3
aprile
2020

commenti

Arturo Belluardo
Trent'anni dall'Ottantanove/4

Noi e lo zoo di Berlino

«L’inquadratura dall’alto mostrava due postazioni di guardia a ridosso del Muro, i sovietici da una parte, gli americani dall’altra. I soldati russi erano venuti fuori di corsa e si erano messi a inseguire qualcosa, una palla nera che schizzava irregolare»

Il rombo sordo, quasi un’esplosione soffocata, ci aveva colpito mentre eravamo davanti alla gabbia del panda Bao Bao: non faceva che grattarsi, si escoriava a morte, scarificando il pelo bianco e nero, indifferente ai visi contriti dei bambini tedeschi, che non amavano la purulenza di quelle piaghe. Per loro il panda era l’animale solare e […]

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Valentina Fortichiari
Trent'anni dall'Ottantanove/3

Il Muro e la Pace

Protezione antifascista oppure emblema della tirannia comunista? O tutt’e due? Chi va a Berlino oggi cerca ancora una scheggia, una reliquia, una finta pepita per ricordare uno degli eventi più emblematici nella storia dell’umanità

Muri. Muri che dividono, che delimitano confini. Muri che tengono lontani i nemici. Muri che uniscono, che fanno sognare. Un muro fatto di verde, una siepe che “da tanta parte/ dell’ultimo orizzonte il guardo esclude”: solo quando salii sino al Colle leopardiano dell’Infinito, capii che dall’altra parte si potevano vedere davvero spazi interminati, percepire silenzi […]

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Marco Ferrari
Trent'anni dall'Ottantanove/2

Il prato di Berlino

Ricordo di una notte a Berlino Est, in viaggio verso L'Avana, negli anni Settanta. Il Muro comparve all'improvviso dietro una distesa di cavalli di frisia, contornato da un prato che sembrava un campo di calcio. E che ci difendeva dal suono scomposto di una pessima band rock

La prima volta che ho visto il Muro di Berlino è stata dall’altra parte, quella esterna, cioè dalla Germania Est. Era una notte buia a tempestosa e io viaggiavo con altri compagni, un gruppo di ragazzotti allegri e scherzosi, verso la calda Cuba passando per la fredda Berlino Est. Allora, eravamo negli Anni Settanta, non […]

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Nicola Fano
Trent'anni dall'Ottantanove/1

Il muro di Boris

Il 9 novembre di trent'anni fa non è caduto solo il comunismo: con lucida determinazione è stata spazzata via l'illusione che il mondo potesse essere giusto e migliore. Le menzogne che trionfano nella politica di oggi nascono tutte da lì

Oggi, 31 ottobre 2019 – vedrete – il premier britannico Boris Johnson si butterà in un pozzo. A meno che un topo possente non mangi contemporaneamente, e nel volgere di poche ore, i trattati europei e le registrazioni dei comizi del nostro, Johnson dovrà mantener fede alle proprie promesse. L’hanno sentito tutti dire: «Il 31 […]

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Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Compagna Warren

La senatrice democratica del Massachusetts che corre per le presidenziali del 2020 è l’unica tra i candidati che ha già stilato il suo programma di governo. Dove si batte per il “Medicare for All”, per l’istruzione per tutti, per l’accoglienza dei migranti, per i diritti degli omosessuali, per l’ambiente e per una più equa distribuzione della ricchezza

Settantenne, eletta al Senato nello stato del Massachusetts per la prima volta nel 2012, Elizabeth Warren è, insieme a Joe Biden, ex vice presidente degli Stati Uniti con Barack Obama, e a Bernie Sanders, noto senatore del Vermont, rivale agguerrito di Hillary Clinton alle ultime elezioni del 2016, una delle candidate favorite per il turno […]

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Marco Ferrari
Una trasmissione che ha segnato un'epoca

Il calcio in una voce

Il calcio ormai è spezzettato sui campi, sui computer, in tv, negli smartphone, ma da sessant'anni c'è un contenitore che cerca di richiuderlo con ordine per raccontarlo: la trasmissione cult radiofonica "Tutto il calcio minuto per minuto". Che compie sessant'anni

Non c’erano i cellulari, le televisioni, i fax, i computer, le reti private che trasmettevano le partite di tutto il mondo in diretta. C’era solo la radio. Era l’unico mezzo di informazione con cui ci si teneva informati. E anche il calcio trovò casa nelle onde radio: sessanta anni fa nacque Tutto il calcio minuto […]

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Pierpaolo Loffreda
Le ragioni del premio per la Pace

Per l’Unione Africana

Il Nobel al premier etiope Ahmed Abyi premia un'idea che solo pochi anni fa sembrava un'utopia e che oggi invece è una speranza concreta: la nascita di un concetto di democrazia partecipata tutto interno alla tradizione africana

In tutto il Corno d’Africa (la regione vastissima e centro-orientale del continente, che comprende gli stati attuali di Etiopia, Eritrea, Somalia, Somaliland e Gibuti) esistono solo due popoli – con stretti legami fra loro – e decine di etnie, unite tutte da una lunga storia in comune e da un modo di sentire condiviso. Le […]

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Giuliano Capecelatro
Una (ambigua) moda collettiva

Tu sei populista!

In nome di un generico ugualitarismo, i rapporti tra estranei sono sempre più spesso dominati da un "tu" onnicomprensivo e livellante. Ma davvero il "tu" rivela che “siamo tutti uguali"? Non è un finestra aperta aperta sul populismo corrente?

Straniante. Sei lì, in attesa di chiedere un caffè. Unico rimedio per strapparsi al nirvana e tuffarsi nel rumore del mondo. “Che ti do?”: è come il pugno con cui Carlos Monzon mise definitivamente al tappeto Nino Benvenuti. Da dietro il bancone zincato ti guarda senza guardarti un/a ragazzo/a; quasi ancora adolescente, impegnato/a in un […]

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Flavio Fusi
Cronache infedeli

Morte di un giornale

Chiude El Nuevo Diario, voce libera del Nicaragua che inseguiva il sogno dell'uguaglianza e della democrazia. Storia di un foglio sul quale si sono esercitati tutti i grandi talenti del Sudamerica, a cominciare da Gabriel Garcia Marquez

La chiusura di un giornale libero è un po’ come la morte di un vecchio compagno di vita e lavoro. Così oggi piango la scomparsa di un piccolo grande foglio che ho conosciuto in tempi lontani in un remoto Paese del vasto mondo. Accade in Nicaragua, dove il quotidiano El Nuevo Diario ha appena annunciato […]

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Filippo Bozzi
Un genere e un codice da preservare

Melodramma 2.0?

Ha ancora senso scrivere un melodramma, oggi? La domanda sorge spontanea dopo aver visto “Noi, due, quattro…” di Riccardo Panfili e “Turandot.com“ di Raffaele Sargenti. L'opera lirica ha un codice che basta a se stesso: nasce moderna e non ha bisogno di aggiornamenti

Chi ha bazzicato Firenze e dintorni avrà sentito un vecchio detto, che ora si usa sempre meno e forse presto sparirà: ”Che c’entra il culo con le Quarant’ore?”. Le Quarant’ore sono una preghiera del periodo pasquale, in cui si adora il Santissimo per tutto il tempo che intercorre tra la morte e la Risurrezione; e […]

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