14
dicembre
2018

racconti

Massimo Morasca
Diario di bordo /4

Il vento dei morti

Oggi è una giornata difficile, dopo aver superato senza grosse difficoltà il Golfo di Taranto siamo entrati con una certa riluttanza nel famigerato Golfo di Squillace, un po’ in sordina, senza vento, con mare calmo e con il rassicurante ronzio del diesel dal sostanzioso effetto soporifero. Questo tratto di mare assai ventoso è noto fin […]

continua »
Leopoldo Carlesimo
La prima parte di una storia inedita

La ragazza col pagne

«Quando le inseguitrici irrompono sull'ultimo tratto di discesa, la ragazza è ferma. Ha alle spalle la distesa del Lac, col sole ormai bassissimo sull’orizzonte. Davanti a sé, le avversarie che si stringono a semicerchio»

Dall’alto della collina il sentiero scende verso il Lac stretto tra due scure muraglie d’alberi. Una ragazza corre lungo la discesa. È scalza. Ha capelli corti, ricci, un neo disegnato al centro della fronte, alla maniera indù. Non indossa che un pagne di cotone leggero, color ocra, macchiato e sfilacciato agli orli. E’ talmente alta, […]

continua »
Massimo Morasca
Diario di bordo /3

Assolo notturno

Mi sveglio, devo aver dormito un paio d’ore, sono le tre del mattino. Sento Stern scivolare veloce sotto tutta tela, sono curioso di leggere il log, segna otto nodi, è un bell’andare, la piccola comincia a farci vedere di cosa è capace… Ci spinge un vento sui 15 nodi da terra, da Nord Ovest quindi, […]

continua »
Arturo Belluardo
Un frammento autobiografico

Via Pasubio 96/a

«Io, casa di mia nonna, la sogno spesso: la trovo sbarrata, come se ce l’avessero murata dentro e allora salgo su e giù per le rampe disperato senza nessuno che mi apra»

Via Pasubio 96/a. Lì abitava mia nonna, nelle case popolari della Borgata tra il Santuario della Madonna delle Lacrime e Piazza Santa Lucia. In un’intersezione di santità, tra la Madonnina che piangeva per le devastazioni della guerra e il pilastro dove veniva torturata la santa patrona perché abiurasse, che poi le scipparono gli occhi e […]

continua »
Massimo Morasca
Diario di bordo /2

Venezia l’arcana

Pioggia scrosciante e freddo, non male considerando che siamo a luglio e stiamo per affrontare un lungo viaggio per mare. E già, circumnavigheremo per tre quarti l’Italia con un barchino di 9 metri concepito, senza compromessi, per la regata pura, privo quindi di qualsiasi comodità senza bagno e cucina. Una vecchia gloria, terzo alla Half […]

continua »
Giuliana Vitali
Un inedito su devozione e disperazione

La processione

«Arrivano all’ingresso del retro della chiesetta da dove una ventina di uomini, vestiti con tuniche bianche e mantelli rossi e blu, portano fuori la grossa croce di legno porpora insieme al baldacchino della Madonna e quello del Cristo in croce»

Trascina la sedia verso di sé e una volta girata, ci cade sopra a gambe aperte, appoggiando poi i gomiti sullo schienale di plastica. – Tu lo sai dove abito? – fa l’uomo, con lo sguardo fisso sul ragazzino seduto di fronte a lui. Quello fa solo un cenno con la testa, continuando a giocherellare […]

continua »
Massimo Morasca
Diario di bordo /1

Terra di Leucasia

Cronache di mare dal timone di “Stern”. Visioni, suggestioni, paesaggi alle soglie del Mito, tra Odisseo e le sirene, in una traversata dall’Adriatico al Tirreno. Una serie di dodici racconti inediti di Massimo Morasca: oggi, il primo

Era lì, candida e pura, i capelli ancora bagnati sembravano scuri, in realtà si intravedevano appena i riccioli biondi, che le coprivano il seno perfetto. Mi aspettava su una roccia sotto l’alta scogliera. Già sentivo il suo profumo, ero attratto da quello sguardo trapassante e beffardo, da quelle forme, dall’intera bellezza e forza che sprigionava. […]

continua »
Arturo Belluardo
Storia di un amore alla fine

L’uomo in ammollo

«Aspettavi che io mi comportassi da uomo, che mi alzassi e me ne andassi, che rispettassi i tuoi desiderata. Ma io ero l’uomo in ammollo, creatura di acqua di corpo, inerte infingardo»

La terra crepitava. Gli aghi di pino mi si spezzavano sotto il culo e la corteccia rugosa mi penetrava la schiena. La resina delle conifere si divaricava sotto i raggi obliqui del tramonto, laccava il mio sudore rappreso, il mio sudore acuto e dolciastro che arricchiva l’angolo tra le mie cosce e la base del […]

continua »
Tina Pane
Una storia di (ingiusto) disagio

Supermarket

«Certo non lo voleva giustificare, quel piccolo delinquente, però neanche voleva infierire, oltretutto se avesse scritto un rapporto negativo gli sarebbero toccate altre carte da compilare, rogne e burocrazia»

L’uomo vestiva il camice bianco, ma lo teneva abbottonato storto. Fu questa la prima cosa che Tonino notò quando il dottore entrò nella stanzetta dove lui lo aspettava già da mezz’ora. «Esposito, me lo portate questo caffé?» – furono le prime parole che gli sentì dire, stupendosi, perchè erano quasi le stesse che suo padre, […]

continua »
Tina Pane
Una tragedia d'amore

Marika, tengo solo te

«...allora Marika capisce, capisce che il padre ha paura di perderla. Si chiude in bagno e manda un messaggio a Marcello perché non le esce la voce, non ce la fa a dirgli come si sono messe le cose»

Da qualche tempo, la sera, quando il padre tira giù la saracinesca e s’accovaccia per mettere i lucchetti, Marika alza gli occhi verso il ragazzo appoggiato al muretto sul marciapiede di fronte. Lo guarda di sfuggita ma quasi con aria di sfida, poi subito gira la testa, fissa lo sguardo sulle spalle chine del padre, […]

continua »