20
febbraio
2018

commenti

Daniele Pugliese
Nostro razzismo quotidiano

Noi e Rosa Parks!

Come una Rosa Parks di oggi: il racconto doloroso di un "bianco" ubriaco che insulta e aggredisce senza alcuna ragione un nero inerme che può solo subire. In autobus, in Italia, una sera...

Tornando a casa ieri sera, dopo la presentazione del libro del senatore Vannino Chiti sul futuro della democrazia, in autobus ho assistito a una scena molto simile a quella che il 1º dicembre 1955, a Montgomery, capitale dell’Alabama, patì Rosa Parks. Forse tutti sanno chi è Rosa Parks. A lei la regista Julie Dash ha […]






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Paolo Bonari
Di aria elettorale

L’arte del sondaggio

A che cosa servono, davvero, i sondaggi, se non a condizionare gli elettori? Sarà per questo che da anni, ormai, viviamo in una sorta di campagna elettorale permanente? Segnata da sondaggi settimanali, ovviamente

Numeri, percentuali, intenzioni di voto, grafici, curve, parabole e commenti iperbolici: cui prosunt? Cioè, a vantaggio di chi abbiamo dovuto subire, nel corso di questi anni di campagna elettorale permanente, questa sfilza infinita di sondaggi? Ogni settimana delle nostre vite, durante l’ultima legislatura, è stata inaugurata dal sondaggio politico di La7 del lunedì, determinante nel […]






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Paolo Bonari
Di aria elettorale

Salvini & Signora

La signora che ha impedito a un medico di colore di visitarla, rispondeva a un pregiudizio di vita antico; Salvini che dispensa moderno razzismo crea un pregiudizio moderno. Perché dobbiamo temere di più il leader della Lega

“Peggio”? Già, nel senso delle conseguenze sociali dei gesti, e non in quello di un giudizio antropologico che non dovrebbe spettare a nessuno, perché ciascuno di noi è o dovrebbe essere tanto altro rispetto alle interazioni discorsive cui partecipa e non è o non dovrebbe essere riassumibile dalle proprie preferenze politiche: perciò, limitatamente ai rispettivi […]






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Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Il terzo Kennedy

Chi è Joe Kennedy III, ultimo rampollo di una dinastia mitica, che ha infiammato la platea allo State of the Union grazie ai suoi capelli rossi, il suo sorriso antico e le sue parole di speranza?

Parlando da un Istituto professionale a Fall River in Massachusetts, dalla Diman Regional Vocational Technical School, il deputato Joe Kennedy III, nipote di Bob Kennedy e pronipote di JFK, ha risposto, secondo una tradizione che vuole sempre delle contro-risposte da parte del partito di opposizione, allo State of the Union, il discorso annuale del presidente. […]






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Paolo Bonari
A proposito di nuovi fascismi

Tirannia social

La storia si ripete in farsa, diceva Marx. Ma, stavolta, il caos ideologico di un secolo fa rischia di ripetersi aggravato e corretto. Con la complicità dei social e la loro illusione di vite luccicanti

I parallelismi storici sono un gioco pericoloso che può anche occultare e sviare, piuttosto che favorire la comprensione degli oggetti d’analisi: meglio maneggiarli con cura, enumerare le differenze e non soltanto le affinità, per non essere risucchiati nella vertigine dell’omologia, per non illudersi di avere scoperto chissà cosa e di prevedere addirittura come si muoverà […]






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Danilo Maestosi
Dietro le politiche per l'arte

La fine del museo

Le avventure (e le sventure) parallele di due istituzioni culturali romane, il Maxxi e il Macro, rivelano strategie nazionali e locali convergenti: trasformare il museo in qualcosa che fa spettacolo e non "conserva"

Macro e MAXXI. Una parte del futuro di Roma doveva essere incorniciato tra questi due nomi. Sono gli acronimi di due musei consacrati al contemporaneo; uno comunale in un ex birreria dietro piazza Fiume, tradotto in una cifra di descrizione più sobria; l’altro statale in un ex caserma del Flaminio, scolpito da una sigla più […]






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Giuseppe Ceretti
Riflessioni per il Giorno della Memoria

Leggere l’Olocausto

Quando scomparirà anche l’ultimo dei sopravvissuti, e nessun racconto dell’inferno potrà più essere proferito, non resterà che la parola scritta come antidoto alla rimozione. Così i testi di Fallada, Jonas, Amery, Arendt, Wiesel, Weil, Levi sono un invito per le giovani generazioni a vincere l’indifferenza

Presto non resterà altro che la parola scritta a raccontarci della lunga notte della ragione. «Noi non c’eravamo», che altro potremo dire quando l’ultimo dei “salvati” tornerà a fare compagnia ai milioni di “sommersi”? Il grande libro dell’Olocausto esiste, non nei pur pregevoli compendi che recano tale titolo. È un immenso tomo composto da testimonianze, […]






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Anna Camaiti Hostert
Cartolina dagli Usa

Il budino d’America

Sullo Shutdown i democratici se la prendono con Trump: «Trattare con lui è come negoziare con un Jell-O», il più celebre budino americano. Negli Usa lo scontro è tra chi fa politica e chi pensa solo ai propri interessi

«Se ogni foto racconta una storia, allora quella, certamente ritoccata, rilasciata ufficialmente dalla casa Bianca durante il fine settimana dello shutdown del governo federale ci dice molto sulla presidenza di Donald Trump. La foto ritrae il presidente seduto nell’Oval Office, dietro alla sua scrivania, che indossa il suo solito cappellino da baseball bianco con la […]






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Giuliano Capecelatro
Le parole per (non) dirlo

La lingua spensierata

Affatto, corrusco, piatire, catalizzare... sono solo alcune delle vittime del nostro parlare distratto, quando non propriamente ignorante. Malgrado gli sforzi dei dizionari che si aggiornano

Entrare ed aggirarsi in un giardino prensile. Roba da Lewis Carrol, per un’Alice nel mondo dell’acido lisergico. La prensilità è stata conferita a un qualsiasi giardino pensile sulle pagine di un quotidiano. Lapsus calami, ovverosia voce sfuggita ad una penna (computer) impertinente? Ignoranza, o casuale quid pro quo? Comunque sia, il giardino in versione psichedelica […]






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Leonardo Tondo
“Chiamami col tuo nome”, il film e il libro

Condanne d’amore

Sul grande schermo, la storia dell'incontro amoroso tra un ragazzo e un giovane uomo in un’estate italiana ha una sua furbizia hollywoodiana ma ha anche il merito di sfidare lo spinto puritanesimo americano. Il libro, invece, restituisce la vicenda con maggiore autenticità. Tratto comune: l’“Amor ch’a nullo amato amar perdona”

Non credo sia uno spoiler scrivere che quella di Chiamami col tuo nome sia una storia d’amore (l’ho detto) tra un adolescente (assenza dell’apostrofo) e un giovane americano ventiquattrenne, ospite del padre, erudito archeologo, che passerà con la famiglia sei settimane dell’estate 1983 per preparare una tesi su Eraclito. Occuperà la stanza del figlio e da […]






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