23
ottobre
2019

letture

Marco Ferrari
Un libro per non chiudere gli occhi

La musica di Jovica

Moni Ovadia e Marco Rovelli hanno scritto "La meravigliosa vita di Jovica Jovic" raccogliendo la testimonianza di un artista rom. Ne è nata l'epopea di un popolo nomade e ai margini. Condannato all'esilio come gli ebrei

La meravigliosa vita di Jovica Jovic di Moni Ovadia e Marco Rovelli (Feltrinelli, pagg.187, euro 15) è un racconto che ci consente di entrare in un mondo a parte, quello dei rom. Sarebbe impensabile per un rom scrivere un libro, poiché la loro è soprattutto una cultura orale, una storia che vive della seduzione della […]

continua »
Pier Mario Fasanotti
Da Bobi Bazlen a Roberto Calasso

Il nuovo adelphismo

Si chiama "Adelphiana": non è un catalogo, ma il racconto dei cinquant'anni di una casa editrice che ha trasformato la grande cultura in un best-seller. Perché la qualità paga...

Tra gli eventi italiani di maggior peso culturale alla Fiera del Libro di Francoforte (terminata il 13 di questo mese) è da annoverare un librone di quasi 800 pagine intitolato “Adephiana”. Nulla di celebrativo, ci tiene a ripetere il presidente della Adelphi, Roberto Calasso. E gli crediamo, tanto più che è scevro da qualsiasi retorica e […]

continua »
Paolo Bonari
Riflessioni su un grande autore

Il Calvino in fuga

«Quando cominciai a scrivere storie in cui non entravo io, tutto prese a funzionare»: l'evoluzione del "Sentiero dei nidi di ragno" segna la svolta dello scrittore

Quella che è passata di mano in mano e che è stata letta, di solito negli anni che più contano, quelli in cui il nostro immaginario letterario è ancora vergine, è l’edizione del giugno di cinquant’anni fa, e pochi lo sanno, convinti di avere a che fare con il vero primo libro di Italo Calvino, […]

continua »
Valentina Mezzacappa
Uno scrittore e un pittore

Monet e i Forsyte

Il ponte sullo “Stagno delle ninfee” di Claude Monet è l'icona precisa della sospensione tra spinte emotive e spirituali tipica di John Galsworthy, il padre della “Saga dei Forsyte“

John Galsworthy aveva un imponente spaniel dal mantello nero come la pece ed era cosa assai risaputa fra tutti coloro che lo conoscevano quanto egli amasse quell’animale. Si diceva che quella bestia, le cui sembianze riuscivano in qualche modo a ricordare quelle di un’importante, profondamente dignitosa creatura dal sangue reale ora in esilio contasse per […]

continua »
Valentina Mezzacappa
Una scrittrice e un pittore

La Venere di Churchill

Prendete “The House of Mirth" di Edith Wharton, mettetelo accanto alla “Venere con Cupido” di Ridolfo del Ghirlandaio e, nello strano rapporto tra estasi e dolore (tipica dell'America primo Novecento) troverete una inedita sintonia

Edith Wharton è senza dubbio uno degli autori più importanti nella storia della letteratura americana. E ciò che è stata in grado di cogliere con precisione più che fotografica di quel mondo e quella società della quale ella stessa aveva fatto parte e conosciuto così bene, ha fatto sì che per riflesso i suoi romanzi […]

continua »
Marco Fiorletta
I mostri dell'urbanistica

Nascita della borgata

Al di là del mito (non sempre autentico) di luoghi vitali e maledetti, lo storico Luciano Villani ricostruisce la genesi delle periferie di Roma, nate perché Mussolini voleva centralizzare l'Italia...

C’è stato un tempo, a dire il vero c’è ancora – dipende con chi si parla – in cui il termine borgata si associava automaticamente a Roma. Le borgate di Roma erano diventate come i mostri mitologici o, se vogliamo, come lo Yeti: tutti ne parlano ma nessuno lo ha visto. Borgate utilizzate per fare […]

continua »
Andrea Carraro
Ieri e oggi nel libro di Sandra Petrignani

I fantasmi di Roma

Uno dei libri più belli della stagione è "Addio a Roma". Un po' romanzo, un po' inchiesta, un po' reportage: un ritratto impietoso di una metropoli che ha perso spazi culturali per dare spazio solo alle proprie ombre

Addio a Roma di Sandra Petrignani (Neri Pozza) è fra i più interessanti libri che siano usciti di recente e credo che sia una delle migliori prove della scrittrice romana. L’autrice fonde in questo libro varie anime del suo talento di scrittura: quella narrativa, naturalmente, ma anche quella biografica, quella saggistica, quella del giornalismo d’inchiesta. […]

continua »
Alberto Fraccacreta
Le più belle conquiste scientifiche del '900

Il tempo? Non esiste (forse)

Con una prosa chiara ed elegante, Carlo Rovelli nelle sue “Sette brevi lezioni di fisica” ci mostra un universo simile a un contenitore a fisarmonica incantevole e poetico. E ci invita a riflettere su due gemme inestimabili che hanno cambiato il nostro modo di vivere: la relatività generale e la meccanica quantistica. Arte pura, in vero senso shakespeariano...

«Lo spazio non è piatto, è curvo. La trama stessa dell’universo, spruzzata di galassie, dobbiamo immaginarla mossa da onde simili alle onde del mare, talvolta così agitate da creare i varchi che sono i buchi neri». L’universo è un contenitore a fisarmonica incantevole e poetico. Supera il nostro potere intuitivo/immaginativo spazzando in maniera poderosa le […]

continua »
Nicola Bottiglieri
Lo scrittore chiocciola/2

La vertigine del mondo

L’espressione “avere i piedi per terra”, sorprendentemente, ricorda le tecniche di navigazione delle navi vichinghe, quando non esistevano le carte geografiche e si calcolavano i fondali con le pertiche

La chiocciola non è solo il mollusco gasteropode invertebrato che si muove fra piante e fiori dopo la pioggia a 7/8 metri all’ora e che quando non piove aderisce per settimane in uno stesso luogo, secca, scontrosa, secernendo nel guscio gli umori che la fanno vivere. La chiocciola è anche velocissima, istantanea, vertiginosa. Perchè essa […]

continua »
Alberto Fraccacreta
Regali di Natale

Terapia dell’infinito

“Morte di un naturalista”, la prima silloge di Seamus Heaney, dove già si delinea la cifra del poeta irlandese: vedere dentro di sé, trasformare la tenebra interiore in luce scintillante. Scavando con la sua “tozza penna”...

«I rhyme/ to see myself, to set the darkness echoing». Rimo, per potermi vedere, per rendere il buio echeggiante. Sono gli ultimi versi di Elicona personale, ultima lirica della prima silloge di Seamus Heaney, pubblicata in traduzione italiana dallo Specchio Mondadori alla fine di agosto per commemorare il grande poeta irlandese a un anno dalla […]

continua »