Giuseppe Grattacaso
Razzismo e comunicazione

Tweet & Moschetto

La vicenda di don Massimo Biancalani, prete “pro-immigrati” di Pistoia attaccato da leghisti e fascisti, rappresenta l'ennesimo corto circuito del nostro modo di comunicare. Il segno di come l'intolleranza sia diventata norma

La vicenda di don Massimo Biancalani, parroco in Pistoia, reo di aver portato in piscina un gruppo di immigrati che lo avevano aiutato in un lavoro a vantaggio di una Onlus, irrompe nel sonnolento agosto della sonnolenta cittadina toscana, nemmeno finora tanto risvegliata, sostengono in molti, dall’essere Capitale italiana della Cultura per l’anno in corso 2017, ruolo svolto senza esibire particolari colpi ad effetto. Alla mattinata in piscina, come ormai è noto a livello nazionale, ha fatto seguito il solito elegante tweet esegetico di Salvini, che ha scatenato commenti di rara violenza sui social, e, dopo questi, posizioni politiche pro o contro l’uno o l’altro, concernenti fascismo e antifascismo, razzismo e accoglienza, dialogo e chiusura. Infine, i giovanotti di Forza Nuova hanno voluto dimostrare tutta la loro partecipazione ai problemi teologici, anticipando che avrebbero assistito alla prossima celebrazione domenicale di don Biancalani «per vigilare sulla sua dottrina», con strascico di dichiarazioni di parlamentari locali, presidente e consiglieri regionali, laici e non, e comunicati vari da parte del Vescovo. Il segretario provinciale del Partito Democratico Trallori ha invitato i cittadini pistoiesi tutti, convertiti e non evidentemente, ma «di vero spirito democratico», ad essere presenti alla messa domenicale. L’obiettivo dovrebbe essere quello, c’è da credere, di testimoniare la propria solidarietà al parroco e dunque di vigilare sui vigilanti.

La questione è stata ampiamente dibattuta nei suoi aspetti più salienti e di maggior spessore. Mi limito dunque a segnalare unicamente alcune questioni che riguardano la comunicazione.

Le foto. Don Massimo Biancalani posta su Facebook alcune foto di giovani immigrati sorridenti che fanno il bagno in piscina, con il commento «… e oggi… PISCINA!!! Loro sono la mia patria, i razzisti e i fascisti i miei nemici!». O c’è un difetto nella comunicazione, oppure è evidente che il parroco vuole fare sapere di avere portato i giovani africani in piscina e soprattutto che la diffusione delle foto tramite un potente social network ha l’intento di una provocazione. Altrimenti perché scrivere PISCINA con tutte maiuscole e perché parlare subito di “patria” e di razzisti indicandoli come nemici (a proposito, la smetteremo un giorno di parlare di “nemici” almeno tra coloro che seguono una fede religiosa? I danni che ne derivano mi sembra siano stati e siano piuttosto rilevanti).

Dovremmo anche domandarci, e nessuno finora l’ha fatto, se Biancalani avesse chiesto il permesso ai giovani che ospita di pubblicare le foto e se i ragazzi avessero idea di quale effetto queste avrebbero potuto produrre una volta in rete. Non è una questione di poco conto, perché mette a rischio la dignità delle persone.

Salvini. Il capo della Lega Nord, che privilegia Twitter, anche perché c’è da scrivere meno, e che sa che la politica al giorno d’oggi si ciba di attacchi, non si fa sfuggire l’occasione. Nel “condividere” il post del parroco, scrive: «Questo Massimo Biancalani, prete anti-leghista, anti-fascista e anti-italiano, fa il parroco a Pistoia. Non è un fake! Buon bagnetto». Notare che l’espressione di Salvini, apparentemente piuttosto blanda per non dire banale com’è sua consuetudine, contiene un climax ascendente, una figura retorica in questo caso sicuramente significativa. Per il leader della Lega la colpa di Biancalani è di essere anti-leghista, e fin qui ci siamo, ma anche anti-fascista e anti-italiano, in crescendo. Cioè Salvini ritiene che il fascismo sia uno dei valori che vanno difesi e, cosa che segnala l’evidente cambio di direttiva nella politica della Lega, lo sia anche l’essere italiani. La difesa dell’identità nazionale ormai non è più un tabù nemmeno per il capo della Padania. Essere fascisti e leghisti (parentela che non viene disprezzata da Salvini) significa essere buoni italiani.

I commenti. Recentemente, su questo stesso webmagazine (clicca qui per leggere l’articolo) ho parlato della violenza in rete. Per capire cosa stia succedendo in questi anni nel nostro paese, bisogna dare una scorsa ai commenti al post di don Biancalani. Tra i suoi avversari non emerge lo straccio di un ragionamento che non sia ancorato a luoghi comuni, la minima volontà di azzardare un’argomentazione logica. La maggior parte degli interventi è costituito da contumelie e offese di bassissimo livello, con prevalenza di quelle a sfondo sessuale, e da battute da cinepanettone. Non riusciamo a pensare a chi è diverso da noi, anche solo per quello che esprime o per come vive, se non come a un nemico da colpire duramente. Una buona parte dei commenti fa riferimento al fatto che i giovani africani, ospitati nel nostro paese, godono di maggiori privilegi degli italiani poveri, dei quali Biancalani non sembra preoccuparsi. Perché dunque non va anche lui in Africa? Naturalmente la mia è una interpretazione di un pensiero collettivo meno complesso e esposto in maniera più radicale. Mi viene fatto di pensare alla miriade di foto di cani e gatti che invadono i social, a commento dei quali vengono espressi sentimenti di rara profondità e umanità. Ci sono a volte anche foto che li ritraggono al bordo di una piscina, a nuoto al mare o dinanzi a lauti pranzetti. Nessuno in questo caso commenta ricordando la sofferenza dei poveri italiani che non possono andare in vacanza. Nemmeno si dice qualcosa degli africani, naturalmente.

Medioevo. Don Biancalani è soprattutto ritenuto colpevole, nei numerosi commenti che contribuiscono a rendere la sua pagina Facebook un oggetto da studiare, di aver fatto qualcosa invece di qualcos’altro. Anche questa è una malattia dei nostri tempi. La democrazia duepuntozero ci mette nelle condizioni di poter partecipare alle scelte altrui esprimendo la nostra opinione. E, di solito, è un’opinione critica: perché si è messa una panchina in un giardino, dove semmai si siederanno degli immigrati, invece di riparare una buca in una tal strada? Perché aiutare gli africani invece degli italiani, anzi invece dei pistoiesi, anzi invece dei propri parrocchiani? Nel destino di chi fa, c’è sempre una buca da riparare e un proprio vicino da aiutare.

Tra i commenti più singolari (c’è da dire che dopo la miriade di offese, cominciano a farsi largo anche numerosi interventi solidali) segnalo questo: «Va bene rispondere agli ATEI ai SATANISTI agli ISLAMISTI che difendono questo prete ipocrita… ma rispondere ai CATTOSOMARI bergogliani richiede una pazienza che solo nostro Signore Gesù Cristo può avere». È una summa delle qualità di ragionamento presenti in queste discussioni: coloro che non la pensano come me, dichiara in pratica lo scrivente, coloro che sostengono questo prete “ipocrita”, e quindi anche le formazioni di centrosinistra, sono atei, satanisti e islamisti (naturalmente scritto con le maiuscole, che dovrebbe voler significare che su questo non c’è possibilità di scambio di vedute). Ma la vera trovata è in qual “cattosomari” (neologismo, maiuscolo naturalmente, costruito sulla base del più frequentato “cattocomunisti”) appioppato a tutti i seguaci di Bergoglio e, c’è da credere, anche a Sua Santità. La faccenda è complessa: Gesù è l’unico che può avere la pazienza per rispondere ai cattolici che seguono Bergoglio (cioè il Papa!), agli altri, variamente di sinistra e islamisti in un unico gruppo, può rispondere chiunque. Se non siamo al cabaret, per cui l’affermazione è satirica contro coloro che si esprimono in questo modo, siamo tornati al Medioevo.

Vigilare. I “militanti forzanovisti” (è così che si definiscono) dichiarano, via Facebook, che assisteranno alla messa domenicale celebrata da don Biancalani «per vigilare sull’effettiva dottrina» del parroco. Anche lo squadrismo degli anni Venti e Trenta del secolo scorso era solito “vigilare”: prima perché non si affermasse anche in Italia la rivoluzione socialista bolscevica, poi contro le forze dell’alta borghesia, le istanze liberaldemocratiche e “la plutocrazia bancaria”, infine all’interno dello stesso fascismo perché non fosse edulcorata la “dottrina” rivoluzionaria. Forza Nuova sostiene, ancora una volta con un post su Facebook, che don Biancalani «è in realtà il peggior razzista di tutti» in quanto lo è «verso i pistoiesi e verso gli italiani in generale». Il post ha per titolo «Chi trova un nemico trova un tesoro» (un calembour piuttosto scontato) e conclude che Biancalani è «un parroco razzista anti italiano». Affermazione che coincide, quasi perfettamente, con quella di Salvini.

Tutti a messa. Il Pd chiama a raccolta i democratici, chiedendo di partecipare alla messa di don Biancalani. Il segretario provinciale Riccardo Trallori chiede con un post su Facebook «a tutti i cittadini pistoiesi – di qualsiasi fede, credenti e non credenti – ma rispettosi della libertà di pensiero e di un vero spirito democratico a essere presenti con noi, esponenti del Partito Democratico, alla messa del parroco Biancalani domenica 27 agosto». È un colpo di teatro di sicuro effetto, degno dell’epopea di Peppone e don Camillo, che però di fatto declassa l’evento religioso a manifestazione politica. Qualcuno glielo fa notare, il vescovo innanzitutto, e dunque marcia indietro e nuovo post: «Ci troveremo fuori dalla chiesa verso le 10:15, e chi di noi crede e sente di voler partecipare alla messa entrerà per la celebrazione, secondo quanto richiamato dal comunicato del vescovo Tardelli». Appunto il buonsenso di don Camillo.

Il vescovo. Il vescovo dirama una nota (è l’unico ad esprimersi attraverso un canale di comunicazione tradizionale) in cui tra l’altro sottolinea come appaia necessario «rompere quel cerchio nefasto e disumano che rischia di diventare oggi la comunicazione sociale, dove la manipolazione, l’apparire, lo spazio dell’esibizione e lo sfogo dei più bassi istinti sembrano diventare la norma». E mi sembra la dichiarazione più saggia. La più appropriata per chiudere questo articolo.

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