I libri di Succedeoggi

Succedeoggi diventa editore di libri “tradizionali”. Dopo le nostre collane di ebook (clicca qui per saperne di più e comprare i nostri titoli), abbiamo deciso di fare una ulteriore passo in avanti. Così, abbiamo dato vita a una collana di piccole rarità bibliografiche in edizione di pregio e in tirature limitate che venderemo solo tramite il nostro sito, senza cadere nelle insidie dei potentati editoriali e della distribuzione libraria.

La collana si chiama Succedeoggi, Roma e conta quattro titoli:

foto porto sepoltoLEONE PICCIONI, Ungaretti e il Porto sepolto, 80 pagine.

È il 1916, mentre l’Occidente bandisce l’individuo in favore del primato della massa, Ungaretti s’illumina d’immenso. La terribile semplicità della sua solitudine viene scambiata per ermetismo. Ovvio, al fondo; ma – scrive Leone Piccioni – «non ci sono punti esclamativi, se mai qua e là appaiono punti interrogativi: c’è la memoria e la preveggenza». L’uomo è piccolo, è se stesso; e deve fare i conti con quel che la sorte gli manda in terra. Nel bene e nel male: nessuna ideologie ha per lui risposte sufficienti. Leone Piccioni è stato uno degli allievi più sapienti di Giuseppe Ungaretti: ne ha seguito la parabola poetica e ne ha sostenuto l’aporia quando sarebbe stato più facile propugnare ben altre certezze. E di Ungaretti ha consegnato ai posteri la metafora dell’uomo poeta che vivendo fa poesia. Sempre, anche nelle trincee che consolidano “Il Porto sepolto” che Leone Piccioni qui, per Succedeoggi, rilegge cent’anni dopo. Cent’anni di solitudine che Piccioni, magistralmente, fa derivare non dalla tragedia della morte in guerra ma dalla ricchezza della vita. Di Ungaretti – provocatoriamente – in questo saggio inedito Piccioni fa il catalogo della vita e degli amori, non quello dei drammi e delle assenze: perché, per il critico, “Il Porto sepolto” è la summa di una poesia semplice in un mondo che voleva vedersi proverbialmente complicato. La semplicità dei sentimenti contro l’artificiosa complessità dei rapporti ideologici: da qui nasce la poesia di Ungaretti, sorprendentemente attuale come ce la racconta Leone Piccioni.

 

pubb-libro-dostojevskij (1)LEONE GINZBURG, Saggi su Dostojevskij, 64 pagine. Introduzione di Ubaldo Soddu.

«La classicità del Dostojevskij dimostra d’essere creazione non solo equilibrata, ma anche, e soprattutto, unitaria, quando si pensi che le sue qualità «filosofiche» e «psicologiche», che sono come i simboli d’un «contenuto» e d’una «forma» violentemente scissi e contrapposti, sfociano allo stesso modo nell’interesse per la personalità umana, nel proposito d’indagarla e di ricostruirla poeticamente». La lettura che Leone Ginzburg ci offre di Dostojevskij è letteraria, filosofica e politica al tempo stesso. Tutto dipende dall’oggetto di analisi del grande intellettuale. Va da sé che Ginzburg leggeva Dostojevskij in lingua originale e che alla diffusione dei classici russi aveva destinato una parte rilevante della sua vocazione culturale: «Secondo Dostojevskij, quelli fra i suoi lettori che preferivano l’Idiota avevano dei tratti comuni, che gli erano assai simpatici. Forse gli pareva che, guardando come lui di là dalla piatta realtà dei naturalisti a un mondo fantastico ancora più vero, dove le passioni, le idee, i sentimenti diventavano assoluti senza perdere nulla della loro concretezza poetica, essi fossero riusciti non solo a scorgere, ma ad apprezzare nella sua eccezionalità morale ed artistica l’ispirazione di questo romanzo». Il volume raccoglie un saggio del 1931 e le prefazioni alle edizioni dei primissimi anni Quaranta de Le memorie del sottosuolo, del Giocatore, dell’Idiota e dei Demonî.

pubb libro mazzarinoCARDINALE GIULIO MAZZARINO, Breviario ad uso dei politici. Introduzione di Umberto Ambrosoli.

«Simolatore è colui, che or biasima, or commenda una stessa azione, secondo più gli torna, o gli cade in taglio»: difficile cogliere in fallo il Cardinale Mazzarino. Fosse stato meno abile nel “simolare”, forse non avrebbe governato per due decenni la Francia di Luigi XIV. «Dovendo trattar negozj, non ammettervi collega di te più abile, e più esercitato in essi. Se ti conviene andar a visitar qualche personaggio, non accompagnarti con chi a colui è più accetto, che tu non sei. Se hai a cambiar posto, proccura in modo, che non ti si sostituiscano di te notabilmente migliori». Fosse stato meno abile nel calibrare il suo potere e la sua immagine, non sarebbe salito sul grandino più alto del potere politico del tempo venendo da un piccolo paese dell’Abruzzo, Pescina. Allievo ed erede del Cardinale Richelieu, Mazzarino nel corso degli anni compilò un Epilogo de’ dogmi politici, sorta di “Breviario ad uso dei politici”, quasi un Anti-Principe (di Machiavelli), che conteneva consigli, semplici quanto difficili da osservare nella loro completezza, per mantenere saldo il proprio potere. A lui riuscì: «Non ti far mai apprendere per consigliero, o motore de’ Principi, a pubblicar nuove leggi, massimamente gravose, e ripugnanti. In quelle circostanze non ti far veder molto al gabinetto del Regnante. Conversa in pubblico. Rapportagli con destrezza le notizie non molto rilevanti; né ti vanagloriare dell’amicizia del Legislatore».

pubb libro burriLEONE PICCIONI, Burri e altri amici, 64 pagine.

Leone Piccioni (Torino 1925) è la dimostrazione concreta di come si possa essere al tempo stesso giornalisti al massimo livello (è stato direttore del telegiornale e vice direttore generale della Rai) e critici letterari di primissimo piano (è il curatore dell’opera poetica di Giuseppe Ungaretti). Una vita a due facce che ha avuto la sua sintesi in dozzine di esperimenti culturali che hanno contribuito alla diffusione dei saperi nel nostro Paese proprio nel momento in cui una vigorosa crescita economica e sociale aveva bisogno di un salto di qualità culturale. La rivista (poi trasformata in mitica trasmissione televisiva) L’Approdo è sicuramente uno dei mattoni di quell’edificio che è chiamato boom economico. I ritratti di artisti riproposti nel nostro libr0 sono stati composti da Piccioni nel corso di tutta la sua lunga carriera di intellettuale.

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