Angela Di Maso
Ritratto d'artista

Teatro per nascondersi

Marco Vergani: «Shakespeare, Eduardo o Beckett? Tutti e tre, a rotazione. Instancabilmente. Ciò che conta è usare le parole e la storia di qualcun altro per parlare o a volte nascondere me stesso»

Nome e cognome: Marco Vergani.

Professione: Attore.

Età: 41.

Da bambino sognavi di fare l’attore? No, il medico.

Cosa significa per te recitare? Usare le parole e la storia di qualcun altro per parlare o a volte nascondere me stesso.

Il tuo film preferito? Tanti…troppi…Facciamo Novecento di Bertolucci.

Il tuo spettacolo teatrale preferito? (Fatto da te o da altri) Ho un lungo elenco di capolavori diretti da registi italiani e per non fare torto a nessuno ti dico il Macbetas di Nekrosius.

Qual è l’attore da cui hai imparato di più? Continuo ad imparare, da tutti, anche dagli attori che non conosco, anche dagli allievi. Ti faccio un esempio: settimana scorsa ho sentito il monologo di un ragazzo che deve fare le audizioni per il Centro Sperimentale. Non ha mai recitato in vita sua. Il suo approccio grezzo al testo, alla scena, allo spazio è stato prezioso.

Qual è il regista da cui hai imparato di più? Ne ho incontrati tanti di Maestri, grazie al cielo. Tutti mi hanno dato qualcosa. Alcuni mi hanno fanno amare il teatro altri me l hanno fatto odiare. Sono cambiato, cresciuto, evoluto grazie ad alcuni di loro.

Il libro sul comodino: Attualmente? Un altro giro di giostra di Terzani e Io sono quello di Nisargadatta.

La canzone che ti rappresenta: Take me to the water di Nina Simone e Who Let in the rain di Cyndi Lauper.

Descrivi il tuo giorno perfetto. India: Sono con i miei migliori amici ed amori. Mi alzo alle 6, doccia, vado a fare la lezione di yoga per un’ora e mezza, bevo latte di cocco sul ciglio della strada, faccio colazione, doccia. Faccio un giro e mi perdo nel caos incontrollato dell’India. Mangio un buon pasto vegetariano in qualche baracca frequentata solo da autoctoni.

Il primo bacio: rivelazione o delusione? Rivelazione, come la prima canna. Da riprovare subito, Solo che con le droghe ho smesso da anni. Coi baci no. Mi piace tanto baciare.

Strategia di conquista: qual è la tua? Non avere una strategia, se mi piaci te lo dico.

Categorie umane che non ti piacciono? Tutte quelle che non amano il prossimo come loro stessi, ovvero tutti quelli che amano solo sé stessi.

Classifica per sedurre: bellezza, ricchezza, cervello, humour. Il senso dell’umorismo non lo compri e ridere per me è molto importante. Ti immagini? Ricco ma triste, intelligente ma non ironico. No, non può essere.

Il sesso nobilita l’amore o viceversa? Hahahahhahah che domanda ahhahaha! Perchè non l’abbiamo fatta dal vivo l’intervista!?

marco-vergani3Meglio le affinità elettive o l’elogio degli opposti? Dipende dai soggetti.

Costretto a scegliere: cinema o teatro?  La fatalità mi ha portato al teatro, se potessi scegliere non saprei. Il cinema non ha scelto me.

C‘è qualcosa che rimpiangi di non avere detto a qualcuno? Sì, alla mia insegnate di Arte che era una stronza, che studiare Arte non significa saper disegnare, quella è tecnica, si impara. Studiare arte significa capirla, affondarci anche senza saper usare il pennello.

Shakespeare, Eduardo o Beckett? Tutti e tre, a rotazione. Instancabilmente.

Qual è il tuo ricordo più caro? Baciarmi al parco per tutta la notte dopo una festa di compleanno, ubriacarmi con gli amici, pregare nell’ashram, girare per Roma di notte in motorino…

E il ricordo più terribile? Non posso dirtelo.

L’ultima volta che sei andato a teatro cos’hai visto? Tra gli ultimi quello di Roberto Latini! Molto molto bello. Sono legato a Roberto, mi ha guidato alla scoperta di uno stare in scena che non conoscevo.

Racconta il tuo ultimo spettacolo: Il giardino dei ciliegi con la regia di Bruni. Aver fatto quel ruolo con quel cast e quella regia è stato un grande regalo. Poi da anni desideravo lavorare con loro.

Perché il pubblico dovrebbe venire a vederlo? Perché gli spettacoli all’Elfo sono una garanzia. Loro sono una squadra, una famiglia, li stimo moltissimo.

Il mondo del teatro è veramente corrotto come si dice? Ahimè…sotto alcuni aspetti sì.

La cosa a cui nella vita non vorresti mai rinunciare. La possibilità di scegliere dove abitare e con chi, la gioia della condivisione con gli amici che amo, la fiducia nel prossimo e la positività.

Quella cosa di te che nessuno ha mai saputo (fino ad ora). Ahhahahahahah, Angela!

Piatto preferito. Melanzane alla parmigiana e pizza. Tutta la vita.

C’è parità di trattamento nel teatro tra uomini e donne? Credo proprio di sì.

Mai capitato di dover rifiutare un contratto? Se sì, perché. Capita purtroppo di non riuscire ad incastrare le cose…

Di lasciarti sfuggire un’occasione di lavoro e di pentirtene subito dopo? Non mi viene in mente ora…

Quale ruolo ti sarebbe piaciuto interpretare nel cinema? Tutti i ruoli di Ewan Mcgregor e Sean Penn.

Quale ruolo ti sarebbe piaciuto interpretare in teatro? Kostia ne Il gabbiano e Macbeth

Da chi vorresti essere diretto? Ho una lunga lista… Sono tanti i registi che mi piacciono.

Tre doti e tre difetti che bisogna avere e non avere per poter fare questo mestiere. Mezzo chilo di lucidità per avere una giusta introspezione, tre etti di pazienza e calma, un chilo e mezzo di follia. Presunzione, sicumera, stupidità non sono necessari.

Cosa accadrebbe all’umanità se il teatro scomparisse? Non succederebbe mai. Abbiamo bisogno di raccontarci fosse anche al di fuori dello spazio teatrale.

marco-vergani1Gli alieni ti rapiscono e tu puoi esprimere un solo ultimo desiderio. Quale? Rendere felici gli infelici.

La frase più romantica che ti sia capitato di dire in scena. Ops! I personaggi che ho interpretato non hanno mai avuto una connotazione romantica, sono sempre stati abbastanza tormentati.

La frase più triste che ti sia toccato di dire in scena. “Vorrei che fossi morta o non fossi mia madreLe trachinie di Sofocle.

Cosa vorresti che il pubblico ricordasse di te? Che i soldi che hanno pagato sono stati ben spesi e che li ho accompagnati con me nella storia.

Hai mai litigato con un regista per una questione di interpretazione del personaggio? No, certo, mi è capitato soprattutto agli inizi di essere gridato dai registi perché non capivo…

Se potessi svegliarti domani con una nuova dote quale sceglieresti? Suonare il pianoforte, parlare tedesco e portoghese.

Che cosa è troppo serio per scherzarci su? Tutto ciò che può ferire la sensibilità.

Se potessi conoscere il tuo futuro cosa vorresti sapere? In questa vita intendi? Non voglio sapere nulla. Mi interesserebbe più sapere cosa c’è dopo.

Come costruisci i personaggi che interpreti? Capisco le relazioni, poi ne parlo col regista che mi guida e illumina la strada, poi vado d’istinto. Sono abbastanza sintetico, di poche parole, un po’ come questa intervista. Il personaggio lo capisco agendolo, non sono un teorico del teatro anche se mi piacciono molto i libri di teoriche teatrali.

Parallelamente al tuo percorso artistico, trovi che in questi anni ci sia stata un’evoluzione o un deterioramento del teatro? Deterioramento non direi, direi piuttosto disorientamento, mancanza di mezzi. Le stagioni dei teatri non stabili sono fatte di spettacoli provati senza soldi e con attori non pagati.

marco-vergani4Il rapporto con la parola. La interroghi, la ricerchi, la domini o ti fai dominare? A volte è necessario dominarla a volte farsi attraversare, altre non darle importanza…Ci sono testi che richiedono un’aderenza totale alla parola, una riproduzione fedele di senso, altri hanno un ventaglio più ampio di possibilità, di direzioni che intendi dare alla battuta.

Cosa pensi delle nuove generazioni di attori che, a volte, passano direttamente dai talent al palcoscenico? Ancora mi sembra che non sia successo questo, per fortuna.

La morte: paura o liberazione? O rinascita?

Ti viene data la possibilità di presentare tre proposte di legge in materia spettacolo. Cosa proponi? Gli attori devono avere la possibilità di andare a teatro gratis sempre, ovunque. I teatri sarebbero più pieni, parlo soprattutto delle compagnie minori e così sarebbe anche più facile mostrare il proprio lavoro ai colleghi. L’altra sera ho visto uno spettacolo e la sala era mezza vuota… Gli attori che non lavorano se volessero andare a teatro tre volte a settimana non potrebbero permetterselo e quindi la scelta di cosa vedere si restringe… Non ci pagano e paghiamo per vederci fra di noi. E’ il paradosso.

Cosa è necessario per un attore: memoria storica o physique du rôle? Dipende dai contesti. Mi piacciono molto i registi che osano e non cadono nello stereotipo del bello protagonista e della cicciona che fa la serva.

Hai un sogno nel cassetto che oggi può aprire. Cosa viene fuori? Avere una bella casa a Roma.

I soldi fanno la felicità? Possono contribuire senza dubbio.

Qual è il tuo rapporto con i social network? La giusta misura, mi piace facebook, è un buon mezzo, non lo amo quando diventa un metro di giudizio.

Il tuo rapporto con la critica. Quale quella che più ti ha ferito in questi anni. Ferito non direi, infastidito sì. Ho letto ottime recensioni di spettacoli indegni (oggettivamente) solo perché il critico di turno deve esaltare il regista o direttore amico. Sono pochi i critici che stimo…per non parlare dei vari blogger o giovani critici senza storia.

Poco prima dell’inizio e poi della fine di un tuo spettacolo, a cosa, o a chi, pensi? Stai calmo, stai calmo, stai concentrato, stai concentrato.

Il teatro riesce ancora a catalizzare la passione civile del pubblico in modo attivo? Senza dubbio! E’ uno dei suoi compiti.

marco-vergani2Nella tua valigia dell’attore cosa non manca mai (metaforicamente o materialmente)? Un rapporto artistico duraturo, un padre artistico.

Con i tagli economici alla cultura, il teatro diventerà un’arte di nicchia oppure ci sarà una prevalenza di teatro di medio-basso livello o amatoriale? Entrambe le cose, se hai i soldi vai a vedere gli spettacoli nelle strutture importanti in posti dignitosi (non dietro la colonna a 10 euro intendo!) quindi per pochi…E come già avviene… il proliferare di spettacoli non provati o provati in cucina e portarti in tournee a spese degli attori che vengono sottopagati.

C’è un autore teatrale che credi sia poco considerato e che andrebbe rivalutato e rappresentato? Non mi viene in mente ora.

Meglio essere sereni, contenti o felici? Meglio essere curiosi, stimolati, appagati, contenti, in pace.

Progetti futuri? Personali ce ne ho moltissimi. Sono molto disciplinato con me stesso e quindi mi pongo spesso obiettivi. Forse un viaggio. Lavoro: sono felice di L’eternità dolcissima di Renato Cane, un monologo di Valentina Diana con la regia di Vinicio Marchioni che spero avrà un futuro…. Poi non saprei… Credo la tangenziale o Villa Borghese.

Un consiglio a un giovane che voglia fare l’attore. Tutti possono insegnarti qualcosa, ma le storie sono tutte diverse. Inizia e se ti piace e non ti rende infelice non arrenderti davanti alle sconfitte. Ci saranno medicine amare ma poi arrivano anche i cucchiaini di miele.

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Foto di Azzurra Primavera, Mafalda e Laila Pozzo.

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