Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Dio tra gli uomini

Da “Le mille e una notte” al legno della Croce. Borges svela senza spiegare, «facendo tutto oscuro ed evidente all’unisono», come scrive Roberto Mussapi che ha tradotto questi versi del grande argentino

Prodigio del mago Borges. La poesia inizia come una fiaba e da una fiaba delle Mille e una notte, il libro più amato da lui, Borges, e da Stevenson (e da chi scrive queste righe): leggiamo di un sultano che si traveste per vivere tra gli uomini, i poveri e comprenderne l’esistenza. Nella cronaca, e nella storia, lo imitò in tempi recenti il buon Hussein di Giordania, capo di stato islamico tutt’altro che chiuso, e, anzi anima ecumenica.
Ma la fiaba del libro attinge a una verità metaforica che Borges svela senza tediarci: il re, il potente che si immerge nella turba dei viventi, non è solo un califfo, un sovrano, ma adombra un dio attratto dal mondo umano.
Borges lo svela come i grandi poeti, senza spiegare, facendo tutto oscuro ed evidente all’unisono.
Poi, di colpo, un altro, un Signore assoluto del mondo e del tempo, che scende davvero – e questa per noi non è fiaba, ma storia – tra gli umani, e lo decide prima, in quanto Dio: scegliendo di nascere come tutti noi da una madre, scegliendo di venire al mondo con un corpo mortale come il nostro, già presto polvere. Ha in sé la conoscenza e il dominio del mondo e del tempo.
Ma in quella scelta, per amore, intuisce, e comunque accetterà senza lamento, che sarà conseguenza lo scherno della Passione, lo strazio del suo corpo, i chiodi, il legno. Il legno della Croce.

 

Giovanni, I, 14

Narrano le storie d’Oriente

quella di un re di un tempo che, annoiato

dal fasto della corte, esce in segreto

e solo, a camminare nei sobborghi

 

e a perdersi nella turba delle genti

con mani rozze e con dei nomi oscuri:

oggi, come quell’Emiro dei credenti,

Harùn, Dio vuole andare tra gli uomini.

 

E nasce da una madre, come nascono

le stirpi che disfanno in polvere,

e gli sarà consegnato il globo intero,

 

aria, acqua, pane, mattini, pietra e giglio,

ma, dopo, il sangue del martirio,

lo scherno, i chiodi, il legno.

Jorge Luis Borges
(Traduzione di Roberto Mussapi)

 

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