Roberto Verrastro
Un secolo brevissimo

Spillane e l’America

Il Paese di Trump, pervaso da uno strano istinto di morte, celebra, oggi, i cent'anni dalla nascita di Mickey Spillane, il romanziere che ha letto gli Usa come un ammasso di sesso, sangue e droga

Negli Stati Uniti alle prese con la follia dei mass shootings, stragi compiute da chi spara nel mucchio ritenendo di avere dei conti in sospeso con il mondo intero, non meraviglia il rinnovato interesse per l’opera di Mickey Spillane, in occasione del centenario della nascita, il 9 marzo del 1918 a New York, dello scrittore che insegnò a parlare ai duri del cinema hollywoodiano, vendendo nel corso della sua carriera 225 milioni di copie: un capostipite del genere hard boiled, in cui dominano sesso, droga e violenza. La Bowling Green State University, nell’Ohio, ha infatti acquisito dieci scatole di materiali appartenuti a Spillane, una donazione proveniente da Sid Graedon, suo agente letterario per oltre quarant’anni. Tra la corrispondenza e i lavori iniziali come autore per la Timely Comics, casa editrice di fumetti antenata dell’attuale Marvel, spicca il manoscritto del primo romanzo scritto nel 1945 da Spillane, all’epoca un reduce di guerra alla ricerca di denaro per mettere su casa, e pubblicato nel 1947 con il titolo Io, la giuria. La prima edizione italiana fu stampata nel 1953 da Garzanti nella traduzione di Bruno Tasso (211 pag., 6,90 euro), che nel titolo rese la minaccia più inequivocabile: Ti ucciderò.

Narrato in prima persona dal protagonista, l’agente privato Mike Hammer, il romanzo comincia un piovoso mattino in cui, allertato da Pat Chambers, capitano della squadra omicidi di New York, Mike giunge nella camera da letto in cui è stato trovato disteso sul pavimento, il ventre squarciato da un proiettile calibro 45 esploso da una pistola con il silenziatore, il suo migliore amico, l’ex agente di polizia Jack Williams, «l’uomo che diceva di essere pronto a dare il suo braccio destro per un amico e che aveva mantenuto la parola quando aveva impedito a un bastardo di giapponese di spaccarmi in due. Si era preso la baionetta nel bicipite, e avevano dovuto amputargli il braccio». Mike, uomo che celebra la sua virilità ovunque, anche a tavola, scommette con Pat «un pranzo a base di bistecche» che scoverà prima di lui l’assassino, per fargli fare la stessa fine, perché «la legge è una bellissima cosa, ma questa volta la legge sono io, e non intendo certo essere freddo e imparziale». E si chiude a meditare sul caso in un ufficio di due stanze presso l’Hackard Building, dove lavora distratto dalla bella segretaria Velda, dotata di «abiti aderentissimi che mi facevano pensare alle curve di una strada di montagna».

Con uno stile che deve molto agli esordi presso la Timely Comics, Spillane dipinge un’umanità senza freni in corsa verso l’autodistruzione. A trovare il cadavere di Jack Williams alle 8 di mattina è la sua fidanzata Myrna Devlin, alla quale nel 1940 Jack «aveva impedito all’ultimo momento di fare un tuffo dal ponte di Brooklyn», unica soluzione che le era rimasta per sbarazzarsi della dipendenza dall’eroina. Il medico legale stabilisce che il delitto è avvenuto poche ore prima, alle 3.15, dopo che Jack aveva organizzato una festa a casa sua, terminata verso l’una di notte. Jack e Myrna vi avevano ospitato Hal Kines, 23enne con un «profilo da dio greco», studente di medicina in un’università di provincia; le gemelle Mary ed Esther Bellemy, 29enni ereditiere e nubili, la prima delle quali conosceva Jack da prima della guerra; George Kalecki, uomo di mezza età che convive con Hal Kines e che nei ruggenti anni Venti aveva intascato un milione di dollari con il contrabbando di alcool; Charlotte Manning, affascinante psichiatra bionda con studio a Park Avenue, alla quale Jack aveva chiesto di prendersi cura di Myrna.

La stessa Charlotte Manning, un anno prima del delitto, aveva tenuto una lezione all’università in cui studiava Hal Kines, invitandolo a New York, ufficialmente per fargli osservare meglio i suoi metodi clinici, e presentandogli una sera a cena Jack e Myrna. Charlotte durante le indagini intreccia con Mike una relazione che le piacerebbe infuocata, scoprendo però di avere di fronte un tipo all’antica: «Basta, cara… un altro bacio e non potrò più aspettare fino a quando saremo sposati». Il ritrovamento dell’agenda di Jack Williams mette Mike Hammer sulle tracce della 31enne Eileen Vickers, originaria dello stesso paese di Jack che, abbandonatasi dodici anni prima a una vita peccaminosa durante l’università, lavora ora con il nome di Mary Wright in una casa di appuntamenti, frequentata da borghesi discretamente ricchi e da alcune personalità politiche. La ragazza era stata sedotta e abbandonata da un certo John Hanson, che aveva inguaiato anche un’altra ragazza avviandola alla prostituzione. Pat Chambers conferma a Mike Hammer che, prima di essere ucciso, Jack Williams stava sfogliando annuari universitari risalenti all’epoca del racconto di Eileen Vickers: dieci in totale, quattro dei quali sono spariti. Nei sei in loro possesso non compare John Hanson, presente invece negli altri quattro, che Mike e Pat riescono a consultare in una biblioteca pubblica, poco prima di scoprire che nella casa di appuntamenti sono stati assassinati, anch’essi con proiettili calibro 45, Eileen Vickers e John Hanson, in cui Mike riconosce proprio Hal Kines.

Quest’ultimo era in realtà un pezzo grosso del «sindacato» che gestisce le case di appuntamenti newyorkesi, e arruolava sotto ricatto nella sua organizzazione uomini dal passato losco come George Kalecki, che un giorno spara dal finestrino della sua auto in direzione di Mike e Charlotte a passeggio a Central Park, fallendo il bersaglio e venendo in seguito ucciso da Mike, che si imbatte in lui durante una perlustrazione nella stanza del dormitorio universitario che ospitò Hal Kines. L’enigma si avvia alla soluzione durante una festa nella sfarzosa residenza delle gemelle Bellemy, alla quale Mike partecipa in compagnia di Charlotte e Myrna. Dopo un fugace rapporto con Mary Bellemy, che lo trascina in un bosco («Approfittando dell’oscurità, quel piccolo demonio si era tolto di dosso tutti gli indumenti»), Mike sente il grido di Myrna, uccisa con lo stesso tipo di proiettile riservato alle vittime precedenti. Il giorno seguente Mike si reca nell’appartamento vuoto di Charlotte, attendendone il ritorno. «Lei sapeva che io sapevo… con un movimento semplice, elegante, si spogliò. Era completamente nuda ora». Tutto inutile con l’inflessibile Mike: «Il rombo della 45 scosse la stanza».

Sottoponendo Hal Kines a ipnosi, Charlotte ne aveva scoperto la vera occupazione, proponendogli di lavorare insieme: spinta dalla sete di denaro, la bella psichiatra somministrava a caro prezzo eroina ai ricchi pazienti. Jack Williams aveva scoperto il segreto di Hal, e stava per smascherare anche Charlotte, che si era impadronita della chiave dell’appartamento di Jack al termine della festa per rientrarvi poche ore dopo, ed era stata costretta dopo quel patto scellerato a uccidere tutti i potenziali ricattatori in possesso di indizi per sospettare di lei, il vero obiettivo dello sparo di Kalecki a Central Park. Mickey Spillane, lo scrittore ancora popolare nell’America di Donald Trump, morì il 17 luglio del 2006 nella sua casa di Murrells Inlet, nella Carolina del Sud.

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