20
aprile
2019

letture

Nicola Fano
Skira ripubblica un bel libro dimenticato

Max Frisch e la storia

"Guglielmo Tell per la scuola" è un gioco letterario, pieno di ironia, che insegue la storia e la rilegge di sbieco: una vera lezione di scrittura

Immaginate di vedere la storia dal buco della serratura. Non per voyeurismo, ma per scelta ideologica: il punto d’osservazione deve essere asimmetrico rispetto all’oggetto osservato. È quello che fanno gli scrittori, specie quelli grandi. Prendete il libricino di Max Frisch Guglielmo Tell per la scuola tradotto negli anni Settanta da Enrico Filippini e appena tolto […]

continua »
Roberto Mussapi
Every beat of my heart, la poesia

La voce delle voci

L'impresa del poeta che, attraverso la traduzione, dà continuità alla sua specie e si fa attraversare dalla parola dei suoi Maestri. Vedi il caso di Roberto Mussapi e del suo “The conversation of voices”

Dopo la pausa di agosto, eccoci di nuovo ai battiti di un cuore che in realtà non ha mai cessato di pulsare. Oggi presento il mio libro The conversation of voices, pubblicato da Algra Editore nella collana “Ginestra dell’Etna” diretta da Maurizio Cucchi e Antonio Di Mauro (domenica 6 settembre, ore 11, Biblioteca Comunale di […]

continua »
Paolo Bonari
Coincidenze narrative

Fantasmi a Capri

Alberto Moravia e Mario Soldati, nello stesso anno (1954), pubblicarono due romanzi in cui la mitica isola diventava teatro della distruzione di un amore. Era come il preludio simbolico della fine di un mondo. Non solo culturale

Ci sono romanzi che è piacevole abitare, dai quali non si vorrebbe essere sfrattati, altri dai quali non vediamo l’ora di fuggire: la loro verità oltrepassa tutte le estetiche, e sono terribili, insopportabili. Alberto Moravia osava scriverli e sembrava andare alla ricerca delle varianti di ogni dolore, ciò che altri rifiuterebbero, avviliti o sdegnati, e […]

continua »
Domenico Calcaterra
Un libro per adulti ragazzi

Illazioni su uno zoo

«Il topo sognatore e altri animali di paese» di Franco Arminio (con disegni di Simone Massi) è un piccolo capolavoro di letteratura fantastica. Dove le bestie sembrano proprio delle persone

Se la mia memoria di lettore irregolare, leggendo Il topo sognatore e altri animali di paese di Franco Arminio (con i disegni di Simone Massi), mi ha riportato a una delle Lettere spirituali di una solitaria figura di filosofo come Giuseppe Rensi e poi ancora a un saggio fondamentale e tuttavia dimenticato come Pietà verso […]

continua »
Nicola Fano
A proposito de "La musica è pericolosa”

Volano le canzoni

Nicola Piovani ha scritto un bel libro su di sé, sull'Italia, sulla musica e sul bisogno di cultura. Un manuale del Paese che avremmo voluto e che non è stato. Da leggere assolutamente con un occhio al futuro

Dovete leggere il libro di Nicola Piovani La musica è pericolosa! Dovete leggerlo, ovviamente, se amate la musica; dovete leggerlo se amate la cultura; dovete leggerlo se avete ancora un briciolo di fiducia in questo povero Paese; ma dovete leggerlo anche se avete solo bisogno di rinfrancare lo spirito con qualche buona idea. Sarà l’età […]

continua »
Gioacchino De Chirico
Dai tagli agli insulti. FIno all'indifferenza

La cultura sprecata

Tomaso Montanari con "Le pietre del popolo" ci spiega perché, nella gestione dei beni culturali, siamo provinciali e ignoranti. Ma quasi sempre anche in cattiva fede...

Le pietre del popolo (minimum fax, pp 164 , 12 euro), il libro appena uscito di Tomaso Montanari, storico dell’arte e collaboratore di diversi quotidiani, fa luce in modo chiarissimo sullo stato attuale delle idee prevalenti dell’uso che facciamo dei nostri beni culturali. E ci lascia di stucco. Come uno specchio che si assumesse la briga […]

continua »
Paolo Bonari
Ritorno ai maestri

Salviamo Foucault

Ritrovare un rapporto di causa e effetto tra l'etica e l'esigenza di "dire il vero": la lezione del filosofo francese (travolta o distorta dai foucaultiani) deve tornare a essere il faro del pensiero sociale

Se ci prendesse voglia di rivalutare uno di quei filosofi che, sull’altra sponda dell’Atlantico, hanno fatto furore, e che sono stati accomunati e raccolti sotto l’etichetta di esponenti della French Theory, io suggerirei il nome di Michel Foucault. Rivalutare, sì, perché la sbornia francesizzante dei decenni passati, e che perdura qua e là, è stata […]

continua »
Erminia Pellecchia
Un libro e un musical

La spia che ballava

Alla riscoperta di Alberto Spadolini, detto "Spadò": amico di De Chirico e Bragaglia agli indipendenti, poi sodale di Josephine Baker, Cocteau, Gabin, Carné... Insomma, il Nijisky italiano. In missione segreta nella Berlino di Hitler...

La spia con licenza di danzare: non è un libro di Fleming, né tantomeno protagonista è l’agente segreto più amato dal cinema. Il James Bond di cui parliamo è l’italiano Alberto Spadolini: intrepido e sexy come 007, circondato da donne affascinanti e personaggi del jet set internazionale, in perenne movimento tra mondo dello spettacolo e […]

continua »
Giuliano Compagno
Un romanzo "politico" fuori dal coro

Gioventù perdute

Con "Vittoria" Annalisa Terranova racconta la formazione di un'adolescente di destra nella Roma Anni Settanta. Ma i sogni falliti sono quelli di una generazione intera

Tra i romanzi politici degli ultimi trent’anni, Vittoria di Annalisa Terranova (Giubilei Regnani, pp. 230, € 16) resterà nella memoria ben oltre le intenzioni dell’Autrice. Al cuore dello scritto vi era, in origine, il raccoglimento di una figlia dinanzi al commiato materno. Il sipario di una cronaca famigliare si abbassava per l’ultima volta, e Vittoria […]

continua »
Gianni Cerasuolo
Mauro Garofalo e Dario Fo

Il pugile zingaro

Due libri riscoprono la storia mitica e terribile di Johann Trollmann, alias Rukeli, boxeur di origine sinti che vinse il titolo tedesco nel 1933 umiliando i nazisti e finì i suoi giorni nel lager

Sul ring Rukeli danzava come Muhammad Alì, girava attorno all’avversario e poi pam, lo colpivacon un uno-due che quell’altro nemmeno vedeva. Rukeli in lingua sinti significa “albero”, “alberello”, perché anche da ragazzino lui si piantava lì, aspettava e poi, veloce, metteva a segno il colpo. Lo chiamavano così anche per via dei capelli neri, foltissimi […]

continua »