Michela Leonardi
Cartolina da Copenaghen

Il Polo Nero

Alla Nikolaj Kunsthal, Santiago Sierra espone i materiali della sua avventura ai Poli per esporre bandiere nere. In nome della libertà dei popoli e contro la rincorsa alla nazionalizzazione dell'universo Artico e Antartico

«So we arrived and we were able to plant our flag at the geographical South Pole. Così arrivammo, e fummo in grado di piantare la nostra bandiera al Polo Sud Geografico»: Il 14 dicembre 1911 Roald Amundsen raggiunse, primo fra tutti, il Polo Sud. Quel giorno una bandiera norvegese fu issata a alla latitudine di 90° sud. Centoquattro anni dopo quel momento, l’artista Santiago Sierra ha piantato nello stesso punto una bandiera nera. Con quel gesto, il mondo intero veniva racchiuso fra due identiche bandiere nere, solo qualche mese prima infatti (il 13 aprile) la sua mano aveva compiuto lo stesso gesto al Polo Nord. Una mostra ci spiega i retroscena di questa impresa.

Le due bandiere monocromatiche, simbolo del movimento anarchico, sono state issate in rappresentanza dell’umanità intera, come simbolo di liberazione e resistenza, per contestare la compulsione degli stati nazionali nell’appropriarsi di nuove terre.

sierra-blak-flag2Il Polo Nord e il Polo Sud sono stati oggetto di innumerevoli spedizioni, e numerose sono le bandiere nazionali che oggi vi sventolano. Nella mostra viene evidenziato come, presentate sotto forma di imprese in nome dell’umanità, il più delle volte queste spedizioni sono invece state il motivate dalla ricerca della gloria nazionale e come tentativi di colonizzazione e di conquista di nuove terre. Attraverso i secoli numerose nazioni hanno rivendicato queste terre, e la Danimarca stessa afferma ancora oggi la proprietà delle zone artiche attraverso la Groenlandia.

Con Black Flag il già controverso Santiago Sierra critica questo desiderio di conquista, il carattere effimero degli stati nazionali e la separazione dei popoli per mezzo di barriere mutevoli nel tempo. Il lavoro di Sierra da anni suscita polemiche, e l’artista aveva già preso posizione contro il sistema nazionale. Nel progetto presentato al padiglione spagnolo alla Biennale di Venezia del 2003 l’ingesso era nascosto da un muro, il nome della nazione oscurato, e l’entrata riservata ai soli visitatori che potessero esibire un passaporto spagnolo.

Nella splendida architettura della Nikolaj Kunsthal di Copenaghen il visitatore viene accompagnato in questo mondo remoto ed incolore, per porsi domande su uno dei tanti significati della parola Identità.

Il sito del progetto Black flag: http://www.a-political.org/projects/santiago-sierra/black-flag/

Il sito della mostra: http://www.nikolajkunsthal.dk/en/udstillinger/black-flag

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