15
dicembre
2018

racconti

Claudia Colaneri
Parole e ombre/9

Telo racconto

«Così Nico metteva il telo sul tavolino della sua cameretta, si infilava sotto con la torcia che gli aveva regalato il nonno e cominciava a raccontare. Il suo pubblico era composto da due pupazzi di Stanlio e Ollio, un orsetto e un dinosauro Rex»

Fotografia di Vera Castellucci —– “E poi che è successo?”. “Eh, quante cose vuoi sapere…” sospirò la nonna. “Allora prendi il telo.” Sotto al telo si poteva dire tutto. “Ora no.” “Ma perché?” La nonna non rispose. Nico andò a fare pipì. Aveva otto anni e gli sembrava già molto tempo che la faceva in […]

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Simona Baldelli
Parole e ombre/8

Punto di ripristino

«Aveva imparato a barare con se stesso, a dilatare la conta in mille maniere, a considerare non solo la strada dietro l’angolo, ma le perpendicolari e parallele dove, magari sul manifesto di una pubblicità, trovava il cane»

Non voglio morire. Si avvicinò di più allo schermo e lesse le parole una seconda volta. Non voglio morire. Luccicavano come gocce di sangue sul resto della pagina. E parlavano chiaro. Ma non ricordava di averle scritte. Ripensò a quel che aveva fatto dopo aver acceso il computer. Aveva fatto qualche giro di Mahjong Titans, […]

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Daniela Matronola
Storie di ordinario dolore

Liquor

«Aspetta lo stesso morso tagliente. Si aspettava che tutto si risolvesse in una sensazione felpata, tattile, e invece l’ingresso dell’ago tra L4 e L5 risulta fin dall’appoggio vivo da impazzire»

Nello studio la musica non rimbalza, solo perché è intrappolata nelle cuffie. Anche ora che se le è tolte e gli stanno in grembo mollate dalle mani tremanti fuoriesce un suono flebile, niente a che vedere col picco di volume in cui si avvolge ogni giorno, di sera e all’alba. In cui era avvolto fino […]

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Carmen Verde
Parole e ombre/7

Il gioco

«Io attraversavo frettolosamente le giornate per arrivare al traguardo. Aspettavo solo che mamma andasse a dormire, allora mi mettevo distesa al buio, Maddi arrivava e finalmente appoggiava la testolina sulla mia coperta»

Fotografia di Alessandro Bortolozzo —– Da giorni facevo le prove: mi mettevo distesa sul letto, a mani giunte. Una volta rubai addirittura un ciclamino dalla pianta di mamma sul terrazzo e lo tenni fra le mani tutta la notte. Quella sera mia sorella entrò a piedi scalzi, si accostò al letto e se ne andò com’era […]

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Lorena Fiorelli
Parole e ombre/6

Il giorno dopo la pioggia

«L’amore che mi è stato dato alla nascita perché lo distribuissi è finito, non ne ho più e però oggi c’è di nuovo che mi sento bene e non so se ci sarà un altro giorno come questo»

Fotografia di Carmine Frigioni —– Ho sempre amato il silenzio perché racconta storie belle, storie di territori molto più grandi del quadratino a mia disposizione. Un quadratino che diventa ogni giorno più piccolo perché sempre più spesso loro occupano quello accanto al mio ed allora io mi stringo, cerco di stare ferma, cerco di dare il […]

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Paolo Vanacore
Parole e ombre/5

Tanaliberatutti

«Il gigante non rispose ma prese a marcare il territorio occupando il poco spazio disponibile in maniera totale. Le sue lunghe gambe andarono a coprire interamente il corpo di Marcolino»

Fotografia di Sandra Paul —– Nascondino non era il suo gioco preferito, ogni volta veniva trovato per primo: “Tana per Marcolino dietro alla colonna!” “Tana per Marcolino dietro il cespuglio!” e se nessuno riusciva a fare tanaliberatutti il più delle volte toccava a lui appoggiare la testa sul muro ruvido del palazzo, schiacciare gli occhietti […]

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Michele Caccamo
Parole e ombre/4

I pesci sono migranti liberi

«Il mare sembra una campagna desolata, che si diffonde enorme la paura; è una mamma che bara, che ci strangola e ci butta negli abissi. Io non pensavo il mare avesse i fianchi così deboli, e che poi fosse rude e violento»

Fotografia di Giovanna Chessa —– I pesci sono migranti liberi: e non hanno nessun ingresso sbarrato. E fanno il pallone, e si inseguono come fossero i fiati dell’organetto, e si addormentano felici. Io ho spesso avvicinato il mio palmo alle loro bocche, per cercare di raccoglierne l’eredità quando avevo paura del naufragio, e di poter rimanere […]

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Paolo Restuccia
Parole e ombre/3

Giustino

«Giustino, perché non mi dirai subito tutto? Perché mi trasformerai in una specie di mostro che godrà nel tagliarti a pezzi? Per difendere i tuoi compagni tradirai il gemello che ti accompagna da una vita»

Fotografia di Stefano Restivo —– Non sarò un santo, questo lo so. Tra poco m’incarnerò in un feto nel corpo di una donna e dimenticherò ogni cosa, ma per ora conosco tutto del me che sarò. Giustino guarda verso l’alto in estasi, fa il santino senza ancora avere un corpo. Sa che diventerà la mia […]

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Rocco Civitarese
Parole e ombre/2

Caleidoscopio

«La terrazza era il suo piedistallo. A filo con il cemento, gli ulivi. Più in alto, le palme vestite di foglie secche e i pini marittimi. Andrea avrebbe percorso la terrazza fino al bordo»

Fotografia di Emanuele Dini —– Andrea Dionisi aveva pronunciato le sue prime parole in ordine strano. «Lagna» prima di «pappa». «Miei» prima di «papà» e «mamma». Da piccolo piangeva come un idrante decapitato. La sirena delle sue corde vocali era un sottofondo perenne e il problema di ogni discorso. Perché frignava così tanto? Era schizzinoso, […]

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Leopoldo Carlesimo
L'ultima puntata di "Ladri di gasolio"

La fuga di Cléo

«E allora, corre di nuovo, Cléo, un’altra corsa pazza nel buio della brousse, a ritroso, fino al cantiere, al capannone del magazzino… Ci arriva col cuore in gola, senza più fiato, con la milza che picchia, furiosa»

Riassunto delle prime due puntate: nei pressi di Soronkoni, minuscolo villaggio della Moyenne Guinée, Africa occidentale, è in corso la costruzione di una diga sul fiume Konkouré. La vita delle comunità peul che abitano questo tratto d’altopiano è sconvolta dall’irruzione della macchina industriale del cantiere. Il villaggio si trasforma nel terminale del flusso di merci […]

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