Alessandro Marongiu
Al confine con la body art/2

La modella timida

Il nostro viaggio tra le fotomodelle alternative si chiude incontrando un personaggio cult, Sara Schwarz: «Il mio stile? Sono "pulita". Controcorrente rispetto al dark, al tattoo...»

La settimana scorsa Succedeoggi raccontava del fenomeno delle fotomodelle alternative (clicca qui per leggere l’articolo) che, da qualche anno, gode di una esposizione senza precedenti anche nel nostro Paese: tatuaggi, piercing, capelli variamente colorati e tagliati da qualche anno la fanno da padroni davanti agli obiettivi delle macchine fotografiche in Italia così come all’estero. Le stesse modelle intervistate – Ria E. Mac Carthy, Sara “Lilith” Sonnessa e Francesca “Stella di Plastica” Pellegrini – non nascondevano affatto l’eventualità che, come accade per ogni moda, anche questa presto passerà e sarà sostituita da un’altra: più una certezza che una eventualità, agli effetti. Al momento, però, ci sono pochi dubbi che l’alternative modeling vada di gran lunga per la maggiore.

Ma in questo mare magnum di giovani variopinte sulla cresta dell’onda, c’è ancora spazio per una tipologia di modella più classica? Non solo Sara Schwarz risponde affermativamente, ma rivela anzi che per qualcuna come lei un look più tradizionale possa essere un vero e proprio punto di forza: «Forse proprio qui sta la mia originalità, nel preservare una fotografia “tradizionale”, “pulita”, come dico io in maniera spicciola, che va controcorrente rispetto al dark, al tattoo, all’alternative. In questa esplosione di suicide girls mi sento un po’ io la “diversa”».

sara schwarz4La Schwarz ha un profilo professionale atipico sotto molti aspetti: i primi due sono legati al tempo, visto che ha quaranta anni e che ha iniziato a posare a un’età in cui buona parte delle colleghe sente già prossima la pensione. «Ho cominciato in Germania, dove abitavo, circa otto anni fa. Non ho mai sognato neanche da bambina di fare la fotomodella, sono sempre stata un tipo molto timido, chiuso. Diciamo che la fortuna ha giocato molto a mio favore, catapultandomi nel mondo della fotografia: andavo al parco a giocare con il mio bambino, che allora aveva circa un anno, e una modella che era lì con la figlia mi osservava da tempo, fino a quando mi propose di posare con lei per un marchio di intimo. Inizialmente io non la presi neanche sul serio, ma dopo le sue ripetute insistenze decisi di provare. Con un solo servizio fotografico alle spalle e l’iscrizione su un unico portale di fotografia tedesco, Stylished, iniziai a girare il Nord Europa».

Fashion, ma non solo: «Sì, sono nata come fotomodella fashion, e da subito mi hanno “addestrato” a posare per pubblicità di abbigliamento di importanti brand internazionali (Mercedes-Arena). Solo più tardi, da circa 3 anni e soprattutto in Italia, mi sono affacciata anche al glamour ed al nudo artistico». Lavorare con Sara è un piacere, perché sa animare il set con la sua simpatia, con le sue battute sempre pronte, con il suo piglio decisamente spiccato, caratteristiche che pure non nascondono mai completamente un velo di malinconia nello sguardo. La personalità e l’essere madre hanno sempre influenzato le sue scelte e i suoi orientamenti: «Come ogni modella ho un mio stile, che rispecchia il mio carattere, la mia mentalità, e forse anche il mio essere mamma. Amo la fotografia tradizionale, semplice. Elegante, direi».

sara schwarz5Ciò che di sicuro non è mancato a Sara sono i viaggi di lavoro. «Negli anni ho avuto la fortuna di posare anche all’estero: a Parigi, Saragozza, Manchester, Liverpool, Vienna, Salisburgo, Monaco di Baviera, Zurigo, Copenhagen, Dublino e lo scorso dicembre anche negli USA, a Miami. Ho potuto apprezzare diversi modi di lavorare e diverse mentalità, ma la prima differenza che mi salta alla mente è che in Italia prevale il nudo, mentre i più bigotti sono gli americani».

Intanto, Sara Schwarz ha già pensato a porre le basi per il suo futuro – «Negli ultimi due anni mi sono affacciata positivamente alla postproduzione, avendone ottimi riscontri. Inoltre impartisco lezioni di posa fotografica, con un mio programma ben preciso» – senza per questo trascurare il presente: «Vivo sempre la fotografia come una grande passione, spesso penso di smettere, non esclusivamente per l’età ma anche perché ho dato ed avuto tanto da questo mondo. Ho solo bisogno di vivere di più la mia famiglia, ma poi mi rendo conto di essere ancora molto richiesta, di piacere ancora, e allora continuo. Finirà tutto per “morte naturale”, con tanta serenità, perché penso che tutto questo mi è stato regalato. Se penso al mio passato, a com’ero e a come sono adesso…».

2. Fine

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