Angela Di Maso
Ritratto d’artista

Dominare la parola

Pino Strabioli: “Se c’è talento e disciplina si può arrivare da ovunque, dalla strada, dai talent, dalle accademie. L'importante per chi vuole recitare è iniziare andando a vedere tanto teatro. Perché il nostro lavoro è il rapporto con la parola»

Nome e cognome: Pino Strabioli. Professione: Attore – conduttore televisivo – autore – regista – (esagerato!). Età: 53. Da bambino sognavi di fare l’attore? Sì! Cosa significa per te recitare? Conoscere il destino del personaggio e non avere paura. Il tuo film preferito? Novecento di Bertolucci e 8½ di Fellini. Il tuo spettacolo teatrale preferito? […]






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Raoul Precht
Periscopio (globale)

Il Kafka comico

Reiner Stach, nel suo singolare “Questo è Kafka?”, rovescia lo stereotipo del grande scrittore e ne racconta il linguaggio cristallino, la precisione della prosa, l’ironia e la comicità, la dovizia di metafore e paradossi

Ogni grande scrittore dovrebbe avere diritto a un grande biografo, ma è rarissimo che questo succeda davvero. In alcuni casi l’incontro avviene e dà frutti: il primo esempio che mi viene in mente è quello di Ian Gibson e della sua monumentale biografia di Federico García Lorca, frutto di una ricerca durata decenni e condotta […]






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Lidia Lombardi
“Versi di note” al Gemelli di Roma

Poesia come cura

Da Danilo Rea a Silvia Bre, da Peppe Servillo a Claudio Damiani… Si è conclusa la bella iniziativa che ha portato nella hall dell’ospedale capitolino poeti e musicisti jazz che hanno regalato a un pubblico inconsueto un po’ di leggerezza

La hall del Policlinico Agostino Gemelli di Roma è un’autostrada per pedoni. Camici bianchi e verdi, studenti e infermieri, malati vestaglia e pantofole diretti nell’ala giornali-bar, bambini, vecchi col bastone, parenti di infortunati, pazienti degli ambulatori. Tutti rapidi, tutti concentrati sul loro impegno o sul loro cruccio. All’improvviso il non-luogo diventa il contrario. Arriva una […]






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Ilaria Palomba
Catalogo del Novecento

La sfida di Dostoevskij

Alle origini del Novecento c'è un grande del secolo precedente. Fedor Dostoevskij, con il suo mondo popolato di uomini che ostinatamente s'interrogano sul senso della vita, è lo scrittore che ha aperto la strada alla modernità

«Tutti gli eroi di Dostoevskij interrogano se stessi sul senso della vita, ed è sotto questo aspetto che sono moderni: essi non temono il ridicolo. Ciò che distingue la sensibilità moderna dalla classica è il nutrirsi questa di problemi morali e quella di problemi metafisici. Nei romanzi di Dostoevskij, il problema è posto con tale […]






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Nicola Bottiglieri
L'avventura di una papera alla deriva

Papere e cavallette

L'earth overshoot day, il giorno in cui finiscono le riserve naturali della terra, si avvicina sempre di più a inizio anno: che cosa si può fare per evitare di consumare la natura in modo irreparabile?

A partire dal 1970 il calendario registra un giorno nefasto, invisibile alla maggioranza degli uomini ma perfido e devastante, perché nascosto nelle pieghe della terra. È il giorno nel quale si svegliano tutte le cavallette del mondo e cominciano a mangiare quello che vedono: piante, animali, uomini, pietre,aria, acqua, terra, ecc. ecc. Nel 2015 fu […]






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Pasquale Di Palmo
La voce del poeta: Alessandro Moscè

Le restituzioni della memoria

Nell’ultima raccolta del poeta marchigiano, “Hotel della notte”, un’umanità dolente, spesso ai limiti della marginalità si muove in una trama autobiografica. Tra i personaggi, in un dialogo fondante con vivi e morti, spicca Pierino, un omino felliniano che portava fortuna…

Alessandro Moscè è poeta, saggista e narratore che opera a Fabriano. Ha al suo attivo le raccolte poetiche L’odore dei vicoli (2004) e Stanze all’aperto (2008). Hotel della notte (108 pagine, 10 euro), l’ultima sua silloge, edita da Aragno nel 2013, si configura come un lavoro molto strutturato, dall’intento programmatico ben preciso, che tuttavia riesce […]






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Roberto Mussapi
Every beat of my heart, la poesia

Il tè di Yang Lian

La poetica del più grande tra i cinesi viventi, esule in Occidente dopo Tienanmen, è cosmologica e insieme razionale. Per lui, che ha scritto il primo poema epico dell’età moderna nella sua lingua, punto di riferimento è Ezra Pound con i suoi “Cantos”

La tomba dei saggi, immagini del passato da una pietra incisa: l’età della pastorizia, immaginiamo, il tè, la quiete del pino e l’ombra del monte, la panca di pietra che accoglie il viaggiatore: la terra che nella pietra si fa sua culla, giaciglio. In una lingua franta, tagliente, fibrillante. Yang Lian, nato in Svizzera nel […]






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Lidia Lombardi
Itinerari per un giorno di festa

La vita delle farfalle

È stato inaugurato a Roma, all’interno del Parco dell’Appia Antica, un padiglione-giardino dove vengono allevati i coloratissimi insetti e dove si può osservare il loro sviluppo. Uno spettacolo incantevole che merita una visita. Magari a Pasquetta…

E se a Pasquetta la gita fosse in vista di uno dei più celebrati acquedotti romani e però immergendosi in una particolarissima serra? Ecco che cosa vi potrebbe capitare. Dentro l’incubatrice la crisalide pare immobile. Invece impercettibili movimenti, piccoli sussulti preparano il colpo di scena. Ecco cominciare a schiudersi quella che sembra una scorza dura, […]






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Ilaria Palomba
Un romanzo da non perdere

Il salotto del Capitale

«Le Siamesi» di Alessandro Berselli racconta un Occidente degli orrori: una società disposta a tutto per un briciolo di potere. Sembra fantascienza, ma è solo realtà

Le Siamesi di Alessandro Berselli (Elliot, 2017, pp.126, euro14,50) è un romanzo a pistola carica. Un libro con le palle. È la storia di Ludovica, ricca ventenne anoressica, figlia di un giudice narcisista e anaffettivo e di una madre morta suicida. La protagonista si trova a rincontrare per caso la sua più cara amica d’infanzia, con […]






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Giovanni Nurcato
Una storia di vite ai margini

Ramon il lercio

«Ramon non respirava, ansimava, ciononostante fumava più che poteva. Aveva le dita e le unghie completamente marroni e non usava fiammiferi. Accendeva la sigaretta successiva col mozzicone di quella appena finita»

Ramon era un lurido, Ramon. Puzzava come un porco e forse anche di più. Accostò quel suo cesso di macchina sgangherata strusciando coi cerchioni il marciapiede, spense il motore e attese. Ramon era lercio dentro, la sua esistenza era assimilabile a una specie di putrefazione cosciente. Era unto Ramon. Aveva capelli radi, lisci e grassi […]






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