Pier Mario Fasanotti
Consigli per gli acquisti

Torbido Simenon

Un assassino turco per il grande Simenon; la fanciullezza di Dante per Marco Santagata e le oscurità della Roma bene per Letizia Muratori: tre "indagini" atipiche

Il fuggiasco. Non c’è storia di Georges Simenon che abbia una falla nella trama. Una delle caratteristiche più frequenti dei suoi romanzi è il ritratto di un uomo, o di una donna, che improvvisamente ha uno “scatto”, nel senso che devia improvvisamente dai binari della sua quotidianità, di solito ripetitiva o anche umiliante, e imbocca una strada lontana dalla normalità. La psicologia del personaggio sovente si rovescia a seguito di un atto (solitamente violento), di una decisione, della volontà di separarsi dal mondo per costruirne uno parallelo, ma tutto suo. È un grido straziante di libertà. Nel nuovo romanzo pubblicato dalla Adelphi, Il pensionante (167 pagine, 18 euro), il prolifico autore, nato a Liegi ma francese a tutti gli effetti, pone sul vetrino del suo microscopio psicologico il “dopo” e lì insiste. Magistralmente. L’azione violenta che dà il via alla storia è poco indagata, quasi fosse la continuazione di una storia i cui risvolti esatti non conosciamo. Il turco Elie Nagéar, 35 anni, conosce nel piroscafo che lo porta in Francia, la disinvolta e volitiva Sylvie, frequentatrice di locali notturni in qualità di entreneuse. Insieme vanno a Bruxelles, dormono insieme in un albergo. Elie, di alta estrazione sociale ma con alle spalle una famiglia rovinata da un crack finanziario, si accorge che un suo affare è andato a male.

simenon il pensionanteNon abituato a trovarsi senza soldi, uccide a martellate un uomo, Van der  Cruyssen, con una valigetta piena di banconote. Il delitto avviene in treno. Il turco scappa: dopo aver accettato di rifugiarsi dai genitori di Sylvie, modesti affittacamere a Charleroy, s’infila nei panni del pensionante, si raggomitola in cucina, segue i gesti della “padrona”, la signora Baron, soffre il freddo, fatica a rapportarsi con gli altri pensionati, ma sovente, e in modo che imbarazza o affascina (solo all’inizio) gli altri, racconta nei minimi dettagli la sua vita di turco socialmente privilegiato nelll’aria soffice del Bosforo. Elie è “incollato” alla casa. Sa che lo stanno cercando: le banconote avevano i numeri “segnati”. Dove è avvenuto il delitto? Dettaglio importantissimo visto che se fosse avvenuto in territorio francese il suo destino è inesorabilmente quello della ghigliottina. Non riveliamo il finale, ovviamente, ma possiamo dire che le ultime scene sono strazianti, e non solo quelle che riguardano la sua sorte. Simenon, con poche pennellate, descrive l’inizio di un inferno. Di Simenon è uscita, in contemporanea, l’ottava raccolta di romanzi con Maigret come protagonista. Comprende Maigret al Picratt’s, Maigret e l’affittacamere (uno dei più belli, in assoluto), Maigret e la stangona, Maigret, Lognon e i gangster, La rivoltella di Maigret (storia di una sorta di anomalia che ha i tratti di un malessere fisico).

Marco SantagataCome donna innamorataBeatrice. Francamente è per tutti difficile immaginare il grande Dante Alighieri nella sua infanzia, come figlio di un piccolo commerciante ostile a tutto quel che somiglia alla cultura. “Dantino” s’impunta fin dai primi anni: voglio, dice, diventare un poeta. La vicinanza con Guido Cavalcanti, socialmente tre gradini sopra di lui, e poi l’incontro con il notaio Brunetto Latini, di sconfinata cultura, lo condurranno facilmente sul sentiero delle rime. Che declama anche nelle osterie, anche nei salotti buoni dove lo applaudono e ripetono “bravo, bravo”. Ma lui sogna la grande fama, s’immagina passare tra due reverenziali ali di folla, intimorita da una fama che travalica i confini fiorentini. Beatrice, detta Bice, è sua timida compagna di giochi. Da donna la incontrerà quando la famiglia di quella ragazza impregnata di riserbo e malinconia invita a pranzo gli Alighieri. E noi lettori ci immergiamo facilmente nell’ambiente della Firenze della fine del Duecento, dove non pochi, una volta acquisiti i titoli nobiliari, scorrazzano arroganti, accumulano cariche e denaro, bastonano i poveri. Tutto questo clima è vivido grazie all’ottima penna di Marco Santagata, studioso di Dante, autore di Come donna innamorata (Guanda, 175 pagine, 16,50 euro). Dante, sottolinea l’autore (meritevole a mio avviso d’un grande premio letterario), aggancia la poesia d’amore alla figura di Beatrice Bardi, sposata al grossolano Simone Portinari e da lui trattata malissimo, sia pure nella contorta e affannosa ricerca  sul perché vero del suo innamoramento. È un Dante che scrive in cucina, in mezzo all’odore di cavoli, guardato male dalla moglie Gemma Donati: d’origine nobile (parente del famoso Folco), certamente, ma analfabeta e diffidente verso il marito che ai suoi occhi pare non lavorare, perdere tempo, e in questo modo costringere la famiglia a un’eterna miseria. Noi lettori ci avviciniamo a un Dante che trema dinanzi al cadavere Beatrice (morta forse di vaiolo; ma non è così certo) e orgogliosamente rimane zitto quando la consorte Gemma gli ordina: ”Spòstati, si deve mangiare”. In lui comunque non tramonta l’idea di un futuro eccelso, almeno dal punto di vista artistico.

letizia muratori animali domesticiLa dogsitter dei Parioli. Letizia Muratori scrive bene. Si tiene lontana da arabeschi stilistici in modo tale che la sua narrazione scorre come un riscello. E sa evitare le trappole della banalità. Questo è un fatto. Ci piace partire da questa premessa per segnalare il suo nuovo libro, edito da Adelphi, Animali domestici (218 pagine, 18 euro). Il romanzo ha qualcosa di ambiguo e di non detto che sicuramente intriga il lettore. Nella trama spicca, almeno all’inizio e alla fine, una giovane dogsitter, Chiara, che pensa sia un rimedio alla sua condizione di disadattata (per una dislessia infantile) l’occuparsi degli animali altrui. I cani che porta fuori e accudisce a casa sua pare che l’aiutino a sedare le sue frequenti crisi di panico. Sorpresa: una notte la polizia fa irruzione nel suo appartamento scambiandolo per un allevamento abusivo. Quasi tutti i cani sono sequestrati “per ragioni igieniche”. Chiara, costernata, affida all’amica d’infanzia Letizia, di professione scrittrice, il suo quaderno di appunti nel quale venivano elencati episodi sul comportamento dei suoi amici a quattro zampe. Chiara le chiede di sistemarlo, ma l’amica decide di riscriverlo. E così la storia si allarga alla stessa vita e ai problemi della scrittrice, ai suoi amici, al quartiere romano, simbolo dell’alta borghesia. Quartiere che comprende lussuose case ma anche edifici molto più modesti, ribattezzati “analoghi” dall’ironia romana. La storia, che parte dagli appunti sui cani, procede per altre vie. Letizia confessa l’attrazione per un uomo, segnato dalla “disaffezione”, dalla tendenza al tradimento e dal cinismo. Tutto questo fino alle pagine finali del libro, dove domina il grottesco. E dove c’è una rivelazione importante a proposito di Chiara e dei suoi amati cani.

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