Pier Mario Fasanotti
“Il defunto odiava i pettegolezzi”

Il giallo Majakovskij

La slavista Serena Vitale ha ricostruito la morte di Vladimir Majakovskij nel 1930: un evento che sconvolse il “giovane" regime sovietico e ancora oggi è avvolto da un alone di mistero

La mattina del 14 aprile 1930 il regime sovietico temette uno scossone non da poco. Era stato trovato senza vita, nel suo studio moscovita, il grande poeta Vladimir Majakovskij. S’era ucciso con alcuni spari al cuore e giaceva a gambe divaricate a pochi centimetri dalla porta. Ma che c’entra la morte di un poeta di […]






continua »
Pier Mario Fasanotti
Consigli per gli acquisti

La prosa di Fleur

Affilato, preciso, uno stile costruito su particolari minuti: il ritorno in libreria della Jaeggy con “Sono il fratello di XX”. E per gli appassionati del brivido otto brevi avventure del giovane Montalbano e Nero Wolfe alle prese con una “Palla avvelenata”...

Sospensione – La prosa affilata, precisa e magrissima di Fleur Jaeggy, zurighese di origine e italiana di adozione, indaga eventi apparentemente minuti e marginali, eppure ogni sua frase, magari solo di due o tre parole, rimanda a ben altro senza che appaia la necessità di svelarlo nella sua interezza. E così il suo stile, a […]






continua »
Alberto Fraccacreta
Tre santi bizantini secondo Hugo Ball

Cristianesimo dada

Giovanni Climaco, Dionigi l’Areopagita e Simeone Stilita. A loro sono dedicate le biografie redatte con acuta spiritualità dallo scrittore tedesco che recitò le sue poesie al Cabaret Voltaire di Zurigo vestito da missile aerospaziale

La parola “bizantino”ha un suono aureo, un tintinnio d’ottone. L’arzigogolo domina incontrastato. Una macchia scura di lontananza e filiforme memoria si imprime agli occhi. “Bizantino”. Mosaici, oro, ricerca del paradosso, restaurazione dell’Impero. È davvero singolare, oggigiorno, trovarsi dinanzi a un libro che illustra tre vite di santi e asceti – paradosso già forte per il […]






continua »
Pier Mario Fasanotti
Consigli per gli acquisti

Illusioni & burocrazia

Dalla borghesia annoiata di Irène Némirovski a quella illuminata di Anna Maria Ortese. Passando per l'italica burocrazia raccontata da Tim Parks

Borghesia. Lei, ancora lei. Ma quanto ha scritto Irène Némirovsky prima di essere deportata da Parigi e uccisa in campo di concentramento nazista? Ogni suo scritto appartiene alla letteratura alta. Anche i racconti, da poco raccolti e pubblicati dalla Adelphi (258 pagine, 18 euro) col titolo L’orchessa, aggiungono merito al merito. Nel primo racconto, La […]






continua »
Alberto Fraccacreta
Le più belle conquiste scientifiche del '900

Il tempo? Non esiste (forse)

Con una prosa chiara ed elegante, Carlo Rovelli nelle sue “Sette brevi lezioni di fisica” ci mostra un universo simile a un contenitore a fisarmonica incantevole e poetico. E ci invita a riflettere su due gemme inestimabili che hanno cambiato il nostro modo di vivere: la relatività generale e la meccanica quantistica. Arte pura, in vero senso shakespeariano...

«Lo spazio non è piatto, è curvo. La trama stessa dell’universo, spruzzata di galassie, dobbiamo immaginarla mossa da onde simili alle onde del mare, talvolta così agitate da creare i varchi che sono i buchi neri». L’universo è un contenitore a fisarmonica incantevole e poetico. Supera il nostro potere intuitivo/immaginativo spazzando in maniera poderosa le […]






continua »
Pier Mario Fasanotti
Consigli per gli acquisti

Torbido Simenon

Un assassino turco per il grande Simenon; la fanciullezza di Dante per Marco Santagata e le oscurità della Roma bene per Letizia Muratori: tre "indagini" atipiche

Il fuggiasco. Non c’è storia di Georges Simenon che abbia una falla nella trama. Una delle caratteristiche più frequenti dei suoi romanzi è il ritratto di un uomo, o di una donna, che improvvisamente ha uno “scatto”, nel senso che devia improvvisamente dai binari della sua quotidianità, di solito ripetitiva o anche umiliante, e imbocca […]






continua »
Pasquale Di Palmo
Alla scoperta dell’opera di Israel Joshua /1

L’altro Singer

Il suo finora più celebre fratello, Isaac Bashevis Singer, autore di libri come “Il mago di Lublino” e “Gimpel l’idiota”, lo considerava il suo maestro. E a leggere le sue storie, ora riproposte da Adelphi (a cominciare da “La famiglia Karnowski”) , si capisce il perché…

Mi cospargo il capo di cenere. Fino a poco tempo fa credevo infatti che di Singer ne bastasse uno solo, ovverosia Isaac Bashevis, lo straordinario narratore polacco naturalizzato americano, autore di splendidi racconti e romanzi, cui venne conferito il Nobel nel 1978. I suoi libri, scritti in yiddish, furono pubblicati in Italia da svariati editori, […]






continua »
Pier Mario Fasanotti
Consigli per gli acquisti

Singer e i Maigrettoni

Da un Singer raro alla nuova raccolta di Maigret di Simenon. Passando per la biografia del Re Sole di Louis de Saint-Simon alla Faenza di Gene Gnocchi

L’errore.  Poche pagine, magistrali. Israel Joshua Singer (1893-1944), molto noto per La famiglia Karnowski, ma anche di altri gioielli letterari oltre a articoli giornalistici e racconti, racconta la triste storia di Sender Prager, proprietario di un ristorante alla moda di Varsavia. Convinto assertore del celibato, fonte di svariatissime avventure amorose, viene convinto dal rabbino a […]






continua »
Leone Piccioni
Carlo Emilio Gadda visto da vicino

L’intelligenza… che condanna!

Il carattere dell’Ingegnere, le sue battute spesso involontarie, le sue idiosincrasie, la sua formidabile vocazione di scrittore nell’“Identikit” del critico-amico

In margine alla lettura assai recente dello spumeggiante carteggio tra Gadda e Parise (Se mi vede Cecchi son fritto, Adelphi), curato magistralmente da Domenico Scarpa, ho ripensato a un mio libretto del ’97 dedicato a Gadda (Identikit per Carlo Emilio, Pananti, Firenze) uscito a più di vent’anni di distanza dalla sua morte e dal Gran […]






continua »
Pier Mario Fasanotti
Carteggi 2/ “Un gomitolo di concause”

Il dottore e l’ingegnere

Pubblicate da Adelpphi, a cura di Giorgio Pinotti, le lettere scritte a Pietro Citati da Carlo Emilio Gadda tra il 1957 e il 1969. Quasi delle confessioni al giovane amico che rivelano il temperamento dell'autore del “Pasticciaccio”. Il quale, anche nelle missive, non si spoglia mai del suo linguaggio

Prendiamo a caso una lettera, ma del primo periodo (1957-1969): «Caro (dottor) Citati, dopo aver avuto la Sua cortesissima del 7 agosto…». Ecco, anche in questa parentesi, che poi scomparirà, c’è la complessa personalità di Carlo Emilio Gadda. Scriveva spesso al suo giovanissimo amico, col quale condivideva immensa cultura, educazione, rispetto e fastidio per le […]






continua »