Erminia Pellecchia
Da oggi a Modena, Carpi e Sassuolo

La Filosofia in piazza

Da Platone agli "intonarumori", ossia quando il pensiero fa spettacolo. Comincia la kermesse sulla filosofia con Bodei, Cacciari, Recalcati, Cantarella, De Monticelli, Curi... e tanti altri. Fino a Julio Velasco

Bombardamenti poetici al grido iconoclasta di “lasciateci divertire” daranno il segnale alla pacifica invasione del popolo dei pensatori in una Modena che per tre giorni si trasformerà in un “agòn” creativo, un’olimpiade della mente, un luogo di trasmissione di conoscenze e passioni, di strumenti per interrogarsi e capire il difficile mondo che ci circonda. Ma con leggerezza perché, rispolverando lo slogan del movimento giovanile del ’77, una risata, forse, potrà seppellire il terrore di un’epoca, la nostra, pervasa da conflitti multipli. L’«epoca dell’agonismo» la chiama Michelina Borsari, direttore del Festival della Filosofia, che dedica l’edizione 2016, la sedicesima, proprio al tema dell’agonismo, la dimensione competitiva che pervade non solo gli ambiti della vita collettiva ma anche le forme di vita dei singoli. E su questo si rifletterà, da oggi al 18 settembre, nelle piazze e nei cortili, nelle chiese e nei palazzi di Modena, Carpi e Sassuolo, tre città d’arte tessute dal filo Unesco e legate dal Consorzio per il festivalfilosofia.

Oltre 200 appuntamenti gratuiti, snodati in quaranta spazi, più di cinquanta lezioni magistrali che ne sono il punto di forza, raccogliendo migliaia di persone – lo scorso anno ben 206mila le presenze – tantissimi i giovani, che vengono spesso da lontano, pronti a prendere appunti, nonostante la difficoltà degli assunti. Ad arricchire un cartellone che ognuno si può costruire su misura – sul sito della kermesse c’è il carnet fai-da-te – mostre, spettacoli, letture, giochi per i bambini, cene filosofiche ideate dall’accademico dei Lincei Tullio Gregory e la vincente formula del “Tiratardi” del sabato notte con iniziative e aperture di gallerie e musei fino alle ore piccole. Ospite d’onore e padrino il campionissimo Gregorio Paltrinieri, medaglia d’oro a Rio, che la sua Carpi festeggerà consegnandogli le chiavi.

remo-bodei«Ci si confronterà con il pubblico sulle varie declinazioni di agonismo – spiega Remo Bodei (nella foto), presidente del Comitato scientifico del Consorzio presieduto da Stefania Cargioli –. Specifica attenzione sarà data alla tensione tra competizione e collaborazione, rintracciandone anche il portato evoluzionistico nel comportamento animale e sondando alcune delle principali passioni umane coinvolte, come l’invidia e l’aggressività. Si indagheranno le valenze della concorrenza economica e ci si concentrerà sul valore positivo che il conflitto può rivestire nella vita delle democrazie. Si darà, inoltre, rilievo alla gara per eccellenza, discutendo i significati antropologici e culturali dello sport». Insomma, una struttura per gruppi di questioni, duttile e sfaccettata; un lessico concettuale a più voci dove si mettono a confronto prospettive filosofiche plurali e anche divergenti.

La prima pista, l’«agone fondamentale», la indica Bodei, ricordando come Emanuele Severino abbia capovolto il detto di Eraclito «Polemos è il padre di tutte le cose», osservando che è la “cosa”, concepita dal pensiero greco classico come oscillante tra essere e nulla, ad essere madre di tutte le contraddizioni e di tutti i conflitti. Da qui si permeano vari contesti. Ecco quello astrofisico in cui il pòlemos si traduce nelle collisioni cosmiche, come la fusione di due buchi neri che lascia come tracce le onde  gravitazionali verificatesi proprio quest’anno: a parlarne saranno Paola Puppo e Fulvio Ricci dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. Quello biologico legato alla lotta per la vita con Telmo Pievani a insistere sul carattere casuale e contingente della selezione naturale; poi ci saranno Enrico Alleva, studioso del comportamento animale, che traccerà il paradosso dell’altruismo come vantaggio evolutivo e Vittorio Gallese, uno degli scopritori dei neuroni a specchio che sembrano fornire la base fisiologica per l’intersoggettività. Ecco l’agone politico e Roberto Esposito, tra i maggiori esperti di biopolitica, che analizzerà le conseguenze del conflitto sulla crisi di identità dell’Europa, mentre Roberta De Monticelli si fermerà sulla sfera pubblica e i valori di riferimento delle comunità. Lo stesso Remo Bodei sottolineerà i conflitti che oppongono il sé a se stesso per superare i propri limiti morali e intellettuali mentre Massimo Cacciari indagherà la filosofia costitutivamente dialettica, che argomenta nel più rischioso dei rapporti, quello dialogico. In cattedra gli eccellenti dell’accademia internazionale, ogni filone troverà autori che li svilupperanno.

Libertà e merito, pari opportunità e vantaggi collettivi: la concorrenza nella società e nelle finanze d’oggi sarà affrontata da Zygmunt Baumann, Stefano Zamagni, Federico Rampini, Luigi Bonanate e Michela Marzano. La Polis e il conflitto democratico vedrà in dialogo Chantal Mouffe, Gustavo Zagrebelsky, Alessandro Dal Lago, Miguel Benasayag, Stefano Rodotà, Carlo Galli. E se la guerra pare diventata di fatto forma pubblica su scala planetaria, più necessario risulta lo sforzo per pensare e praticare l’alternativa della pace come sosterranno Umberto Curi e Jean-Luc Nancy; da parte sua Nadia Fusini mostrerà come il pensiero femminile del Novecento, a partire da Simone Weil, abbia elaborato una possibile via d’uscita dall’esaltazione maschile della forza. Infine l’ultimo punto: la gara e l’emulazione tra antropologia, sociologia, sport (Carlo Sini, Eva Cantarella, Peter Sloterdijk, Salvatore Natoli, Enzo Bianchi, Pier Aldo Rovatti, Hans-Ulrich Gumbrecht), sviscerando sentimenti e passioni agoniche, dal vissuto del fallimento alla vittoria o la gelosia, in una chiacchierata con Umberto Galimberti, Massimo Recalcati, Marc Augè, Silvia Vegetti Finzi. Intrigante il siparietto sulla spettacolarizzazione crudele dei talent show su cui accenderà i riflettori Ellis Cashmore. Da non perdere gli interventi dell’allenatore di pallavolo Julio Velasco sull’importanza del lavoro motivazionale per fare squadra e quello dell’artista della parola e dei suoi mille sensi, Alessandro Bergonzoni, sull’urgenza del “battere le ali”, cioè «meno corporativismi da carne battuta, meno squadre, sfide, medaglie, petti, polli, cosce, e più coscienze alate». A completare il quadro, le tradizionali “lezioni dei classici” con Mario Vegetti (il Fedro di Platone), Enrico Berti (la Politica di Aristotele), Remo Bodei (le Confessioni di Sant’Agostino), Marcello Musto (il Capitale di Marx), Giuliano Campioni (Così parlò Zarathustra di Nietzsche), Simona Forti (Se questo è un uomo di Primo Levi).

festival-filosofiaE parte l’invito al “Rompete le righe” con Modena, l’ex città “passatista” che ritrova l’anima futurista della soirée del 1913 al Teatro Storchi. Due appuntamenti vedranno protagonisti Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea ed Eugenio Papalia, il gruppo di teatro partecipato Ert diretto da Claudio Longhi, che firma anche la regia: stasera alle 18 declamazioni e volantinaggio davanti alla Biblioteca Poletti e i Musei Civici; domani, ore 22, allo Storti la mise en espace „L’infernale (anti)orchestra futurista». Risse, teatri, marchingegni e altre passioni avanguardistiche, con tanto di scoppiatore e altra strumentazione futurista, per riflettere sui fallaci entusiasmi e le esaltanti sfide della prima avanguardia provocatoria, ma capace di muovere cambiamenti epocali. Al pianoforte Francesco Ricci. Per saperne di più basta fare un salto al Palazzo dei Musei dove è allestita la mostra “SibilaRonzaScoppia” con gli “intonarumori” di Luigi Russolo.

C’è da perdersi nella miriade di eventi. Vanno comunque segnalati lo spaccato sul “secolo breve” e sulle sue tragiche vicende belliche di Antonello Fresu che, con la tecnica del pop-up elabora immagini provenienti da archivi museali mondiali di storia e fotografia, archivi privati e iconografia familiare delle riviste di propaganda (palazzo del Pio di Carpi, dove domenica ci sarà il concerto del fratello Paolo); l’esposizione “Lying in Between. Grecia 2016” (Fondazione fotografica e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena) con gli scatti di sette fotografi sulle isole turistiche che vedono sbarchi quotidiani di profughi in fuga; la Betlemme 4.30: Il muro che frena la corsa di Luigi Ottani che racconta, con le sue fotografie, come quella barriera si sia alzata anche contro la maratona di pace del 2004 (San Filippo Neri, Modena); la mostra fotografica Sono un tipo antisociale. Ritratti di una generazione contro che Carlo Savigni dedica alla contestazione giovanile del ’68 (Sassuolo, galleria PaggeriArte), e quella Senza offesa, filmati e fotografie originali di manifestazioni pacifiste a cura di Movimento non violento. Tra le curiosità il segmento sulla lotta tra bene e male, demoni, santi ed esorcisti, vizi e virtù, tentazioni ed immagini del peccato, reliquie e simboli, e tenzoni d’amore tra teatro e musica. Rimanendo tra le sette note, in un viaggio con la macchina temporale assisteremo alle rivalità messe in campo dai media tra Beatles e Rolling Stones, e al Secondo Casadei che, nel 1954, intonando Romagna Mia ridusse al silenzio un’orchestra americana che suonava il boogie. In ultimo, un divertissement che ci fa tornare ragazzini: “I migliori album della nostra vita” con le storie in figurina di miti, campioni e bidoni dello sport e tanto di campionato a quiz e baratti sul “ce l’ho-mi-manca” delle Panini introvabili.

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