25
novembre
2017

letture

Pier Mario Fasanotti
«L'anima del Führer», Marsilio

Hitler in chiesa

Dario Fertilio ha recuperato a fatica i documenti che spiegano come il Vaticano favorì la fuga dei nazisti dopo il 1945. E ne ha costruito (quasi) un romanzo

Più o meno tutti, tanto per essere ottimisti sulla persistenza della memoria, sanno che molti gerarchi nazisti furono favoriti, e molto, dalla chiesa cattolica a mettersi in salvo raggiungendo paesi lontani e sicuri, in primis quelli del Sud America, in primis l’Argentina e il Cile. L’operazione salvataggio, che vide il pontefice su posizioni neutre o […]






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Marco Ferrari
Un libro per non chiudere gli occhi

La musica di Jovica

Moni Ovadia e Marco Rovelli hanno scritto "La meravigliosa vita di Jovica Jovic" raccogliendo la testimonianza di un artista rom. Ne è nata l'epopea di un popolo nomade e ai margini. Condannato all'esilio come gli ebrei

La meravigliosa vita di Jovica Jovic di Moni Ovadia e Marco Rovelli (Feltrinelli, pagg.187, euro 15) è un racconto che ci consente di entrare in un mondo a parte, quello dei rom. Sarebbe impensabile per un rom scrivere un libro, poiché la loro è soprattutto una cultura orale, una storia che vive della seduzione della […]






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Nicola Bottiglieri
Lo scrittore chiocciola/2

La vertigine del mondo

L’espressione “avere i piedi per terra”, sorprendentemente, ricorda le tecniche di navigazione delle navi vichinghe, quando non esistevano le carte geografiche e si calcolavano i fondali con le pertiche

La chiocciola non è solo il mollusco gasteropode invertebrato che si muove fra piante e fiori dopo la pioggia a 7/8 metri all’ora e che quando non piove aderisce per settimane in uno stesso luogo, secca, scontrosa, secernendo nel guscio gli umori che la fanno vivere. La chiocciola è anche velocissima, istantanea, vertiginosa. Perchè essa […]






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Roberto Mussapi
La poesia. Scelta da un grande poeta

Every beat of my heart

Un regalo speciale per i nostri lettori: da oggi, con cadenza settimanale, una rubrica di Poesia curata e introdotta da Roberto Mussapi. Che, simbolicamente, si inaugura con dei suoi versi sul Natale. Come spiega lui stesso, il suo “biglietto da visita”, il suo “autentico documento anagrafico”...

Partiamo oggi, vigilia di Natale. Per me, come per molti, il giorno del riepilogo e del ricominciamento. L’anno passato e l’anno eveniente. Capodanno è orpello, lustrini, questa di oggi è la festa. La professione di fede non è determinante. È una vigilia sentita, avverto, da molti. È un giorno di passaggio, soglia, ognuno di noi, […]






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Domenico Calcaterra
Una riflessione su "Atti mancati"

Scrittori di vita

Torniamo a parlare del bel romanzo di Matteo Marchesini, della sua forza nel riprendere le fila del difficile rapporto tra vita vissuta e scrittura. Quasi un manifesto contro la "fine del romanzo"

Desta sempre curiosità l’affacciarsi alla narrativa dei critici, per quell’ibrido sguardo che aspira a fare romanzo, talvolta con esiti felici. Penso, per esempio, al Giorgio Manacorda de Il corridoio di legno (Voland, 2012), che innalza una delle pagine più incandescenti della storia nazionale (la contestazione e il terrorismo) ad esemplare e cupissima favola, occasione di […]






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Flavia Gasperetti
La "Banda del Formaggio" di Paolo Nori

Contro gli anacoluti

Nel suo nuovo libro Paolo Nori abbandona il suo personaggio di riferimento ma ne costruisce uno che parla come il precedente. Un trucco letterario o un cliché sterile?

È solo che io adesso che mi son letta la Banda del Formaggio di Paolo Nori (Marcos y Marcos, 2013, pp. 224, 15 euro), mi restan tutti questi interrogativi che non mi dan pace. Mica la capisco tanto questa gioia degli anacoluti a tutti i costi, cioè ogni tanto pure pure son simpatici, ma sempre? […]






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Nicola Fano
In memoria di un amico perduto

Ricordo di Vincenzo

Addio a Vincenzo Cerami, non solo un grande scrittore, un grande sceneggiatore e un grande poeta, ma l'uomo che più di chiunque altro ha fatto sì che una generazione di "non letterati" scegliesse la letteratura per esprimersi

Povero Vincenzo! Se ne è andato uno degli italiani più tipici perché uno degli italiani migliori, con i suoi difetti e la sua geniale predisposizione al fare cultura. Già perché Vincenzo Cerami non è stato solo l’autore di romanzi come La Lepre o il Borghese piccolo piccolo, non è stato solo lo sceneggiatore di tutti […]






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Paolo Bonari
Un grande narratore da recuperare

Stile Scerbanenco

Quarant'anni dopo, può essere utile rileggere uno qualunque dei suoi romanzi (per esempio «Né sempre né mai», del 1974) per scoprire che inventare uccide

Imbattersi in un romanzo di Giorgio Scerbanenco è una sciagura, perché conferma il carattere casuale e, per di più, dissipatorio dell’esistenza: al posto di quel suo libriccino, avremmo potuto impugnarne un altro, molti altri, tutti suoi – decine o un centinaio? – e qualcosa sarebbe cambiato, chissà, o ci saremmo evitati tanti guai, letterari o […]






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Paolo Bonari
Coincidenze narrative

Fantasmi a Capri

Alberto Moravia e Mario Soldati, nello stesso anno (1954), pubblicarono due romanzi in cui la mitica isola diventava teatro della distruzione di un amore. Era come il preludio simbolico della fine di un mondo. Non solo culturale

Ci sono romanzi che è piacevole abitare, dai quali non si vorrebbe essere sfrattati, altri dai quali non vediamo l’ora di fuggire: la loro verità oltrepassa tutte le estetiche, e sono terribili, insopportabili. Alberto Moravia osava scriverli e sembrava andare alla ricerca delle varianti di ogni dolore, ciò che altri rifiuterebbero, avviliti o sdegnati, e […]






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Paolo Bonari
Ritorno ai maestri

Salviamo Foucault

Ritrovare un rapporto di causa e effetto tra l'etica e l'esigenza di "dire il vero": la lezione del filosofo francese (travolta o distorta dai foucaultiani) deve tornare a essere il faro del pensiero sociale

Se ci prendesse voglia di rivalutare uno di quei filosofi che, sull’altra sponda dell’Atlantico, hanno fatto furore, e che sono stati accomunati e raccolti sotto l’etichetta di esponenti della French Theory, io suggerirei il nome di Michel Foucault. Rivalutare, sì, perché la sbornia francesizzante dei decenni passati, e che perdura qua e là, è stata […]






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