Danilo Maestosi
Al Colosseo

Mistero Cartagine

Una grande mostra cerca di fare luce su Cartagine e il suo mito. Ma, forse per la scarsità di riferimenti storici certi, più che chiarire il mistero, l'esposizione lo amplia. Perché davvero la storia di questa città fu cancellata dai (vincitori) romani

Un senso di fastidio, come l’imbarazzo di un maldimare in arrivo, un bisogno di terra ferma, mi resta dentro all’uscita della mostra Carthago, in corso fino al 29 marzo al Colosseo. Molto dipende dalla folla che assedia scomposta e accaldata la piazza e le arcate del Colosseo, un selfie davanti a ogni vetrina, dilaga nella […]

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Lidia Lombardi
Lo scaffale degli editori

Informazione lunga

Incursione nel mondo delle riviste di cultura alla ricerca di riflessioni che non risentono della fretta (e della brevità) dei tempi. Da “Bianco e Nero” che racconta la guerra di Netflix a “Lazio ieri e oggi” che analizza lo stato dei beni culturali a Roma

Questa volta parliamo in apertura delle riviste, non quelle settimanali che affollano le edicole, ma di quelle a più lunga periodicità, che si impongono come raccolte di saggi sotto uno specifico tema. E che spesso sono libroni articolati e densi, anche di immagini rare. Come il numero appena uscito di Bianco e Nero, la storica […]

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Alberto Fraccacreta
A proposito di "Nel nome"

Nel nome di Maria

Alessandro Zaccuri insegue il mito fondativo di Maria, cercando di mettere in fila tutte le suggestioni e le influenze che la Madre di Gesù ha avuto non solo sulla cultura, ma anche sui comportamenti sociali: tra vita, filosofia e religione

«Perché Maria è un nome e tutto di Maria è nel nome». Forse basta questa frase a spiegare la singolare, ma straordinaria ricerca — dal sapore nitidamente petrarchesco — di Alessandro Zaccuri nel suo nuovo romanzo-inchiesta-mémoire: Nel nome (NN Editore, pagine 168, euro 14) è uno saggio nell’accezione moderna del termine, ossia un oggetto letterario […]

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Marco Ferrari
Cartolina dal Portogallo

L’ultimo socialista

Ritratto di António Costa, il premier portoghese appena riconfermato grazie al suo programma di rigore e sviluppo. La sua storia è quella di un figlio del colonialismo cresciuto tra scrittori, artisti e rivoluzionari

António Costa ce l’ha fatta, sarà di nuovo primo ministro portoghese. Si profila quindi una nuova edizione della  coalizione – ribattezzata la geringonça, “l’accozzaglia” –  formata dal partito socialista e dalle due formazioni della sinistra radicale. Con un invidiabile sorriso ottimistico, Costa ha portato il piccolo paese atlantico a risultati eccezionali negli ultimi cinque anni: […]

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Attilio Del Giudice
L'ultima parte di “Arcane procedure"

La favola di Vito

«Certo, le cose del mondo (e dell’altro mondo) seguono percorsi strani, talvolta bizzarri ed ironici. Questo ragazzo doveva fare con Vito Aiello la stessa cosa richiesta dal vecchio: raccontare la sua vita»

Riassunto della prima parte: Vito Aiello si ammazzò a Torino in un albergo e si trovò  in un Aldilà, di cui non aveva alcuna cognizione. Fu scambiato per uno scrittore, lui non chiarì la sua condizione di non scrittore, pensando che l’equivoco potesse giovargli in qualche modo. Così fu costretto a seguire le procedure previste per […]

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Giuseppe Grattacaso
A proposito di "Casa di carte"

Contro la letteratura furba

Matto Marchesini si conferma uno dei migliori critici della sua generazione: la sua potente raccolta di saggi rovescia il canone novecentesco italiano basato più su una «furba originalità» che su una ricerca di un senso della scrittura. E rivaluta Cassola, Bassani, Saba, Domenico Rea...

Potrebbe bastare l’ampio saggio dedicato all’autore di Trieste e una donna, «Perché Umberto Saba non è popolare in Italia», per farci apprezzare interamente il valore delle riflessioni critiche di Matteo Marchesini, la sua volontà di esprimere considerazioni all’interno di un preciso quadro di riferimento, tale da liberare l’opera dello scrittore, o il tema trattato, dalla […]

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Pier Mario Fasanotti
Su “L’ultimo sopravvissuto di Cefalonia”

L’odissea di Bruno

Bruno Bertoldi, classe 1918, fu vittima del massacro nazista dell'esercito italiano a Cefalonia dopo l'8 settembre. Fuggito dal lager, conobbe anche il gulag prima di tornare in Patria. Nella vita di un uomo la parabola del Novecento

Questa è la storia di un uomo che è arrivato all’età di cent’anni e, durante la seconda guerra mondiale ha attraversato l’inferno in Terra. Per colpa dei nazisti prima e dei sovietici dopo. Senza parlare dell’irresponsabilità di Badoglio e del Re Vittorio Emanuele, i quali hanno abbandonato, senza dare direttive tempestive e certe, migliaia di […]

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Lina Senserini
A proposito di “500 chicche di riso”

Ridere è vivere

Alessandro Pagani, con un fitta sequenza di battute, coglie il lato surreale della vita quotidiana: quello spazio dove l'assurdo confina con la vita vissuta. Tra Groucho Marx, Woody Allen e Ennio Flaiano

«Ridere non è solo contagioso, ma è anche la migliore medicina», dice il compianto Robin Williams nel film Patch Adams. Ridere fa bene, migliora lo stato fisico oltre che quello mentale, libera endorfine, è un’ottima ginnastica facciale. Se ridere, poi, nasce dall’ironia e dalla capacità di non prendersi troppo sul serio, allora diventa anche il […]

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Roberto Mussapi
Every beat of my heart

La Luna di Li Po

È fonte di nutrimento per il grande poeta cinese vissuto nell’ottavo secolo dopo Cristo. Non l’astro enigmatico che illude e ispira, ma manifestazione visibile della Grande energia. Ed eccoli alcuni “Moon pieces” che pervadono ogni verso del Bardo del “Regno di mezzo”. Nella versione di Roberto Mussapi

Eccoci di nuovo a sentire questi battiti, tutti, “Every beat of my heart”. Ci eravamo lasciati nei giorni topici del cinquantenario della Luna. Non solo del suo raggiungimento dagli uomini, ma della sua festa. Un momento magico nella storia dell’Uomo. E riprendiamo all’insegna della Luna. Qui, e in qualche prossimo battito. Oggi Li Po, il […]

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Emilia Santoro
Un documentario da vedere

Orrori di guerra

In "scherza con i fanti", Gianfranco Pannone e Ambrogio Sparagna partono da quattro diari di guerra (dal 15/18 al Kosovo) per raccontare in che modo i conflitti riescano a disumanizzare gli individui. Fino a far dimenticare loro il concetto stesso di “vita”

Nella mia famiglia la guerra si taceva. Erano le donne a raccontare quel poco che sapevano. Mio nonno era una guardia del re e accompagnò il principe di Napoli nella sua fuga a Torino. Dovette tornare a casa da solo, a piedi, scansando i morti per strada e fu aiutato da una donna e due […]

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