Roberto Mussapi
Every beat of my heart, la poesia

Melville e il segreto di Shakespeare

Un quadro, un presagio di tempesta, nubi che si addensano confondendosi con il buio dell’anima… E a osservarlo, un Amleto che sa come nel mito e nel destino risieda il mistero della conoscenza umana. Tutto questo in una poesia dell’autore di “Moby Dick”

I nostri lettori hanno già incontrato in questa rubrica una poesia di Herman Melville, l’autore del mitico Moby Dick. Qui la sua conoscenza sapienziale affonda nella tela di un quadro, e dal fondo risale, come da un’esperienza iniziatica. La tela, di un pittore americano, ispira questi versi: presagio di una tempesta. Cielo che si addensa, atmosfera che si aggrava e diviene oscuramente elettrica. Le linee del dipinto non separano nettamente, il cosmo si confonde, come accade negli stati di depressione e angoscia, nel cosmo della psiche umana.
Ma nel cuore del pittore vive un Amleto: sente che in quell’agglomerarsi buio e sinistro è il segreto dell’estrema conoscenza umana, ciò che noi cerchiamo e che sempre fuggiamo. Il mito, il destino. Non estraneo come nel fatalismo, leucemia dell’anima, ma radente e presente e inattingibile come nella vita di ogni giorno.

 

La tempesta imminente

Ogni cuore che ha vita vibrerà per lui

che visse nelle sue fibre questo quadro. Oscuro

presagio, oscuri indizi dalla sfera d’ombre

lo inchiodarono, trascinato in quel paesaggio.

Una nube demonica come una montagna bruciava

in un cuore mite, come questo lago rinchiuso a urna,

dimora delle ombre, nient’altro

che un pensoso figlio di Shakespeare.

E mai le linee separavano nettamente, immerse

nel mito, nel destino.

L’Amleto del suo cuore sapeva che tali cuori vedono

oltre; nessuna sorpresa coglierà chi giunge

nel nucleo segreto di Shakespeare: quello

che cerchiamo e fuggiamo è lì,

l’estrema conoscenza umana.

Herman Melville
(Traduzione di Roberto Mussapi)

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