Nicola Fano
In margine alla morte di Roberto Cerati

L’utopia Einaudi

Con lo storico presidente della casa editrice dello Struzzo se ne va l'ultimo frammento di un progetto ambizioso trascinato nel fango dall'egemonia culturale della destra, fatta solo di spot e revisionismo

La morte di Roberto Cerati, a lungo sodale di Giulio Einaudi, poi, dalla morte dell’editore, presidente della casa dello Struzzo e garante della continuità einaudiana, suggerisce molte considerazioni. Sulla persona di Cerati medesimo, sull’idea di mescolare editoria e cultura nel Novecento, sul concetto di impegno (inteso come sforzo di conoscenza) e su come tutto questo […]






continua »
Gloria Piccioni
Battiato e le “troie in Parlamento”

Cortigiane e cortigiani

Dalla possibile malintesa interpretazione di un epiteto alle dimissioni del ministro Terzi: forse il cantautore alludeva a un costume diffuso nella politica: il meretricio delle identità

Un tempo li volevano sepolti in terra sconsacrata. Era un’epoca oscura. L’oscurantismo di oggi, invece, li vuole talvolta al potere, ma l’esercizio della politica, a ben vedere, non si addice a chi è abituato a calcare le scene. Sarà per quell’eccesso di leggerezza che si conviene a chi vuole indurre il pubblico a divertirsi e […]






continua »
Nicola Fano
Reportage dal sogno del nuovo teatro

Pisa città aperta

A Pisa, un gruppo di ragazzi ha occupato una sala settecentesca chiusa da oltre mezzo secolo. Non lo hanno chiamato Rossi Occupato ma Teatro Rossi Aperto. Ecco la loro storia

A Pisa, un gruppo di volenterosi (artisti, ricercatori, studenti, precari) ha occupato un teatro: quello, settecentesco, intitolato a Ernesto Rossi. Ma programmaticamente, queste persone non hanno chiamato il “loro” teatro Rossi Occupato, lo hanno chiamato Teatro Rossi Aperto. C’è una bella differenza rispetto ad altre esperienze in corso in questi tempi. Sono andato a Pisa […]






continua »
Rita Pacifici
Una grande mostra a Padova

L’attimo secondo De Nittis

Centoventi opere che testimoniano la sua vocazione: osservare la natura con in mano tele e colori, fissare appunti visivi del paesaggio che lo circonda

In Colazione in giardino di Giuseppe De Nittis, la gioia di vivere scorre in superficie, la percezione di una felicità delle piccole cose è palpabile. Nulla turba la scena famigliare, colta nell’intenso chiaroscuro delle luci estive. L’amatissima moglie e musa del pittore, Leontine, è di profilo nell’abito grigio perla. Il piccolo Jacques guarda altrove, distratto […]






continua »
Andrea Porcheddu
Ancora sul teatro occupato

Il Valle e i mostri

La forzatura della "normalità" è vissuta come un pericolo, come uno corpo estraneo che si insinua nelle abitudini del nostro teatro. Eppure tutti siamo d'accordo che la situazione è "mostruosa" e che le regole sono da cambiare. Allora, perché non vivere il "caso-Valle" come un'occasione?

Sono rari, i casi, nella storia recente, in cui il Teatro è finito in prima pagina. Non se ne parla più tanto, se non in  trafiletti o nelle pagine finali dei quotidiani. Ma ci sono stati casi, “eventi” o “fatti”, che hanno suscitato l’attenzione, scaldato gli animi, spinto assopiti commentatori a prendere posizione. Ricordo il […]






continua »
Nicola Fano
Ritratto del grande regista scomparso

Ricordo di Jerome Savary

Omaggio a Jérôme Savary, creatore del “Grand Magic Circus”. Un artista di talento; vulcanico e geniale anche quando annegava la creatività nella confusione

A Parigi, ieri, è morto l’attore e regista teatrale francese (di origine argentina) Jérôme Savary. Aveva settant’anni. Dal 1968, quando venne in Europa, fino all’ultimo (malgrado la malattia che lo aveva colpito), il suo nome era sinonimo di follia teatrale, di esuberanza scenica: non c’era verso di evitare di stupirsi di fronte a un suo […]






continua »
Domenico Calcaterra
"Mandami tanta vita" pubblicato da Feltrinelli

Giovani senza regime

Raccontando in forma di romanzo la formazione di Piero Gobetti e e della sua generazione, Paolo Di Paolo in realtà si interroga sulle condizione di chi cresce mentre si struttura un regime onnicomprensivo. All'inizio del Novecento come oggi

Scriveva Giovanni Papini che anche la giovinezza è una «malattia», affrettandosi a chiarire: «ma chi non ha sofferto questo male sacro non ha vissuto». Così sembra pensarla anche Paolo Di Paolo che passa dal facile sperimentalismo e dal giovanilismo del precedente Dove eravate tutti (2011) al sempreverde e centrale motivo della giovinezza con il recente […]






continua »
Nicola Fano
Addio a un artista schivo ma molto amato

Addio al teatro di poesia

È morto Claudio Remondi: dagli anni Settanta in poi, in coppia con Riccardo Caporossi era stato uno dei maggiori protagonisti della nuova scena italiana

Claudio Remondi era un gigante buono anche se non era troppo alto né troppo grosso. Era un gigante nel senso che dava l’impressione di saper ruminare idee e digerirle. E poi era a suo agio con la fisicità del teatro: in Cottimisti era più convince del suo alter-ego Riccardo Caporossi, ma non bisogna credere che fosse meno […]






continua »
Nicola Fano
A proposito di uno spettacolo memorabile

Elogio di Brecht

Abbiamo trattato l'autore tedesco come un comunista appestato. E invece Umberto Orsini e Claudio Longhi, con "La resistibile ascesa di Artuto Ui" in tournée per la terza stagione, ci dimostrano quanto sia viva (e appassionante) la sua lezione

Da venticinque, forse trent’anni viviamo affogati nella pretesa di un modernismo dove ognuno galleggia per liberarsi di regole, vincoli, radici e memorie. Abbiamo buttato a mare idee e ideologie come fossero zavorra inutile per conquistare il paradiso delle grandi apparenze. Ogni tanto, c’è qualcuno che si ostina a ricordarci che cosa abbiamo perso e, chi […]






continua »
Nicola Fano
Il suicidio cultura araba

Il rogo di Timbuctu

Gli integralisti islamici in fuga da Timbuctu hanno dato alle fiamme il patrimonio di settecentomila manoscritti medioevali sulla quale si fondava la memoria e l’’identità degli arabi stessi. Ma solo l’Occidente ha protestato

La cultura, la storia e la memoria non piacciono all’islamismo radicale. Abbiamo visto tutti le immagini inaudite (ossia di un’inaudita violenza e un’inaudita idiozia) delle esplosioni con le quali i talebani distrussero i Buddha di Bamiyan, in Afghanistan. Ora ci tocca rivivere quello sconcerto di fronte al rogo della Biblioteca di Timbuctu. Ancora una volta, […]






continua »