14
dicembre
2018

letture

Francesco Improta
A proposito di “N.B. Un teppista di successo”

Napoleone teppista

Riccardo Ferrazzi affronta a viso aperto il mito inossidabile di Napoleone Bonaparte e, senza falsi pudori, cerca di riportarlo sulla terra in un libro che non è né romanzo né saggio storico

Che il mito abbia esercitato e continui a esercitare un fascino particolare su tutti noi è fuor di dubbio. Lo sa bene Riccardo Ferrazzi che affronta, con l’intento dichiarato di ridimensionarlo, uno dei miti più fulgidi dell’età moderna, quello di Napoleone, che, dopo aver affascinato artisti e scrittori (David; Canova; Appiani e Manzoni etc.), continua […]

continua »
Giuseppe Traina
A proposito di "Le sottrazioni"

Padri di piombo

Nel suo primo romanzo, Carlo Brugnone racconta l'Italia degli “anni di piombo” applicando rigore storico a vicende familiari. E, alla fine, il terrorismo si mostra come una ferita ancora aperta nei sentimenti smarriti del Paese

In proporzione alla portata storica degli eventi, non sono poi tanti i romanzi italiani che abbiano sviluppato un’analisi coscienziosa e non manichea degli “anni di piombo”. Uno tra i più seri che ci sia dato conoscere è opera di Carlo Brugnone e s’intitola Le sottrazioni (Siké Edizioni, 2018, pp. 231, 20 euro). Brugnone esordisce nel […]

continua »
Paola Benadusi Marzocca
“La marmellata di Nostradamus”

Predizioni ai fornelli

Storia e ricette in un singolare libro edito da Jaca Book e firmato da quattro autrici russe. Che racconta del talento culinario dell'indovino più famoso del mondo, Michel de Notre-Dame. Sapiente in decotti e in squisite marmellate, previde molto in anticipo il successo di “Master Chef”

“La marmellata di Nostradamus” (Gelija Pevzner,Tatiana Nikitina, Maria Maramzina, Olga Zolutuchina, Jaca Book, trad. dal russo Corrado Piazzatta, 65 pagine, 16 euro) è un libro singolare di storia e di ricette di cucina con smaglianti illustrazioni e raffinati disegni in bianco e nero. E soprattutto è divertente e ricco di notizie anche riguardo alle marmellate. […]

continua »
Raoul Precht
Periscopio (globale)

Tempo di poesia

«Tutto è nel tempo, fuorché il tempo stesso»: a partire da questa affermazione di Emile Benveniste si può andare a scandagliare il rapporto tra la parola e la fisica

In una pagina curiosa, seminascosta in un rigorosissimo saggio dal titolo “Il linguaggio e l’esperienza umana” che figura nella sua opera maggiore, i Problemi di linguistica generale, Emile Benveniste si lascia trascinare verso un excursus sul tempo, come se, arrivato a un certo punto della sua esposizione, non potesse sottrarsi al fascino dell’argomento. “Tutto è […]

continua »
Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Il soffio di Wright

L’autore americano che si scoprì poeta leggendo Pound sulle rive del Garda, e che ha eletto a suoi maestri anche Dante e Montale, ha una voce che “suona come vento da una caverna”. Tra i maggiori nel panorama poetico americano spesso dominato dal minimalismo

La lingua di Charles Wright ha una magmaticità evocante quasi intraducibile, il suo americano suona come vento da una caverna. La seria e onesta traduzione dei suoi versi ne rende il senso e il pensiero, ma solo una riscrittura di anima affine potrebbe coglierne il soffio onirico e plasmante. Nel mese di marzo del 1959, […]

continua »
Marco Ferrari
Ricordo di un campione dimenticato

L’ha detto Castellazzi

Si chiamava Mario Castellazzi: era un attaccante di razza. Un giorno del 1961, con il suo Catania, affondò la mitica Inter di Helenio Herrera. E la radio annunciò all'Italia: «Clamoroso al Cibali!»

«Clamoroso al Cibali!» gridò Sandro Ciotti rubando la linea a Tutto il calcio minuto per minuto. L’Italia, allora incollata alle radioline e non ai cellulari, restò col fiato sospeso. Era una calda domenica quasi estiva, 4 giugno 1961, ultima di campionato. E al Cibali, come si chiamava allora lo stadio di Catania, oggi intitolato all’ex […]

continua »
Delia Morea
A proposito di «9, La rabbia del rivale»

Architetture napoletane

Domenico Notari racconta la storia di un doppio conflitto tra uomini di potere e uomini di genio nel Settecento e nella contemporaneità. Con le meraviglie dell'architettura napoletana di Vanvitelli e Gioffredo sullo sfondo

9, La rabbia del rivale (Castelvecchi) di Domenico Notari, romanzo di recente pubblicazione dal titolo intrigante, ha una costruzione diremo geometrica e, nello stesso tempo, un coté storico, ironico, accattivante. La trama, prima di tutto, non si lascia abbandonare, si legge tutta d’un fiato. È la storia di un “risarcimento tardivo”, per dirla con le […]

continua »
Francesco Improta
Su «All’ombra delle palme tagliate»

I rovi di Magliani

Ritratto di Marino Magliani, narratore (e ora poeta) ligure per il quale la scrittura è risarcimento consolatorio, autocompensazione e nostalgia di un mondo incantato, visto spesso come un paradiso perduto

Marino Magliani è ormai una presenza autorevole e assidua del panorama letterario italiano. Nel breve arco di tempo di un quindicennio, forse anche meno, ha scritto svariati romanzi e racconti a conferma di una vena copiosa e di una insopprimibile urgenza di raccontarsi e di raccontare. A ciò si aggiungano, non meno interessanti, interventi e […]

continua »
Giuseppe Grattacaso
“Tutte le poesie” nello Specchio

Interrogativa Frabotta

Il percorso poetico di Biancamaria Frabotta parte dalle domande che l'esistenza ci pone giorno dopo giorno e arriva a una vaga ironia, un disincanto che non produce indifferenza, ma anzi sembra aderire alla perplessità della Natura

Non c’è poesia che non voglia porre domande. Anche quando i versi sembrano suggerire certezze o marciare solidi verso una verità, contengono, nel loro profondo, qualcosa che consuma e corrode, che pone il lettore consapevole sul terreno sdrucciolevole in cui ogni interrogativo ci fa precipitare. Una poesia se ne va sicura fino a quando non […]

continua »
Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Amore e l’Ombra

La sopravvivenza dopo la morte di due amanti. A celebrarla, come hanno fatto molti poeti, è William Butler Yeats che nei versi di “I nuovi volti”, diversamente dai suoi predecessori, decreta per sempre l’incancellabilità di ombre non transitorie ma eternamente presenti

Per i greci la morte è ombra passiva, inerte, amorfa. Il regno ultraterreno è buio informe e disanimato. Nel mondo egizio esiste una strana eternità nella luce del sole, enigmatica. L’Occidente postgreco, cristiano, fonda un’altra idea della vita dopo la morte. Ma l’Occidente è complessità: l’Ombra sarà sempre un mistero, inseguito dai filosofi, braccato, e […]

continua »