Delia Morea
A proposito de "L'incantevole Sirena“

Le sirene di Napoli

Francesco Palmieri racconta i misteri di Napoli portando il lettore per mano in una città (e un'umanità) carica di sorprese. E su tutto aleggiano le ali della magia, dell’arcano, dell’esoterismo che sembra essere parte integrante di questa metropoli

L’incantevole Sirena (Giunti, pp. 363, euro 18,00) di Francesco Palmieri, giornalista e scrittore napoletano trapiantato a Roma, affascina sin dalla copertina: un’ammaliante sirena dai capelli rosso fuoco con lo sguardo perduto verso un infinito da scoprire. È questo, infatti, il primo punto su cui, a nostro avviso, si dispiega il libro di Palmieri che, non […]

continua »
Pier Mario Fasanotti
Consigli per gli acquisti

Il femminicidio della contessa Giulia

Monica Guerritore ricostruisce, lavorando «sulla percezione sottile delle cose», la vicenda di una donna che non sapeva dire di no, nella Roma inizio Novecento. Maurizio de Giovanni conferma la sua arte narrativa mentre la prosa del poeta Maarouf è secca e dolorosa anche quando tende (forse involontariamente) al comico

Napoli – Diciamolo francamente: il genere giallo dilaga in Italia, ma raramente i romanzi, o i racconti, sono degni dell’appellativo “letteratura“. Chi ha letto le opere di Leonardo Sciascia è destinato a rimanere deluso. Fa eccezione l’ultimo libro di Maurizio de Giovanni, autore di Dodici rose a Settembre (Sellerio, 270 pagine, 14 euro). Prima di […]

continua »
Tina Pane
Viaggio nel cuore dell'Europa

Cantiere Bruxelles

Bruxelles 2019, ovvero la confusione che non ti aspetti: cantieri e mercati, boulevards ottocenteschi e mura medioevali, euroburocrati e turisti. Tutto questo (e altro) è la città simbolo di quel caos che continuiamo a chiamare Europa

Non c’è spicchio di cielo dove non svettino gru e ad ogni angolo di strada spuntano cantieri. Una polvere sottile e bianca, più sabbia che materiale di risulta, si posa sulle scarpe e rende scivolosi i passi. Avvisi compilati a mano informano delle date di inizio e fine lavori mentre la segnaletica rimovibile aggiorna costantemente […]

continua »
Raffaella Resch
In mostra a Forte dei Marmi, a Villa Bertelli

Leone Piccioni, l’umanesimo nel ‘900

La collezione del critico con numerose importanti opere trasmette lo spirito con cui è stata nel tempo costituita: «l’amore per il bello e per la cultura, l’impulso per la condivisione delle arti e della conoscenza, le affinità elettive che legano il critico ai pittori, poeti, intellettuali suoi amici»

La figura del collezionista è sempre stata determinante nella storia dell’arte e nella formazione dei musei, sia per il lavoro di raccolta e individuazione di oggetti e opere che provenivano dalle migliori scuole di artigiani, dai più valenti artisti, sia per aver indirizzato, anticipato, in qualche modo costruito il gusto delle generazioni che ne accoglievano […]

continua »
Alessandro Macchi
Ricordi di un Continente che non c'è più

Frammenti d’Africa

1965, 1972, 2019: tre stagioni del mondo a confronto viste attraverso la particolarissima angolatura di uno spicchio d'Africa (tra Etiopia e Eritrea) dove le contraddizioni sono esplose più che altrove

«Ci si muove alti sull’amba e nell’aria tersa il paesaggio sembra infinito popolandosi di scenografie anche molto lontane: lo spazio è ai tuoi piedi e ti senti più forte»: così mi esprimo nel mio libro Desmè parlando dell’Etiopia, terra che mi ha visto protagonista per la costruzione di una importante infrastruttura tra rilievi aspri, le […]

continua »
Pasquale Di Palmo
“Per diverse ragioni” di Domenico Brancale

Epifania del logos

Una poetica «per via di levare» quella a cui arriva l’autore lucano che «sottrae e sottrae finché non resta che un granello di senso». Così il frammentismo caratterizza anche la sua ultima raccolta con parole che non consolano ma che si fanno preghiera laica offrendo una «speranza che si aggruma»

La poesia di Domenico Brancale, classe 1976, partita da una singolare ricognizione del dialetto nativo di Sant’Arcangelo, tende sempre più a orientarsi in direzione di un serrato confronto con il logos, connaturato all’essere stesso dell’autore. Una parola, una pronuncia semplici e, al contempo, complesse, spesso di difficile decifrazione ma oltremodo necessarie. Già le raccolte Controre […]

continua »
Gino Agnese
Considerazione sulla Gnam

Rincardiniamo l’arte

La discutibile sistemazione delle opere alla Galleria Nazionale d’Arte moderna di Roma è documentata in un catalogo-mattone che resta perlopiù invenduto. Del resto già il titolo dell’improbabile assemblaggio -“Time is out of joint”- strizza l’occhio all’antagonistica “politica dell’estetica”

Di solito i cataloghi delle mostre sono già pronti in vista del vernissage. Invece il catalogo di Time is out of joint (Il tempo è fuori dai cardini – Il tempo è scaduto), come s’intitola l’assemblaggio pluritemporale di quadri sculture et cetera che dall’ottobre 2016 dà volto alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, accusa […]

continua »
Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Il caso Bolton

Donald Trump ha licenziato il consigliere John Bolton, un guerrafondaio, talebano neocon, che non voleva che gli Usa intavolassero trattative con i talebani veri. In realtà, il falco ha pagato l'impopolarità del presidente

Dopo le pacate e dignitose celebrazioni dell’11 settembre, Trump è ritornato alla pazza e sgangherata routine quotidiana della sua amministrazione e ha licenziato, con un tweet, il terzo consigliere della sicurezza nazionale: il superfalco John Bolton. Seguito ai generali Raymond Mc Master e a Michael Flynn, liquidati in precedenza, anch’essi ex abrupto, John Bolton, non […]

continua »
Flavio Fusi
Cronache infedeli

Quell’11 settembre

Fiori per i morti e fiori per i vivi. In una chiesa qualunque, a un’ora qualunque, il sindaco Giuliani accompagna una sposa all’altare. E l’abbraccio alla nuova famiglia vuol dire: la vita non si arrende. Frammenti di memoria di quel giorno di 18 anni fa

Uno sconosciuto, vicino, a me, gli occhi fissi sul cratere: “Sembra una chiesa, la cattedrale di Coventry, le sue rovine. Dovrebbero lasciarla così, lasciare quello che resta…” Bisogna venire nel buio, scendere dalla metropolitana a Fulton, camminare tra Liberty e Church, per capire l’angoscia di New York. I grandi edifici oscurati incombono su strade deserte, […]

continua »
Lina Senserini
A proposito di "Rossa"

Il mondo è vecchio

Chiara Rapaccini, nel suo nuovo romanzo, divide la società in due: i vecchi sfruttano i bambini senza pietà. «Ho usato tinte forti perché voglio portare brutalmente l'attenzione su quanto il mondo attuale sia precluso ai giovani»

C’è un mondo distopico, ma non troppo lontano, appena 50 anni più avanti, in un futuro terribilmente somigliante al nostro presente, fortemente inquinato e governato da macchine e computer. La società è divisa in due: i Vecchi, sadici, aggressivi, avidi, si rendono colpevoli di un vero e proprio sterminio di bambini e adolescenti, ai quali […]

continua »