Paolo Petroni
Visto all'Argentina di Roma

Il doppio Pirandello

“I sei personaggi" di Pirandello riproposti da Luca De Fusco escono da una pellicola cinematografica: in questo modo, da “personaggi” si trasformano in attori...

Un allestimento onesto, rispettosissimo del testo dalla prima all’ultima battuta, questo dei Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello che è stato all’Argentina di Roma sino a domenica scorsa (ma sta girando l’Italia intera) con la regia di Luca De Fusco prodotto dallo Stabile di Napoli con quello di Genova, quindi consigliabile specie ai tanti giovani che questo dramma, uno di quelli centrali della cultura del Novecento, non l’hanno mai visto.

Detto questo, a parte alcuni eccessi, sopra le righe per tentare un aggiornamento comunque non necessario, quel che lascia perplessi è l’uso di due filmati, all’inizio e alla fine, per l’apparizione e quindi il congedo dei personaggi, come usciti appunto dalla proiezione di una pellicola. Tutto il lavoro gioca sulla contrapposizione tra questi personaggi che sono prigionieri, immobilizzati per sempre nella loro situazione, nel loro dramma, ogni volta sempre vivo e cocente, e gli attori vivi, quindi uomini in continua modificazione, chiamati a interpretarli, a ricreare caratteri e situazioni, ma con gli strumenti professionali del mestiere. I primo sono fuori del tempo, appunto eterni e eternamente costretti nella ripetizione della violenza delle loro azioni e emozioni. I secondi invece il tempo lo vivono e subiscono e quel che erano un certo giorno non lo sono più giorni o anni dopo. I primi rappresentano l’assoluto dell’arte, con la sua profonda verità, i secondi sono il relativismo dell’esistenza e del modo di vedere le cose e la finzione di ricreare certe situazioni e modi di viverle. Il grido circa la propria situazione dei primi non riesce ad essere nemmeno compreso dai secondi, che si trincerano dietro la loro capacità di recitare. E al compiersi della tragedia, alla fine si contrapporranno le grida di “realtà! realtà!” e “finzione! finzione!”, in un dilemma irrisolvibile su quale sia la verità. Del resto Così è (se vi pare) si chiudeva con al battuta «Io sono colei che mi si crede» e la replica «ecco signori come parla la verità».

Allora, se i sei personaggi in questa scena quasi nuda di Marta Crisolini Malatesta escono da un film, non pare che l’autore, comunque un regista l’abbiano già trovato e stiano già recitando anche loro? E non rischiano di apparire come una materializzazione di ombre, come fantasmi, mentre è proprio il loro presentarsi in carne e ossa che ne rappresenta la forza e la capacità di contrapporsi agli attori veri che dovrebbero interpretarli? Insomma la scelta che Luca De Fusco, come a voler amplificare, ma anche col rischio di scarnificare, gli attori in palcoscenico nelle ultime sue regie si dimostra sempre pronto a usare brani filmati ad effetto. In questo caso, e in epoca di trucchi elettronici, però di effetto ne hanno molto poco, tanto che risultava più spettacolare il sorprendente sistema per far uscire gli attori da uno schermo cinematografico usato già molti anni fa alla Lanterna Magica di Praga.

Detto questo, la forza per struttura e temi di un testo così innovativo (che pure, dopo una discussa e animata prima a Roma, ebbe a Milano e Parigi subito il gran successo che lo proiettò sui palcoscenici di tutto il mondo sin dagli anni Venti del Novecento) resiste e ha una sua prepotente vitalità, questo soprattutto grazie anche a un attore come Eros Pagni. Nei panni sostanziali del Padre riesce a tenere su di sé e rendere tutto il senso del lavoro con la sua solidità, con quell’impenetrabilità nel profondo del suo mistero e pure con un rimorso tutto rivelato da un tono, una smorfia o un sorriso della bocca, un’occhiata, e lì, davanti agli attori, ora vibrante e nero, ora accondiscendente, ora irritato, punto di riferimento di tutto lo spettacolo, dove gli è accanto come Figliastra Gaia Aprea che talvolta perde un po’ la misura, e, tra gli altri, da ricordare Angela Pagano (Madama Pace) e Enzo Turrin (il suggeritore).

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