2
luglio
2020

commenti

Lidia Lombardi
Fellini e Sordi nell’anno del centenario

Aridatece Roma di Alberto e Federico

Mostre, eventi, tagli di nastro, pubblicazioni, omaggi, testimonianze per ricordare i due grandi artisti nati cent’anni fa. Ma il miglior modo per celebrarli sarebbe ridare dignità alla città che amavano

Tornano tutti e due – uno con sciarpa, cappello e megafono perfino nelle viscere della metropolitana mentre girava Roma, l’altro con il faccione sorridente, magari sulla pedana dei vigili di Piazza Venezia. Tornano tutti e due, Federico Fellini e Alberto Sordi, nati nello stesso anno, il 1920, uno a gennaio l’altro a giugno. Un doppio […]

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Lidia Lombardi
Modernisti a tutti i costi

Arles o l’archistar?

Davvero la "torre delle arti" di Frank Gehry è diventata il "nuovo simbolo di Arles" come applaude certa stampa? Davvero non bastavano un meraviglioso anfiteatro e un mirabile teatro romano a fare della cittadina provenzale un luogo inimitabile?

Il Corriere della Sera ha celebrato con l’intera prima pagina in sezione Cultura dell’8 gennaio scorso la nuova fatica dell’architetto Frank Gehry, il novantunenne ideatore, tra l’altro, del museo Guggenheim di Bilbao: è la cosiddetta Torre di Arles, cinquantasei metri di acciaio sfaccettato che si innalzano sulla città provenzale dove Van Gogh dipinse in due […]

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Flavio Fusi
Cronache infedeli

Ricordo di un maestro

Addio a Italo Moretti, giornalista curioso e appassionato sempre fedele al dominio della notizia. Una lunga carriera spesa tutta all'interno del servizio pubblico, fino a diventare direttore (e volto familiare) del Tg3

Caro Italo Moretti, nella vita di un uomo ci sono cose – piccolissime cose – che pochi condividono. Quando, in Africa, l’aereo su cui viaggiavi si schiantò sulla pista e si spezzò in due tronconi: il tuo sedile stava nel troncone fortunato, e te la cavasti con qualche graffio e un incubo notturno ricorrente. Quando […]

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Alessia Pacini
Bilancio di una importante iniziativa

Ritorno in Africa

Si è concluso “Year of Return", la grande iniziativa del Ghana per riportare l'attenzione globale sul tema della diaspora africana. I dati dicono che è stato un successo, anche dal punto di vista strettamente culturale. Vediamo perché

Quando si visitano i castelli di Elmina e di Cape Coast (nella foto) le guide locali raccontano di uomini e donne costretti ad abbandonare la loro terra, per sempre. Raccontano di esseri umani accatastati l’uno sull’altro, reclusi in sotterranei, di giorni lenti, bui, scanditi da una luce fioca filtrata da una finestra minuscola e di […]

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Anna Camaiti Hostert
Cartolina dell'America

Ma Trump lo sa?

L'assassinio di Qasem Suleimani è destinato a cambiare tutto negli equilibri - già precari - tra Est e Ovest del mondo. L'impressione, o il timore, è che il presidente Usa abbia premuto il grilletto solo per il suo (personale) interesse

“The game has changed” ha annunciato giovedì scorso il Segretario della Difesa americano Mark Esper, riferendosi alla situazione in Iraq dopo l’attacco all’ambasciata degli Stati Uniti da parte della milizia Kataib Hezbollah a sua volta colpita da raid americani al confine tra Iraq e Siria. In questa spirale di ritorsioni che sembra destinata ad una […]

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Flavio Fusi
Diario di un decennio che sfugge/1

Dieci anni perduti?

Le vittime di Haiti, i "sognatori" della rivoluzione arancione di Kiev; l'utopia di Obama e l'inossidabilità di Putin; L'immobilismo della regina d'Inghilterra e il luna park ideologico che guida brexit. Che cosa rimarrà degli anni Dieci?

Volete un giorno, un giorno qualsiasi, del decennio appena trascorso? Scelgo il 7 febbraio 2010, scelgo il centro di Kiev, viale Kreschatyc a venti gradi sotto zero e il vento che taglia la faccia come un rasoio, nella sera in cui fu sconfitta la giovane rivoluzione arancione, con la rivincita degli oligarchi, con le bandiere […]

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Alberto Fraccacreta
Diario di un decennio che fugge/2

La poesia, nonostante

Gli anni Dieci (visti dall'angolo magico di Urbino) sono pieni di poesia, colori e arbusti: gli azzurri di Piero della Francesca sono riusciti a convivere con le immagini di Seamus Heaney. "E, nonostante", come dice Philippe Jaccottet

L’altro giorno segnavo sul taccuino, come promemoria: Seamus Heaney, Human Chain, 2010; Derek Walcott, White egrets, 2010; Wisława Szymborska, Wystarczy (Basta così), 2011; Yves Bonnefoy, L’heure présente, 2011; Adam Zagajewski, Dalla vita degli oggetti, 2012 (in Italia); Philippe Jaccottet, Œuvres, 2014. Eccetera. Tutti libri di poesia degli anni Dieci, una sfilza di altissima lirica che […]

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Giuseppe Grattacaso
Diario di un decennio che fugge/3

Favete linguis

Un tempo, si diceva "favete linguis" per chiedere silenzio e favorire la ritualità e la concentrazione. I dieci anni appena conclusi, invece, hanno premiato chi ha parlato in continuazione. Spacciando idiozia e ignoranza per spontaneità

Per dare inizio ai riti sacrificali presso l’antica Roma il sacerdote pronunciava la formula “Favete linguis”. Chiedeva che le lingue dei presenti favorissero il rito, una formula elegante per invitare gli astanti a tacere. Le parole inopportune, dette da chi non era perfettamente addentro alle modalità rituali, avrebbero potuto infastidire gli dei, turbare la riuscita […]

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Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Impeached!

La procedura contro Trump e il suo "tradimento” è partita ufficialmente. Quasi certamente, non porterà alla sua uscita di scena (i repubblicani legano a lui la loro sopravvivenza), ma certo la sua presidenza ormai è macchiata: ogni suo atto politico perderà peso e valore. Possibile che la destra Usa possa accettarlo?

Impeached! Quasi tutti i giornali americani dal New York Times al Washington Post al Wall Street Journal usano questo participio passato per definire il risultato dello storico processo a cui è stato sottoposto il presidente Donald Trump. Contro il 45esimo presidente degli Stati Uniti è stato infatti votato l’impeachment, cioè una sorta di stato di […]

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Flavio Fusi
Cronache infedeli

Il Muro di Londra

A trent'anni da quello di Berlino, a Londra è caduta la Muraglia Rossa. E con lei tanti miti del progressismo europeo: i minatori, gli operai, la rabbia e la voglia di riscatto. L'Inghilterra è sospesa tra vecchio secessionismo e anacronistica fedeltà una sinistra che non c'è più

«Sotto una pioggia sferzante si avviano verso i seggi elettorali, in lenta fila, ex minatori, impiegati di supermarket, insegnanti in pensione, infermieri: quelli che una volta furono il popolo della sinistra…». È una scena da Terra desolata, quella che l’inviato del New York Times dipinge nel suo viaggio in un paese che non c’è più: […]

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