Elisa Campana
Lettera da Cardiff

Lo Stato dell’Arte

C'è un Paese in cui l'identità condivisa è affidata (solo) alla pittura: paesaggi maestosi e natura selvaggia. Un marchio di fabbrica attraverso i secoli. Insomma: il Galles

Modesta nazione di circa 20.000 Km2, sei volte più piccola della vicina Inghilterra, il Galles è una terra dai forti contrasti. Tra i dolci e verdi pendii in cui la natura detta ancora le sue leggi, fanno capolino antiche città minerarie, fantasmi di un sogno industriale ormai infranto. Moderni centri urbani si giustappongono in chiaroscuro […]

continua »
Alberto Fraccacreta
“Allucinazioni”: voci, visioni, stati alterati

Oliver Sacks indaga

Come un provetto Tenente Colombo, il neurologo inglese analizza una serie di fenomeni dispercettivi restituendo al lettore un quadro comprensibile dei casi clinici narrati. Con la spigolatura dell’aneddoto, associato alla comprensione scientifica

Nel suo nuovo libro edito da Adelphi (Allucinazioni, trad. italiana di I. C. Blum, 325 pagine, 19 euro), il neuro­logo/letterato Oliver Sacks affronta un’affascinante storia naturale delle allucinazioni, proiettando trasversalmente il suo inveterato impegno per la romantic science in un campo della medicina così ostico e ricco d’insidie. La spigolatura dell’aneddoto, associato alla pura comprensione […]

continua »
Sandra Petrignani
A proposito di “Finn’s Hotel”

L’orecchio di Joyce

Ottavio Fatica, traducendo gli inediti dello scrittore irlandese punta sulla sua capacità di ascoltare la lingua. Proprio come Luigi Malerba, che inventava "neologissimi" unendo suoni, allusioni e significati

Ricevo per caso lo stesso giorno due piccoli libri preziosi. I neologissimi di Luigi Malerba, e l’inedito fin qui Finn’s Hotel di James Joyce. Non so quale leggere per primo perché mi attirano molto entrambi, e mi butto allora subito a guardare le introduzioni, che sono di per sé entusiasmanti. Eh, già, ma prima devo […]

continua »
Nicola Fano
Intervista a Carlo Cecchi

«Liberate il Valle!»

«In nessun paese civile si lascerebbe un teatro fra i più antichi, fra i più belli, nelle mani di un piccolo gruppo di persone che potrebbero gestire, al massimo, un centro sociale». La rabbia e lo sconforto di un grande artista

«L’occupazione del Teatro Valle? In nessun paese civile si lascerebbe un teatro fra i più antichi, fra i più belli nelle mani di un piccolo gruppo di persone che potrebbero gestire, al massimo, un centro sociale»: Carlo Cecchi è chiarissimo. Interrogato da Succedeoggi sulla questione “Valle occupato” non si nasconde dietro all’attendismo o – figuriamoci! […]

continua »
Erika Savio
Intervista all'autore di "Di roccia e di ghiaccio"

L’anima in salita

Enrico Camanni, alpinista e scrittore, ha cercato di cogliere il segreto dell'andare in vetta: "È solo la passione totalizzante quella che può portarti in alto e motivare il rischio affrontato". E così la sfida diventa una metafora di vita

Giornalista e storico dell’alpinismo, Enrico Camanni nel libro Di roccia e di ghiaccio (Laterza) narra una storia di montagne, sfide e tenacia non solo per gli appassionati, ma anche, e soprattutto, per i profani. Con parole e immagini forti dei protagonisti dell’arrampicata – da un inedito Petrarca fino a Messner, lo scalatore per antonomasia – […]

continua »
Marco Scotti
A proposito della vicenda Rcs-Fiat-Della Valle

Capitalismo de’ noantri

Il mondo della finanza italiano non è più un “salotto buono”, anzi almeno da un ventennio l'atmosfera che vi regna risuona del motto tutto italiano “aumma aumma”. Lo dimostrano i retroscena dell'acquisto, da parte della famiglia Agnelli, delle nuove quote della casa editrice. Misteriosa appare dunque l'ostinazione con la quale il patron di Hogan, Tod's e Fiorentina tenta di farne parte

Comunque la si voglia guardare, la vicenda di Rcs è un gran pasticcio. Ma ha anche uno scopo terapeutico: mostra agli italiani come si è ridotto il capitalismo “de’ noantri” e prova, sbattendo in faccia la cruda realtà, a costringere la classe dirigente ad assumersi le sue responsabilità. Nella vicenda di Rcs, infatti, rientra a […]

continua »
Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Calcio, j’accuse

Le istituzioni e i club ormai tollerano ogni tipo di violenza da parte degli ultrà. Possibile che a Lecce, prima del caos dopo la mancata promozione, nessuno sapesse che cosa si stava preparando? Anche le connivenze stanno uccidendo il calcio

Offuscata da Balotelli e dal Maracanà, domenica scorsa è andata in scena a Lecce l’ennesima rappresentazione italiana di violenza da stadio. Una infezione diffusa ovunque come dimostrano avvenimenti accaduti di recente anche in Francia, e tuttavia da noi una piaga purulenta, mal curata e inguaribile, un po’ come il debito pubblico. Il rituale è noto: […]

continua »
Adriano Mazzoletti
Riletture: Mingus nel ricordo della moglie Sue Graham

Storia d’amore e di jazz

Dal primo incontro al “Five Spot” di Manhattan fino alla terribile malattia (la sclerosi laterale amiotrofica) che causò la morte del grande musicista non ancora cinquantasettenne

Sue Graham è stata l’ultima moglie di Charlie Mingus, ma non solo. È stata la persona che più di ogni altra gli è stata accanto negli ultimi anni della sua vita. E alla sua scomparsa ha continuato a mantenere vivo il ricordo, con l’orchestra Mingus Dynasty, ma anche con il Charles Mingus Institute, di uno […]

continua »
Angela Di Maso
Ritratto d'artista

Il teatro avvelenato

«L'umanità è vaccinata: se non va a teatro, spia i drammi degli altri, come fosse uno spettacolo». Incontro con il grande regista: Giancarlo Sepe

Nome e cognome: Giancarlo Sepe. Professione: Regista teatrale. Età: 69. Da bambino sognava di diventare un regista teatrale? No, lo facevo e basta: costringevo i miei piccoli amici a fare strane storie, ognuno vestito con il proprio costume di carnevale, ne uscivano dei veri mélange drammaturgici. Cosa significa costruire regie e dirigere gli attori? Significa […]

continua »
Lidia Lombardi
La Domenica: itinerari per un giorno di festa

Piramide Cestia, non solo clacson

I romani, per lo più, si limitano a girarle intorno in macchina nel caos di piazzale Ostiense. Ma visitare il monumento funebre di Caio Cestio, dopo il restauro finanziato dal giapponese Yuzo Yagi, è un vero piacere

Ha ritrovato il candore, che spicca tra il verde tutto intorno, specie i cipressi del Cimitero Acattolico che le fa da sfondo. E speriamo che, grazie al restauro, la Piramide Cestia torni ad attrarre non soltanto i turisti stranieri, ma gli stessi romani, che la snobbano un po’, limitandosi a girarle attorno in automobile, nel […]

continua »