22
settembre
2020

letture

Loredana Lipperini
Ceppo: tre parole-chiave sul racconto /2

Caos, Realismo, Etica

Scrivere racconti fantastici significa confrontarsi con Pan. Ogni storia fantastica, è realista. La missione dell’accompagnare, restando invisibili. Un brano della lectio che Loredana Lipperini, finalista al Premio Ceppo Racconto, terrà a Pistoia il 23 luglio

Il 23 luglio a Pistoia si svolgerà il Premio letterario internazionaleCeppo dedicato in questa 64° edizione al racconto (www.iltempodelceppo.it). La giuria letteraria, diretta da Paolo Fabrizio Iacuzzi, ha assegnato a Loredana Lipperini e al suo “Magia nera” (Bompiani) il Premio Ceppo Selezione Racconto «per aver messo in crisi il reale verso un improvviso scarto che apre […]

continua »
Paola Benadusi Marzocca
A proposito di "Se scorre il sangue"

I mostri di King

I quattro nuovi racconti di Stephen King galleggiano tra l'orrore e la dolcezza. E rappresentano un catalogo della doppiezza tutta statunitense caratterizzata da solitudini infinite, panico e spietatezza disumana

Il nome di Stephen King è decisamente popolare, i suoi racconti e romanzi corrono per il mondo; piacciano ai giovanissimi come agli adulti perché riflettono la realtà della vita con occhio scanzonato, ma con intima partecipazione perché lo scrittore sembra vivere i dolori dei suoi personaggi, i compromessi cui sono costretti per sopravvivere, i rari […]

continua »
Delia Morea
Su “Lettere d’amore di un eccentrico”

Un amore di Fusco

Dario Biagi racconta la relazione di Gian Carlo Fusco con Floriana Maudente attraverso le lettere. Una storia straordinariamente rappresentativa dell'Italia del secondo Novecento. Un Paese che univa sogni provinciali e meraviglie metropolitane

Genio e sregolatezza, personaggio vulcanico, giornalista di “penna” – come si diceva una volta – scrittore ironico e di contenuti, questo e molto altro si potrebbe raccontare di Giancarlo Fusco, giornalista e scrittore spezzino. Fusco ha segnato, a cavallo dei mirabolanti anni ’60, un certo tipo di narrazione italiana attraversando una carriera eclettica, con ogni […]

continua »
Pier Mario Fasanotti
Su “Breve storia della risata”

A che serve ridere

La studiosa inglese Terry Eagleton riassume in un saggio sospeso tra antropologia e psicoanalisi il significato della risata nella vita come nella letteratura. Che non sempre è un atto liberatorio: può anche essere un modo per nascondere i problemi

Viviamo tempi cupi, serpeggia l’incertezza; oltre all’indigenza che rischia di abbattersi pesantemente su un’economia già sfibrata. E invece radio, televisione e annunci pubblicitari inducono al sorriso e alla fiducia. Se ci fate caso, sul piccolo schermo, votato all’entusiasmo tricolore (non più appannaggio del calcio), non scoppia mai una risata. A eccezione, ovviamente, di spettacolini (solitamente […]

continua »
Marco Marrucci
Ceppo: tre parole-chiave sul racconto /1

Il miracolo della necessità

La «sequenza degli episodi e le forme della loro coabitazione», il desiderio di perfezione che si concentra nel progetto, l’ambizione che infiamma. Marco Marrucci, vincitore del Premio Ceppo Racconto Under 35, spiega cosa rende viva e preziosa una raccolta di narrazioni brevi. A iniziare dalla sua

Il 23 luglio a Pistoia si svolgerà il Premio letterario internazionale Ceppo dedicato in questa 64° edizione al racconto (www.iltempodelceppo.it). Il Premio Under 35 è andato a Marco Marucci “per aver scritto – si legge nella motivazione del presidente del Premio Paolo Fabrizio Iacuzzi – una raccolta (“Ovunque sulla terra gli uomini, Racconti Edizioni”, ndr) sapiente e coerente, […]

continua »
Roberto Mussapi
Every beat of my life

Le visioni del poeta

William Wordsworth nel viaggio in Italia resta deluso dal Monte Bianco, gli pare «senz’anima», diverso da come lo aveva immaginato. Poi la «valle stupenda di Chamonix» lo riconcilia con la realtà. Gli pare che lì sia il segreto dell’universo

William Wordsworth, uno dei poeti inglesi del Romanticismo, autore delle famose Ballate lirichecon S. T. Coleridge, nel lungo e fascinoso poema Il preludio,narra in versi trascinanti un’iniziazione alla vita attraverso la poesia. Qui un ricordo dell’autore, poco più che adolescente, nutrito di sogni romantici che avevano nel Grand Tour, nel viaggio in Italia, un mito importante. E […]

continua »
Nicola Fano
Omaggio a Roberto Mussapi/1

Teatro è una parola

La raccolta "I nomi e le voci" propone una serie di testi teatrali che mettono in chiaro quale sia il rapporto tra la poesia e la scena. Una relazione che va dal mito alla quotidianità, dai classici ai sotterranei di un autogrill

Molti studiosi di Shakespeare si sono chiesti spesso perché scrivesse teatro in versi (quei suoi versi così ostici, da comporre, dalla metrica quasi intraducibile): posto che le sue storie sono ovviamente importanti, ma che ancora più importanti sono i sentimenti dei personaggi che le abitano (possiamo dimenticare gli incastri della successione di Danimarca, non lo […]

continua »
Ettore Canepa
Omaggio a Roberto Mussapi /2

Un erede di Yeats

“I nomi e le voci” afferma con chiarezza l’organica continuità di Mussapi con il poeta irlandese. Nella forma, nei contenuti e nella capacità di estrarre il magico dal dramma della vita, ristabilendo l’armonia e l’equilibrio che sono il segreto della creatività

Sotto molti aspetti Mussapi è erede di Yeats, al quale lo legano vere affinità elettive. In questo libro di monologhi in versi, un palese riferimento alla poesia di W. B. Yeats balza immediatamente agli occhi nel titolo della sezione centrale, Verso Bisanzio, che posto così, nel cuore dell’opera, sembra preservarne il significato più intimo. Non si […]

continua »
Giulio Guidorizzi
Omaggio a Roberto Mussapi /3

Un filo e la memoria

La nuova antologia di monologhi in versi di Roberto Mussapi si apre con l'ispirato racconto di Arianna sul suo risveglio e sulla scoperta della solitudine dopo l’abbandono di Teseo. Anche quando sperimenterà l’eterno, continuerà a rimpiangere “quel vuoto/ tra dito e dito dove passava un filo”

Il giorno in cui finì il lockdown, il 3 di maggio, mi arrivò un plico: conteneva una copia dell’ultimo libro di Roberto Mussapi, I nomi e le voci (Mondadori, Lo Specchio). Mi parve un evento fortemente simbolico, e anche gioioso: la vita riprendeva con la poesia! Faticosamente, in quel giorno, la gente stava uscendo dalle case […]

continua »
Alberto Fraccacreta
Omaggio a Roberto Mussapi/4

Dire Poesia

Evoca miti, riannoda misteri, rivisita epoche. Circondato dall’aura di Shakespeare, Yeats, Luzi, Bonnefoy, Soyinka… Così il poeta piemontese nell'intensa e ragionata antologia di testi teatrali che ripercorre gran parte della sua produzione lirica

Una delle forme più nobili della poesia è il monologo in versi che ha illustri antenati nella letteratura classica e in essa si compenetra, anche nelle scritture moderne, proprio perché sembra trarne l’ispirazione e la resa più profonda. Il diffuso utilizzo della persona loquens ha da sempre conferito all’opera di Roberto Mussapi – per altro, stimato critico […]

continua »