Giuliano Capecelatro
Cartolina da Berna

L’Ämmitalianer

Dialogo tra un napoletano e uno svizzero («metà Emmental e metà italiano») alla ricerca di una inesistente "purezza etnica". Perché la vita è un miscuglio di contraddizioni: la Storia e gli individui lo dimostrano

La Roma… la Roma.  Perché poi la Roma? Non capisco. «Roma, al contrario è Amor, no? Ed è così. Arrivo a Roma, venticinque anni fa, resto incantato. Dalla città. Dalla gente, orgogliosa di essere romana, ospitale, dal cuore aperto.  Poi incontro il grande amore della vita, mia moglie». Bella cartolina, un’apoteosi dei sentimenti, va bene. […]

continua »
Lidia Lombardi
Fellini e Sordi nell’anno del centenario

Aridatece Roma di Alberto e Federico

Mostre, eventi, tagli di nastro, pubblicazioni, omaggi, testimonianze per ricordare i due grandi artisti nati cent’anni fa. Ma il miglior modo per celebrarli sarebbe ridare dignità alla città che amavano

Tornano tutti e due – uno con sciarpa, cappello e megafono perfino nelle viscere della metropolitana mentre girava Roma, l’altro con il faccione sorridente, magari sulla pedana dei vigili di Piazza Venezia. Tornano tutti e due, Federico Fellini e Alberto Sordi, nati nello stesso anno, il 1920, uno a gennaio l’altro a giugno. Un doppio […]

continua »
Alberto Fraccacreta
Ancora su “Diario dello smarrimento”

L’arte di smarrirsi

Andrea Di Consoli, raccontando sé e il propri vagabondaggi tra luoghi e letture, traccia il ritratto di un uomo che insegue l'impossibilità costante di realizzarsi: un diario delle imperfezioni che costellano le nostre vite

Accensioni simili si possono notare nei Quaderni di Cioran e nei Taccuini di Camus. Anche questi erano (vertiginosi) diari di autori erranti, intellettuali aperti alle caleidoscopiche possibilità, o guide allo smarrimento dei perplessi, come Valerio Magrelli ha intitolato la sua plaquette post-Il sangue amaro. Un pensiero interessante è dedicato proprio al poeta romano: «Ricordo vagamente […]

continua »
Leopoldo Carlesimo
Un'avventura in Tajikistan

Una storia a Roghùn

«Roghùn rappresenta una delle più ambite opportunità di lavoro per un giovane del Tajikistan. È l’opera più grande e longeva del Paese: quando sarà finita, sarà la diga più alta che mai gli uomini abbiano eretto in qualsivoglia angolo del pianeta»

Asliddin aveva ventun anni, ma dimostrava meno della sua età. Era alto di statura, magro, d’aspetto fragile e delicato. Portava i capelli folti un po’ troppo lunghi e pettinati senza criterio, quasi a casaccio, occhi scuri, colorito pallido, naso sottile e arcuato da una leggera gobba; zigomi alti, sopracciglia fini e lunghe tagliate quasi in […]

continua »
Danilo Maestosi
Al Palazzo delle Esposizioni di Roma

Le città di Basilico

Omaggio alla fotografia di Gabriele Basilico: il suo occhio scava nelle contraddizioni delle metropoli. I vuoti, i pieni, le luci, le forme: «La città che mi interessa raccontare contiene una mescolanza tra eccellenza e mediocrità, tra centro e periferia»

Nulla in fotografia conta quanto lo sguardo. Sì, certo, la tecnica, il dosaggio della messa a fuoco, il calcolo del tempo dello scatto, la costruzione del set per chi vi fa ricorso. Ma è lo sguardo che incorona un fotografo come un maestro, un artista capace di distillare l’invisibile dal visibile, vocazione che per chi […]

continua »
Marco Emanuele
Sergio Zoppi su “Questioni meridionali”

Progettare il Sud

Si presenta domani a Roma il volume dedicato alla rivista che indagando sui problemi del Mezzogiorno d’Italia li indicava come vera e propria questione nazionale. Dopo quasi novant’anni, un’emergenza che si ripropone con uguale drammaticità

In occasione del 70° anniversario della Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) si presenta domani a Roma, alle 16,30 presso la Biblioteca dell’Associazione (via di Porta Pinciana 6), il libro di Sergio Zoppi “Questioni meridionali – Napoli 1934-1943”. Oltre all’autore, intervengono Adriano Giannola (Presidente della Svimez che ha firmato l’introduzione al volume), Piero […]

continua »
Roberto Verrastro
A proposito di “A Long Time Coming”

Il caso Renoir

Il nuovo giallo di Aaron Elkins è un viaggio nella storia a cavallo tra 'Ottocento e oggi. Due Renoir falsificati sono i protagonisti di un intrigo che mescola Garibaldi e l'Impressionismo, i trafficanti d'arte e la banda Koch

Al mercante d’arte milanese Ulisse Agnello, il 2013 sembrava l’anno più fortunato della sua vita. In un mercatino di Budapest aveva acquistato due mediocri dipinti di paesaggi marini spendendo pochi fiorini ungheresi, l’equivalente di 90 euro. Ma a gennaio del 2015, la sua storia era finita sul New York Times Magazine: Agnello, raschiando delicatamente una […]

continua »
Pier Mario Fasanotti
Il giorno della memoria/1

Fantasmi a Birkenau

Ginette Kolinka, parigina, deportata a Birkenau dai nazisti è tornata nei luoghi del lager dopo 55 anni. Ne è nato un libro struggente (con il copertina il numero "78699", quello che le tatuarono i nazisti sul braccio) che mescola gli orrori del passato e le paure di oggi

C’è un’altra Liliana Segre, oggi senatrice della Repubblica, scampata come lei alla Shoa. chiama Ginette Kolinka, parigina. Dopo una delazione, fu fatta salire su un vagone piombato a Marsiglia. Non sapeva dove la portassero. Un viaggio in mezzo a persone stipate come maiali. C’erano anche suo padre e suo nipote. Le tappe: Marsiglia, Drancy, Birkenau, […]

continua »
Paolo Petroni
Il giorno della memoria/2

Burocrazia dell’orrore

Stefano Massini ricostruisce il dialogo tra il boia nazista Adolf Eichmann e la filosofa Hannah Arendt che portò alla genesi de "La banalità del male". Una scena teatrale sulla terribile idiozia della sopraffazione

«Il linguaggio, Herr Eichmann, il linguaggio è lo specchio, sempre, di cosa sentiamo davvero», precisa la filosofa e storica ebrea tedesca Hannah Arendt in un colloquio, immaginato da Stefano Massini, col gerarca delle SS responsabile della organizzazione e pianificazione dello sterminio di milioni di ebrei. Le parole rivelano la realtà dei fatti e se si […]

continua »
Loretto Rafanelli
L’opera di Marco Nereo Rotelli a Portofino

Una sfera di luce e poesia ci salverà

Ancora pochi giorni per raggiungere il “Mondo Terràqueo” nel porto della celebre località ligure: una sfera che di giorno restituisce voci che raccontano e declamano e la notte proietta sulle facciate del borgo i versi dei poeti. Uno sguardo rivolto alle questioni decisive dell’esistenza

Portofino è una languida porzione di mare, una dolce visione fissa nella mente. Così credo la accogliamo nelle nostre suggestioni. E a questo lembo di Liguria da sempre gli artisti hanno rivolto la loro attenzione, il loro sguardo creativo. Le stesse suggestioni che, penso, l’artista Marco Nereo Rotelli ha voluto tratteggiare nella sua opera mirabile, […]

continua »