Paolo Bonari
Di aria elettorale

Governare stanca

Il timore della governabilità caratterizza la sinistra italiana (non da oggi), anche nel nome dell'interrogativo: meglio una dittatura debole o una democrazia forte?

Per allertare i sensi dell’elettore medio-progressista che cosa di meglio (o di peggio) del pericolo fascista? Peccato che ci sia ben poco da scherzare, visto l’andazzo italiano e la voglia di rimettere in scena gli anni Settanta, età dell’oro che tanti nostalgici continuano a rievocare con gli occhi lucidi: “Ah, almeno allora i giovani avevano degli ideali…”. Tuttavia, il cittadino equo e solidale di cui sopra ha un incubo che può quasi competere con quello dell’onda nera che sta in agguato: si tratta della “democrazia forte” e della governabilità. Addirittura, quell’elettore un po’ emotivo e un po’ naïf crede che si sia qua di fronte a dei sinonimi: una democrazia forte che cos’è se non una semi-dittatura o una preparazione alla stessa?

Il timore della governabilità caratterizza la sinistra italiana non da oggi, e affonda le proprie radici in una psicologia sulla quale ha lasciato traccia lo shock storico del fascismo vero e proprio: forse, però, dopo quasi un secolo dalla sua affermazione, sarebbe il caso di dirci che una democrazia autorevole e governante, laddove i rispettivi ruoli della maggioranza e dell’opposizione siano stabiliti con chiarezza e i poteri del Presidente del Consiglio siano netti, non è altro che l’unico antidoto al desiderio di “uomini forti” che questo Paese sembra tornare ad avere con una certa regolarità e ciclicità.

Tutta materia del referendum costituzionale che, quindici mesi fa, è stato sottoposto agli elettori, ottenendo un risultato inequivocabile: perciò, che senso ha continuare a ribattere sull’argomento? Un po’ ne ha, se si riesce a capire che quella di avere capi politici che, oltre ad avere polso, siano messi nelle condizioni di poter governare è un’esigenza diffusa, che non c’entra nulla coi rigurgiti fascisti e che è condivisa anche da quota di elettori di sinistra: assistere allo spettacolo di una democrazia all’opera che disponga di meccanismi perfettamente funzionanti e che sia in grado di applicare rapidamente le scelte di chi è stato eletto farebbe passare a molti quell’insana voglia di dittatura che prospera nei periodi in cui sembra che nulla serva a nulla, che tutto sia immodificabile: Churchill, uomo coraggioso di una democrazia forte, non somiglia affatto ad Adolf Hitler, ométto piccolo piccolo che ha dovuto fare il vuoto attorno a sé, per potersi affermare – tutti sono capaci a fare i dittatori, quando non hai ostacoli – non è un suo pari, ne è anzi la nèmesi.

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