Pier Mario Fasanotti
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Canetti e la Signora

I tormenti di Elias Canetti, gli amori di Van Gogh secondo Giovanna Strano e la strega di Camilla Lackberg: tre modi (totalmente diversi uno dall'altro) di raccontare ciò che sta oltre

Sconfiggere. Pubblicato dalla Adelphi, Il libro contro la morte (400 pag., 18 euro) dal premio Nobel Elias Canetti, è un’accanita accusa contro chi crede che la fine della vita sia la cappa funerea dell’esistenza. Lo scrittore bulgaro di lingua tedesca naturalizzato britannico, parla della sua fuga dall’invadente Signora con la falce. Come? «La mia macchina più sicura sono le matite: finché scrivo mi sento assolutamente sicuro».

Il suo conclamato desiderio è buttare fuori il concetto di morte dal complesso meccanismo che dà senso alla vita. Lo scrivere, per lui, è simile a Le mille e una notte: «Raccontare, raccontare, finché non muore più nessuno». Canetti odia la docilità dell’uomo che si piega dinanzi al terrore della fine. Considera dignitoso “andarsene“ in un dignitosissimo silenzio. Dopo aver imitato e rivissuto Sherazade.

Colori e amori. Difficile, al limite dell’impossibilità, entrate nella testa di un artista come Vincent Van Gogh. Testardo, ambizioso, fragile, contradditorio; ma soprattutto divorato dalla solitudine. Ci ha provato Giovanna Strano, docente siracusana, con un’ azzardata ma più che verosimile autobiografia sentimentale dello stravagante pittore, (Vincent in Love, 250 pag., 15 euro, edito da Cairo). Annota che l’uomo dei famosi girasoli, fu ammirato e forse invidiato dal collega puntinista George Seurat. Capitò nell’unica mostra parigina di Van Gogh (un mezzo fiasco). L’autrice in un certo senso acquerella sentimenti e accadimenti del genio olandese, mantenuto dal fratello Theo. Il quale però, saputa la relazione intima con la prostituta Christine, ha parole dure: in una delle lettere afferma che la loro famiglia non può tollerare d’imparentarsi con una donna di strada. Da lei Vincent ebbe un figlio. Ma gli amori del pittore furono anche altri (ci fu anche una tale Agostina).

Il male. Se qualcuno chiede a Camilla Lackberg, quindici milioni di libri venduti in tutto il mondo e molti telefilm, perché i suoi romanzi latita il lieto fine, risponde che «il male nell’uomo mi ha sempre affascinato, fin da bambina. Scrivere mi permette di esplorare le zone oscure del nostro animo. Lo conferma il suo ultimo romanzo, La strega (edito da Marsilio, 683 pag., 19,90 euro). Si sa: nei paesi scandinavi pochi sono i delitti, numerosi sono le narrazione degli stessi. Arduo esplorare le ragioni di questo fenomeno. Che investe anche Camilla Lackberg, che nelle sue opere rivela quanto oggi siano odiate e bruciate le donne che sfidano le regole della società. Come le streghe, appunto.

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