Alberto Crespi
Zattere agli Incurabili

Cento volte Carrey

A Venezia Jim Carrey ha portato “Jim & Andy”, uno strepitoso documentario girato durante le riprese di “Man on the Moon”. In realtà, è un film sul cinema. E sulle mille personalità dietro alle quali si nasconde ogni attore

Ma chi è quel tizio che parla? È Jim Carrey, è Andy Kaufman, è Tony Clifton o qualcun altro ancora? La conferenza stampa più pirandelliana e inquietante di Venezia74 va in scena in occasione di un film dal titolo chilometrico: Jim & Andy: the Great Beyond – the story of Jim Carrey & Andy Kaufman with a very special, contractually obligated mention of Tony Clifton, diretto da Chris Smith. The Great Beyond è il titolo della canzone dei REM che risuonava nella colonna sonora di Man on the Moon, il film di Milos Forman nel quale Carrey interpretava, appunto, il grande e sfortunato comico tv americano Andy Kaufman. Tony Clifton – citato e interpretato nel film di Forman e in questo, di Smith, per “obblighi contrattuali” – è uno dei personaggi più azzeccati di Kaufman, che Carrey reinterpreta da par suo: è il crooner con i baffoni, volgare ed estremo, capace di trivialità impressionanti e di epocali sventramenti di vecchi standard musicali. Compresa, nei titoli di coda del documentario, la canzone Man on the Moon dei REM…

Vi siete persi, vero? Non è semplice districarsi in questa storia. Proviamo a girarla così: Jim Carrey, durante le riprese di Man on the Moon, si è portato dietro una piccola troupe che lo riprendeva durante la lavorazione. Un “dietro le quinte” strepitoso, rimasto sepolto in un cassetto di casa Carrey per vent’anni, e oggi reso pubblico… per volontà di Andy Kaufman! Per la cronaca, Kaufman è morto nel 1984 (e Tony Clifton, va da sé, non è mai esistito) ma per Carrey è come se fosse sempre qui.

Durante la conferenza stampa l’attore è sembrato tornare indietro di vent’anni, reincarnandosi in quei due personaggi, o richiamandoli alla ribalta in una sorta di seduta spiritica. «Andy è il vero autore di questo film. Ero seduto sulla riva dell’oceano, a Malibu: guardavo il tramonto, una ventina di delfini sono usciti dall’acqua e Andy mi ha parlato». Carrey dice queste cose con tono a metà fra l’ironico e il trasognato. E aggiunge: «Siamo tutti interpretati da altri personaggi: io, voi, tutti quanti. Da quando ero piccolo e mi esibivo nella mia stanzetta guardando il muro, io mi domando chi stia interpretando la mia vita. Mentre so benissimo di aver interpretato quella di Andy Kaufman e Tony Clifton mentre giravo quel film».

Nel corso di Jim & Andy si vedono numerosi momenti delle riprese di Man on the Moon, e si nota come Carrey non esca mai dal personaggio, che a volte è Andy e a volte è il ben più ingombrante Tony. A un certo punto Forman, con l’aria di un uomo distrutto, gli chiede: «Potrei parlare con Jim, per favore?». Il momento più clamoroso del film è una festa a casa di Hugh Hefner, l’editore di Playboy: Jim Carrey viene invitato e si presenta come Tony Clifton… ma poi si scopre che Clifton è in realtà Bob Zmuda, il vecchio manager-autore di Kaufman che impersona il personaggio da lui stesso inventato per l’amico. Tutti credono che sia Carrey travestito, finché non si presenta il vero Carrey nei panni di se stesso. Dopo un attimo di panico, vengono tutti cacciati dalla security sotto gli sguardi attoniti delle “conigliette”. Jim & Andy è un grande film sul mestiere di attore, sul rapporto fra autore e personaggio, sulla schizofrenia, insomma: sulla vita.

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