Lidia Lombardi
Lo scaffale degli editori

Ridere di una burrata

Dall'umorismo di Daniel Albizzati e della sua Roma tra il colto e il cafonal alla cucina raccontata da Marco Agostini: spigolando tra le proposte "di genere" del mercato editoriale

La letteratura umoristica non vanta attualmente molti autori, né una particolare attenzione da parte degli editori. Ma piace ai lettori, e lo dimostra per esempio il successo della serie Bridget Jones, per non parlare di un blasonato avo quale è il Jerome K. Jerome di Tre uomini in barca. Dunque è coraggiosa Fazi, la vivace casa romana, a dedicare al genere non tanto una collana ma addirittura un marchio, “Le Meraviglie”, con testi brillanti. E a scovare, in questo filone, nuovissimi autori. Come Daniel Albizzati che per il debutto in narrativa confeziona una storia originale e insieme “pedagogica”, Le avventure di Mercuzio (253 pagine, 16 euro). Il protagonista, dall’amletico nome, è davvero un marziano nella Roma contemporanea. Vive in una mansarda in via dell’Anima come un asceta o un cavaliere antico: circondato da libri, tutti i classici, che legge da mane a sera (perfino il suo eloquio è forbitamente antiquato), se ne sta tappato nel suo piccolo universo, popolato di damigelle ed eroi di carta, nutrendosi di pizze che gli recapitano dal forno sotto casa. E quando finalmente si decide a mettere il naso fuori, si scontra col becerume analfabeta del presente: i coatti di Campo de Fiori, gli alcolizzati dei pub, i ragazzi bene e strafatti nella movida di Ponte Milvio, i trans appostati all’Acqua Acetosa, i cafonal arricchiti in bella mostra al festone nella location di Tor Crescenza. Fa fatica a districarsi nel bailamme, lo aiutano un “Virgilio” romanaccio ma dalle belle letture e una Beatrice conosciuta al party, eterea e raffinata a differenza delle altre incontrate. Le pagine di Albizzati scorrono tra le avventure paradossali vissute da Mercuzio, talvolta esiliranti, talaltra un po’ scontate. Ma l’idea originale e i riferimenti alle grandi pagine letterarie, da Shakespeare a Stendhal, da Goethe a Leopardi, dai poemi omerici a quelli cavallereschi sostengono senza didascalizzare l’anelito alla cultura alta e la riflessione su passato e presente. Da apprezzare.

Dai classici narrati a quelli da rileggere. Ecco i Grandi Libri di Garzanti nella collana Novecento. Con un titolo poco noto e un autore un po’ dimenticato, Federico De Roberto, il cui nome si lega alla saga dei Vicerè, ovvero della famiglia degli Uzeda. Il terzo e ultimo capitolo, L’imperio, è restato assai in ombra, pubblicato postumo nel 1929 e non perfezionato dall’autore, che ne lasciò il dattiloscritto tra le sue carte. Eppure il protagonista, l’ambizioso e cinico Consalvo, già personaggio centrale nel ciclo, è figura attualissima nella sua irresistibile ascesa politica a Roma, prima deputato e poi ministro in un agone già infiltrato dalla corruzione. Le duecento pagine introduttive del curatore, Gabriele Pedullà, contribuiscono a definire nitidamente il contesto del plot, la disinvolta politica liberale di fine Ottocento, invischiata in affari poco chiari. Questa nuova edizione critica (512 pagine 20 euro) resetta dunque la saga, eliminando le incongruenze delle precedenti e disegnando nitidamente la missione che l’autore verista si diede, smascherare la violenza dei rapporti di forza, nella coppia, nella famiglia, nello spazio pubblico.

La fetta più consistente delle pubblicazioni Piemme – a prescindere da quelle per ragazzi che hanno dato il la nel 1982 alla nascita del marchio – è costituita dai thriller, firmati spesso da autori di fama internazionale. Come la coppia al femminile costituita da Sarah Pekkanen e Greer Hendricks, americane e legate per molti anni perché la prima era la scrittrice vera e propria, l’altra l’editor. Sono diventate un caso letterario a quattro mani, che si è confermato oltre oceano con questo secondo thriller, La candidata perfetta (417 pagine, 19,90 euro). Brivido e psicologia alla base del plot, con al centro una squattrinata mak-up artist di New York, Jessica, la quale accetta di collaborare con un fantomatico psichiatra che, dietro compenso generoso, cerca “donne tra i 18 e i 32 anni per uno studio su etica e morale”. Unico requisito: l’assoluta sincerità. Però le domande di un computer acceso in un asettico studio non solo mettono a nudo l’Io di Jessica, ma la imprigionano in una sottile rete di lusinghe, dipendenza e ossessione. Come è successo alle altre prima di lei. Italiano invece l’autore di Motivi di famiglia (392 pagine, 18,50 euro), Aldo Pagano, già giornalista e sommellier, che ha creato nel suo primo romanzo il personaggio del pm Emma Bonsanti. Sarà il perno di una fortunata serie? Questo secondo romanzo anela a confermarlo, facendola tornare a Bari, la sua città, dopo un lungo periodo a Milano, che ha lasciato in seguito allo shock del suicidio di un indagato. È lei con il proprio vissuto il nucleo della fiction di Pagano, come avviene in tante del genere, italiane e non. Ora deve occuparsi del caso di una ragazza trovata morta, nuda, a bordo della piscina comunale. Le indagini scavano oltre le apparenze della vittima – figlia modello di un’ottima famiglia – e arrivano a smantellare i segreti di una società accecata dal potere, dove tutti sono sacrificabili.

La storia di una famiglia attraverso la quale leggere in filigrana quella dell’Italia è al centro dell’opera prima di Chiara Ferraris (L’impromissa, 393 pagine, 16,90 euro) pubblicata da Sperling & Kupfer, il marchio Mondadori che ha nella narrativa una delle linee di prodotto principali, apprezzata soprattutto dal pubblico femminile. La trama si sviluppa attorno al nucleo presente sempre più massicciamente in tanti romanzi, il recupero del passato personale attraverso il ritorno nella casa che nasconde vicende mai conosciute dal protagonista e di tale intensità dal cambiarne la vita. Succede ad Agata, quando si riappropria dell’appartamento genovese della madre morta. Qui trova anche i diari dell’amata zia Alice, dove si cela un amore proibito (in dialetto genovese impromissa significa “promessa sposa”). Il romanzo percorre i binari di agnizioni generazionali delle donne di famiglia. Scrittura elegante, narrazione senza troppa originalità.

Fandango dà spazio a giovani protagoniste in due romanzi lontani per ambientazione ma entrambi capaci di affrontare disagi, denunce e traumi che tengono campo nei titoli di cronaca. In Cattiva della californiana Myriam Gurba è il racconto autobiografico di una studentesca universitaria, Sophia Torres, nell’America degli anni Novanta vittima di un maniaco sessuale seriale. Ma Gurba mette troppa carne al fuoco per raccontare Sophia: la cultura messicana e americana, il carisma dolce magico della nonna-totem, le trasgressioni omo ed eterosessuali nel college, l’approccio ai grandi della letteratura e della filosofia.

Il terremoto dell’Aquila è invece l’incubo di Eleonora, studentessa dell’Accademia dell’Immagine che condivide l’appartamentino con altre tre ragazze e che non sente, perché è sorda dall’infanzia, il rombo del sisma, ma vede il buio che la inghiotte, insieme con i calcinacci, le travi e le suppellettili. Il movimento dei sogni (209 pagine, 15 euro) di Eleonora Calesini e Debora Grossi è come una elaborazione del lutto a distanza di dieci anni dalla distruzione con la voglia di riappropriarsi della propria vitalità.

Infine un tuffo nei colori e nei sapori. Con i libri di Gribaudo, eleganti ricettari a tema che hanno nelle fotografie uno dei loro punti di forza. Facciamo colazione? (14,90 euro) di Barbara Toselli (tra l’altro autrice del blog Pane&Burro) parte dalle colazioni dell’infanzia, quelle d’estate a casa della nonna, per arrivare alle novità importanti anche sul piano nutrizionale. Dunque, torta di mele ma al farro e con crumble di avena, plumcake al limone e pistacchi o pancake di zucchine e ricotta con uova in camicia. Senza dimenticare la classica crostata, ma rustica con la farina integrale e i mirtilli. Estivissimo Universo BBQ di Marco Agostini (312 pagine, 19,90 euro), ovvero tutto quanto c’è da sapere sulle grigliate: a cominciare da attrezzatura, temperature di cottura, affumicatura e per finire con le ricette, che comprendono anche le salse, i primi piatti, le pizze, come quella in bianco e nero (dato dal carbone vegetale) con fiori di zucca e burrata.

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