Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Borges e l’altro Ulisse

Lo scrittore argentino - saggista, narratore, poeta - è un grande a tutto tondo. Straordinaria la sua visione dell’eroe greco ritornato in patria, che dopo aver fatto giustizia riposa finalmente nel talamo abbracciato a Penelope: dov’è Nessuno?

Borges, uno dei più clamorosi Nobel negati di sempre, accanto a quelli a Luzi, Bonnefoy e altri – e accanto a quelli giustamente assegnati nel recente passato (Soyinka, Walcott, Heaney, Milosz) – è l’esempio unico, nella modernità, di scrittore totale. Spesso il grande poeta è saggista, a volte anche narratore, e che un romanziere sia anche poeta accade raramente (se non quando è giovane, prima di passare alla narrazione: Hemingway, Arpino, Lalla Romano, Achebe).
Ma Borges è un caso unico perché grande poeta e nei suoi versi sapiente, oracolo nel tempo labirintico e spesso caliginoso del Novecento, straordinario veggente e poeta nei suoi saggi, che sono racconti svelanti, saggista nei romanzi e racconti, forse la parte meno perfetta della sua opera, perché leggermente segnata da un minimo intellettualismo. Un grande a tutto tondo, comunque, e un poeta assoluto.
Straordinaria la visione di Ulisse che è tornato, ha fatto giustizia e strage dei Proci, è stato riconosciuto dalla moglie Penelope, e ora nel letto abbracciato a lei, dopo l’amore, dorme. Ma il poeta, che in Borges ha un ruolo simile a quello del Coro nella tragedia greca, si interroga: dov’è l’uomo che si perdeva sulle onde e tra i misteri, e che veramente, con lucida autoconoscenza e ironia, disse che il suo nome era Nessuno? Ora che Ulisse è abbracciato alla sua moglie, regina, nella sua isola, nel suo reame, dov’è Nessuno? Dov’è l’altro?

 

Odissea, libro vigesimoterzo

Ormai la spada di ferro ha compiuto

Quanto doveva, è fatta la vendetta;

Ormai i dardi crudeli e la lancia

Hanno versato il sangue dei perversi.

 

Contro il volere di un dio e dei suoi mari

Tornato è Ulisse al regno e alla regina

Contrastando col suo volere un dio,

i grigi venti e la furia di Ares.

 

Nell’amore del letto condiviso

Dorme l’illustre regina sul petto

Del re; ma ora dov’è l’altro, l’uomo

 

Che nelle notti e nei dì dell’esilio

Errava per il mondo come un cane,

Dicendo a tutti: il mio nome è Nessuno?

Jorge Luis Borges
(Traduzione Domenico Porzio, Mondadori, Meridiani)

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