio Magrelli ha intitolato la sua plaquette post-Il sangue amaro. Un pensiero interessante è dedicato proprio al poeta romano: «Ricordo vagamente […]

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Alberto Fraccacreta
A proposito de "La danza della pioggia”

Le parole e le cose

La nuova raccolta poetica di Paolo Febbraro, tra echi e citazioni, costruisce un reticolo di immagini in cui le parole preistoriche sembrano uscire dalla pagina e avere una loro consistenza

La «musica di ciò che accade» è spesso il motore precipuo della poesia. Fedele al monito heaniano Paolo Febbraro non poteva non esserlo: autore di una bella e sentita monografia sul poeta di Castledawson (Leggere Seamus Heaney, Fazi, 2015), sembra molto vicino ai temi letterari irlandesi – quando può, risiede a Dublino, infatti – anche […]

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Alberto Fraccacreta
A proposito di "Io non sono Clizia"

Clizia e Montale

Valeria Traversi racconta (come un romanzo) la passione tra Irma Brandeis ed Eugenio Montale: un amore vissuto soprattutto da lontano, ma pieno di poesia, illusioni e invenzioni tra un grande scrittore e la sua musa

Una giovane studiosa americana che bussa alla porta del direttore di una prestigiosa istituzione culturale fiorentina. Un direttore che è, sì, direttore, ma anche e soprattutto poeta già affermato con un solo libro all’attivo e qualche inedito. Un’americana dagli occhi di acciaio che discende da una famiglia ebraico-austriaca aderente all’eresia messianica di un certo Jakob […]

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Alberto Fraccacreta
Trent'anni dall'Ottantanove/6

Poesia del Muro

Quando il Muro è crollato, c’ero da poco. Ero una persona migliore di adesso. Allora dovrei ritornare a quei primi mesi, se non a quei primi istanti. Quando il mondo si disvelava davanti agli occhi nella sua primigenia verità... Riflessioni di un poeta nato nel 1989

«Presto sarò chi sono», scrisse Caproni correggendo Borges (il verso è tratto da Sfarfallone, nel cuore del Franco cacciatore; l’argentino diceva, invece: «Pronto sabré quién soy»). Il 1989. Havel è stato arrestato a Praga, in gennaio, a causa di una manifestazione commemorativa per Jan Palach. Presto sarò chi sono, anch’io. Non sono ancora nato. Alla […]

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Alberto Fraccacreta
A colloquio con Roberto Mussapi

Nostra madre Luna

A 50 anni (oggi) dall’allunaggio, il poeta ha dedicato un libro a quell'evento e a tutto ciò che esso evoca e ha evocato. Il suo è un viaggio nella cultura del mondo da Leopardi a Kennedy, da Verne a Ciolkovskij, da Gagarin e Glenn a Shakespeare a Li Po. Senza trascurare Miles Davis, John Coltrane, i Pink Floyd e molte altre cose

Il 20 luglio di cinquant’anni fa – 22,17 ora italiana, per la precisione – l’uomo mise piede sulla Luna. Evento epocale quant’altri mai, si trattava non soltanto di una conquista “territoriale” connotata più o meno ideologicamente, ma del coronamento di un sogno ancestrale: una rêverie mitica e immaginativa che ha accompagnato le diverse tradizioni dall’aurora […]

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Alberto Fraccacreta
Diario di un decennio che fugge/2

La poesia, nonostante

Gli anni Dieci (visti dall'angolo magico di Urbino) sono pieni di poesia, colori e arbusti: gli azzurri di Piero della Francesca sono riusciti a convivere con le immagini di Seamus Heaney. "E, nonostante", come dice Philippe Jaccottet

L’altro giorno segnavo sul taccuino, come promemoria: Seamus Heaney, Human Chain, 2010; Derek Walcott, White egrets, 2010; Wisława Szymborska, Wystarczy (Basta così), 2011; Yves Bonnefoy, L’heure présente, 2011; Adam Zagajewski, Dalla vita degli oggetti, 2012 (in Italia); Philippe Jaccottet, Œuvres, 2014. Eccetera. Tutti libri di poesia degli anni Dieci, una sfilza di altissima lirica che […]

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Alberto Fraccacreta
Incontro con il poeta

Le ninfe di Vegliante

Jean-Charles Vegliante, la poesia, i classici, il "post-sperimentalismo" e il bilinguismo: «Essere “tra due lingue” significa innanzi tutto cercare non tanto la commistione quanto quella particolare espressione che non sempre una singola lingua “vuole” significare»

Considerato tra i massimi poeti in lingua francese, Jean-Charles Vegliante è professore emerito alla Sorbonne Nouvelle di Parigi. Interprete infaticabile dei nostri classici (Dante, Leopardi, Ungaretti, per dirne qualcuno), ha fronteggiato in numerosi saggi il problema della traduzione, fondando anche un centro interdisciplinare di scambi culturali. La sua poesia acquista terreno nel primigenio vorticare di […]

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Alberto Fraccacreta
A proposito di "Esiste Ascoli Piceno?"

Ascoli non esiste

Adelphi ripubblica uno scherzo letterario (tra il metafisico e il filosofico) di Giorgio Manganelli. La vaghezza della città coincide con quella delle parole, della comunicazione, dell'intenzione stessa di entrare in relazione con l''esterno da sé

Secondo la leggenda – riportata, non priva di varianti, da Plinio, Strabone e Paolo Diacono – fu un picchio verde (picus) ad accompagnare lo sparuto drappello di Sabini, durante il ver sacrum, al sicuro riconoscimento del locus e alla fondazione della città. Ma, se le origini sono nebulose, risucchiate dal buco nero di uno stanziamento […]

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Alberto Fraccacreta
A proposito di “Polittico del Sangue amaro”

Scomponendo Magrelli

Arnaldo Colasanti "legge" la poesia di Valerio Magrelli cercando di restituire il disvelamento della verità delle cose attraverso l’interpretazione più riposta del testo. Un'operazione critica che va ben oltre l'autore che analizza

«Se amore è la distanza che ci chiama/ e insieme la paura di varcarla». Sono gli ultimi due versi degli undici endecasillabi in forma di ipertesto, La lettura è crudele, che Valerio Magrelli ha pubblicato in Il sangue amaro (Einaudi, 2014). La parafrasi della poesia è semplice e strana: l’io lirico osserva il destinatario – […]

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