Lidia Lombardi
Itinerari per un giorno di festa

L’inedita Italia

Oggi e domani (24 e 25 marzo) porte spalancate per le “Giornate Fai di Primavera” sulle meraviglie del Belpaese, recuperate e protette dal Fondo Ambiente Italiano. Una nostra eccellenza da sostenere per piacere intellettuale e impegno civile

La bella stagione si mostra ancora lontana, invece sono puntuali come ogni anno le “Giornate Fai di Primavera”, l’appuntamento che dal 1992 spalanca le porte, nel primo week end dopo il giorno di San Benedetto, di mille luoghi italiani solitamente inaccessibili al pubblico. Sul sito del Fondo Ambiente Italiano, ideato da Giulia Crespi, presidente onorario (il decano degli archeologi Andrea Carandini ne è presidente operativo), l’elenco del Belpaese inedito che per due giorni si mostra. Illustrato da giovassimi ciceroni, un esercito di cinquantamila volontari che nella missione trovano la spinta per tutelare la loro Italia. Ai visitatori chiederanno a nome del Fai un’offerta libera che servirà alla politica di protezione del patrimonio italiano che è il motivo d’esistenza del Fai. Chi poi ne diventerà socio con il versamento di una quota annua non solo potrà entrare gratuitamente nei luoghi acquisiti e risanati dal Fondo (tra i tanti, Villa Gregoriana a Tivoli e il Sacro Bosco di Assisi) ma avrà ingressi ridotti in musei, auditorium, templi di cultura. Inoltre, nelle Giornate di Primavera, alcuni luoghi saranno visitabili soltanto da chi ha in tasca la tessera. Allora diventa un piacere intellettuale e insieme impegno civile, politico in senso lato, farsi sostenitori del Fai. Significa far bene al Paese e a se stessi, un po’ come pagare le tasse.

Ma quale scegliere tra i mille suggestivi indirizzi? Dipende dalla curiosità di ciascuno e dalla voglia di spostarsi dal luogo di residenza. Per chi abita a Roma la “calamita” della conoscenza sarà attirata da Palazzo Giustiniani, una delle sedi del Senato, che ha proprio di fronte. Ecco il cinquecentesco edificio nel cuore del rione Sant’Eustachio, il quale vanta ambienti preziosi e affascinanti, come la Sala Zuccari (nella foto di Giovanni Formos), dal nome dell’artista – Federico Zuccari – che la decorò a grottesche e che nel secolo successivo venne ammantata di arazzi intessuti con fili di rame e di argento. Il palazzo era stato costruito per conto di monsignor Francesco Vento e poi acquistato nel 1590 da Giuseppe Giustiniani, esponente di una delle più potenti famiglie genovesi. La blasonata stirpe nel Seicento chiamò Francesco Borromini, autore della dirimpettaia cupola di Sant’Ivo alla Sapienza, per l’ampliamento della dimora. Che divenne per tutto il secolo successivo centro della vita culturale romana. Un salotto, insomma, a dar lustro alla famiglia Giustiniani, che si estinse alla fine dell’Ottocento. L’impegnativo immobile fu quasi totalmente acquisito dal Senato nel 1988. Ma già nel dopoguerra era stato cornice istituzionale: nella sala boisée attigua alla scenografica Sala degli Specchi il primo presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, firmò la carta costituzionale.

L’altra intrigante novità è la mastodontica costruzione affacciata sul Tevere che nel 1928 divenne sede del Ministero della Marina. I romani la chiamano familiarmente “Palazzo delle ancore”, per la coppia nera extralarge che affianca il portale d’ingresso. L’aspetto magniloquente nasconde forse l’originalità decorativa che ne fece il manifesto della vittoria italiana sul mare nella Grande Guerra. Fu infatti progettato nel 1911 dall’architetto Giulio Magni, già collaboratore di Giuseppe Sacconi al Vittoriano. Di qui la fedeltà alla cultura architettonica ispirata ai valori del classicismo. Dunque all’interno – ciò che i romani vedono raramente in visite culturali – sfodera pitture e decorazioni ricche di allegorie che rimandano al mondo navale e marino, a partire dalle maniglie di alcune porte, a forma di cavalluccio marino. Sono opera di artisti indicati dallo stesso Magni: Giuseppe Rivaroli per il soffitto dello Scalone d’Onore, Pieretto Bianco per la Sala della Commissione avanzamento ufficiali, Antonio Calcagnodoro per il soffitto e il fregio del Salone dei Marmi, il veneziano Umberto Bellotto per gli arredi delle Sale di Rappresentanza e della Biblioteca, uno degli ambienti più suggestivi del palazzo che peraltro contiene tra i manoscritti rari uno vergato da Cristoforo Colombo.

Nel Lazio, un’altra opportunità è l’isola Bisentina, sul lago di Bolsena (nella foto), di proprietà privata dunque normalmente inaccessibile al pubblico. Ambiente naturale e artistico vi si mischiano: tra giardini e lecceti, oratori , cappelle e chiese tra cui quella dei Santi Giacomo e Cristoforo, firmata dal Vignola. Due segnalazioni per Napoli: la crociera inferiore della Galleria Umberto I, il salotto della città: ospita il Salone Margherita, teatro della Bella Epoque all’inizio del Novecento, allorché sulle colonne del Mattino, che aveva fondato con il marito Edoardo Scarfoglio scriveva Matilde Serao, magistra elegantiarum e fine intellettuale. Ancora a Napoli, il Mausoleo di Posillipo, uno dei più interessanti esempi in Italia di architettura neoegizia, costruito tra il 1881 e il 1889 e poi adibito a monumento funebre per i Caduti delle Guerre Mondiali. A Sorrento si potrà visitare la Villa romana dei Bagni della Regina Giovanna, resti di una residenza patrizia del I secolo avanti Cristo sullo sfondo del golfo partenopeo.

Non solo edifici, giardini, parchi, siti archeologici, luoghi di culto ma anche interi borghi al centro delle Giornate. Da Asciano, a trenta chilometri da Siena, con i tesori del Museo Civico, la Farmacia Naldini e un mosaico antico romano, a Finale Emilia (43 chilometri da Modena) dove si percorrerà il centro storico danneggiato dal terremoto del 2012 alla scoperta dei palazzi settecenteschi che lo rendono unico nel territorio, fino a Curinga (Catanzaro), con i resti delle terme romane e della chiesa bizantina, e Castelbuono (Palermo), nella vallata delle Madonie, che si è sviluppato intorno al trecentesco castello dei principi di Ventimiglia. Tornando in Toscana, il borgo di Capalbio, in Maremma, sarà visitabile domenica, alle 10 e alla 16,30, con guide speciali: i ragazzi delle scuole medie locali. Buona Italia.

 

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