Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Arrivederci, Letterman

David Letterman, l'uomo che ha rivoluzionato l'intrattenimento televisivo inventando uno stile unico, è andata in pensione. E gli Stati Uniti "piangono" la fine di una lunga stagione fatta di intelligenza e buon gusto

È impensabile per me, dopo oltre un quarto di secolo di frequentazione americana, accendere la televisione la sera tardi e non poter più godermi Late Show di David Letterman. Eh sì, perché il grande showman della CBS è andato in pensione dopo 33 anni e più di 6000 trasmissioni e dopo avere letteralmente cambiato il volto dell’intrattenimento serale in Tv a cominciare dai suoi rituali ormai divenuti famosi. Il suo abbigliamento per esempio. L’abbinamento della giacca e cravatta accompagnato sempre dalle scarpe da ginnastica è un classico assieme alla sua entrata di corsa sul palcoscenico che attraversa da una parte all’altra prima di presentarsi di fronte al pubblico e dopo l’annuncio roboante del suo nome da parte di Alan Kalter e la musica del suo grande amico e sodale Paul Shaffer.

Il campione dell’understatement televisivo ha definitivamente lasciato il suo programma a Steven Colbert che lo rimpiazzerà dall’8 settembre. E cosa dire della top ten list che ovunque adesso è diventata di uso comune proprio per fare un elenco di cose spiritose e stravaganti? Ricordo di averla usata anche io in alcune lezioni all’università, ricambiata dallo stupore divertito dei  miei studenti. Temuto e amato dai suoi ospiti siano stati essi capi di stato, presidenti degli Stati Uniti , intellettuali o divi dello spettacolo, Letterman non ha mai amato la pesantezza della retorica, delle celebrazioni. E neanche del compiacimento dei suoi ospiti a cui ha sempre fatto presenti le sue opinioni  e in alcuni casi anche le sue critiche . Senza mai sposare accenti populisti come invece altri show serali hanno fatto. E questo stile l’ha mantenuto anche nell’ultima trasmissione, dove non ha ceduto all’emozione ed è stato fino all’ultimo spiritoso, ironico, leggero con quel tocco di classe che l’ha sempre contraddistinto. Insomma un grande professionista sempre cosciente dei propri privilegi di uomo di spettacolo.

letterman Obama«Il nostro incubo nazionale è finito» hanno ripetuto in registrazioni compiute in precedenza uno dopo l’altro 5 presidenti degli Stati Uniti: Gerald Ford, George Bush, Bill Clinton, George W. Bush e Barack Obama il quale ha finito poi la frase completandola: «Letterman va in pensione» seguito dalla presenza di Letterman stesso accanto a lui che dice «Sta scherzando vero?». Mentre Obama, con un gesto di ritrosia, accenna a un diniego. Inoltre c’è stato il tributo di molti personaggi dello spettacolo a partire da Alec Baldwin, Barbara Walters, James Carey, Steve Martin, Bill Murray, Jerry Seinfeld, Chris Rock ,Tina Fey ed altri che hanno recitato una top list delle «10 cose che avrebbero sempre voluto dire a Dave». E quello di colleghi più giovani come Jimmy Kimmel o di Jimmy Fallon e più anziani, come il buffissimo Craig Ferguson, che hanno dichiarato di seguire le sue orme.

E in più, per la prima volta, in sala c’erano la moglie e il figlio di 11 anni che non sono mai stati ritratti da nessun giornale o comparsi in nessun programma televisivo, prima. Particolare curioso: Letterman, quando raramente racconta dei suoi dialoghi con il figlio, lo imita sempre con una voce da bambino «un po’ scemo» che dimostra ancora una volta il suo senso dissacrante dell’umorismo e la sua autoironia.

Questo è lo spirito di David Letterman che nei suoi show, mai predigeriti o con applausi falsi, ha introdotto un modo di fare televisione e intrattenimento nuovi. Il suo spirito surreale, da vaudeville,ha fatto conoscere personaggi della strada che hanno avuto, grazie a lui, momenti di celebrità; o ha costretto personaggi famosi, star della musica o del cinema, a fare delle scelte inconsuete che li obbligavano a mischiarsi con la gente comune.

Due esempi per tutti. Il primo quando ha ingaggiato il proprietario filippino del negozio di alimentari sotto al teatro Ed Sullivan dove si tengono le trasmissione del Late Show e dove lo staff va a comprare i panini. L’uomo, il cui inglese era un po’ zoppicante, con molto senso dell’umorismo è divenuto protagonista di alcune gag molto buffe ideate da Letterman (tra cui una sorta di candid camera molto divertente) e i suoi panini sono diventati famosi nel quartiere e in tutta New York. O come quando ha invitato Madonna a mangiare la pizza in una pizzeria scalcinata e dozzinale vicino al teatro dove l’artista, anch’essa con grande umorismo, è andata e ha mangiato. Nessuno si è mai rifiutato e nessuno ha mai disobbedito alle sue richieste. Forse perché dietro di esse si nasconde una persona profondamente onesta, mai animata da piaggeria, di grande professionalità il cui scopo principale, come ha più volte affermato, è l’intrattenimento e il far ridere il suo pubblico. Ma, aggiungo, in modo intelligente e originale. Inoltre il suo tono non è mai scaduto nel sensazionalismo anche quando avrebbe potuto con personaggi come Paris Hilton o Lindsay Lohan che chiaramente non ama, ma che ha trattato con decenza e – soprattutto quest’ultima – con grande umanità. Quasi fosse dispiaciuto della situazione di rekclessnsess in cui vive la sua vita di ragazza troppo presto arrivata al successo e con poche persone-guida al suo fianco. Uno stile inconfondibile, il suo. La sua comicità, diversamente da quella di personaggi che lo hanno preceduto e che sono anch’essi stati grandi come Johnny Carson, è davvero dissacrante anche rispetto a istituzioni come il governo o la presidenza degli Stati Uniti su cui difficilmente si fa ironia pesante.

E a questo proposito, last, but not least, Letterman non ha mai fato mistero delle sue simpatie politiche democratiche non solo fustigando quotidianamente e senza pietà George W. Bush quando era alla Casa Bianca (cosa a cui l’ex presidente, va ammesso, ha sempre risposto con grazia e simpatia), ma anche prendendosi gioco dei Tea party e del partito repubblicano, specie sotto la presidenza Obama, inchiodando la loro intransigenza e la loro totale mancanza di collaborazione con il presidente. Un giornalista del Chicago Tribune ha ricordato che il suo stile ha anche a che vedere con le sue origini. Letterman infatti è originario dell’Indiana, che come l’Illinois, l’Iowa e lo Wisconsin fanno parte del Midwest: una zona degli Stati Uniti dove  l’essere schivi e riservati è ancora un valore  e non importa se sei un personaggio televisivo famoso. I complimenti fanno ancora arrossire. «Quando la gente gli fa i complimenti, lui con ironia li schiva ed esce fuori il ragazzo timido del Midwest». Ed è anche per questo che we will miss you a great deal, Dave!

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