Erminia Pellecchia
Si parte con un omaggio a Eisenstein

Arti in memoria

A Ercolano prende il via il tradizionale Festival della Memoria: letteratura (Petrignani, Pahor, Galasso), cinema (Greeneway) e archeologia per legare passato e futuro

Un genio visionario della contemporaneità che racconta un genio visionario del passato. Peter Greenaway (nella foto) disegna il ritratto del gigantesco cineasta russo Sergei Mikhailovich Eisenstein, rendendo omaggio con un multiaffresco barocco all’autore de La corazzata Potemkin. A modo suo. Non una biografia, ma una riflessione sulla caducità dell’essere e sulla consapevolezza della mortalità, con l’attenzione rivolta ad un solo segmento di vita, il soggiorno in Messico dal 1931 al 1933 e il suo “risveglio” legato alla scoperta-ammissione della sua omosessualità.

Il Festival della Memoria di Ercolano, allo start stasera, parte proprio da un cineassaggio del film Eisenstein, di prossima uscita nelle sale. Ad introdurre la cinque giorni (fino al 21) di incontri con studiosi, scrittori, artisti e personalità internazionali del mondo della cultura, sarà, infatti, la conversazione sul tema «La memoria dell’arte» con Greenaway, pittore, regista e sceneggiatore gallese, tra gli autori più significativi dei nostri tempi.

E il cinema, appunto, sarà al centro delle cinque sezioni (mappe, eruzioni, memorie del grande schermo, a fil di lava, la memoria del corpo) in cui si articola la rassegna ideata e curata, nell’ambito del Forum universale delle culture, da Ciro Cacciola, direttore del Museo archeologico virtuale della città fondata, secondo la leggenda, da Ercole e distrutta, con Pompei ed Oplonti, dall’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. In primo piano il sito Unesco italiano per eccellenza con tesori non solo archeologici – basti pensare alla Villa dei Papiri – ma anche architettonici, come le settecentesche Ville vesuviane che costellano il Miglio d’Oro, e paesaggistici come la passeggiata nel verde che conduce al Gran Cono del vulcano che domina Napoli. «Un passato visto con gli occhi del futuro» recita il sottotitolo del festival, perché, spiega Cacciola, «l’obiettivo è quello di valorizzare e promuovere questo straordinario patrimonio dell’archeologia, ponendolo al centro di un programma di eventi artistici e culturali che ne restituiscano la singolarità in una prospettiva contemporanea».

Quaranta gli appuntamenti, più di cinquanta gli ospiti: un cartellone ricco e articolato che ha come filo conduttore il Mediterraneo, incrocio di popoli, culla della cultura d’Occidente, rete di relazioni, bacino di contaminazioni creative. «Mille cose insieme». Cacciola cita Fernand Braudel: «Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre. Viaggiare nel Mediterraneo significa incontrare il mondo romano in Libano, la preistoria in Sardegna, le città greche in Sicilia, la presenza araba in Spagna, l’Islam turco in Jugoslavia». Mille mari e mille madri: mille mers, mille méres in francese, stessa pronuncia, stesso liquido amniotico. Il festival, lo sottolinea Maurizio Di Stefano, presidente di Scabec e di Icomos Italia, «partendo dall’attrattore dell’area di Ercolano, vuole stimolare il dialogo interculturale e, nello stesso tempo, una proposta turistica di alta qualità». Le carte sembrano in regola.

sandra petrignaniDopo l’ouverture straordinaria con Greenaway il testimone passa all’architetto-artigiano Riccardo Dalisi, seguito dall’incontro con la scrittrice Sandra Petrignani (nella foto), autrice di Marguerite (Neri Pozza, 2014) con la bella dedica alla Duras nel centenario della nascita. Ancora libri. Il 19 settembre Antonella Cilento parlerà con Nicola Oddati del suo nuovo lavoro Lisario o il piacere infinito delle donne, finalista al Premio Strega 2014, mentre l’ultracentenario Boris Pahor, il maggiore scrittore sloveno di cittadinanza italiana che ha raccontato le atrocità dei lager nazisti nel suo capolavoro Necropoli sarà a confronto con la giornalista Cristina Battocletti per parlare della Memoria dell’orrore. Da qui si metterà in moto un dibattito su Sarajevo nel centenario della prima guerra mondiale con la partecipazione dello storico Luigi Mascilli Migliorini, del direttore della Biblioteca Sarajevo Ovcina Ismert, e di Mauro Giancaspro della Biblioteca Nazionale di Napoli.

Un altro focus è sulla primavera araba con «Donne oltre il velo»: protagoniste Hayat Saidi (Marocco), Sherif El Sebaie (Egitto) e Debora Scolart. Infine la lectio magistralis del filosofo Aldo Masullo e sulla falsariga del Viaggio in Italia diretto, sessant’anni fa, da Roberto Rossellini le riflessioni di Giuseppe Galasso, storico, e di Bruno Moroncini, filosofo, sul nostro Paese.

ErcolanoL’archeologia resta il leit-motiv. In contemporanea si terrà il ciclo di dialoghi internazionali sulle tracce delle origini del mondo, delineando una cartografia ideale con infinite intersezioni tra l’Italia e il Sud del mondo: faccia a faccia dodici giovani ricercatori, studiosi e rappresentanti istituzionali, tra cui Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali. Il cinema, memoria per eccellenza, è chiamato in causa da Mario Serenellini che ha messo a punto un sintetico campionario su due filoni: memoria del cinema e memoria nel cinema. Tra le pellicole cult Hiroshima mon amour di Alain Resnais (1959) e Pour un istant, la libertè di Arash T. Riahy. A presentare la pellicola candidata all’Oscar del 2010 sarà la pluripremiata protagonista, l’iraniana Behi Djanati Atai. L’Iran, magico forziere di miti e leggende, rivivrà, a misura di piccoli e grandi mai cresciuti, anche con le «Fiabe persiane» tra cinema d’animazione e immagini virtuali.

I linguaggi dell’arte confluiscono e interagiscono in questo festival dalle miriadi di sfaccettature. Sull’onda del ricordo ecco l’omaggio al grande musicista e direttore d’orchestra Giorgio Gaslini, recentemente scomparso, con una videointervista inedita del maestro, realizzata da Mario Serenellini. Ecco spettacoli di musica e danza con il clou del concerto del Coro di Voci bianche del San Carlo all’interno degli scavi illuminati. Già, perché anche questa è una gradita novità: per i cinque giorni della rassegna l’area archeologica sarà visitabile in notturna grazie al progetto Scabec «Storie sepolte». Ad arricchire il programma ci saranno, poi, al Mav tre installazioni multimediali – InOneAllMovie di Paolo Lipari, Il mio cantico dei cantici di Isabella Tirelli Dan e wwwpuntoradiosianipuntocom di Marianna Mendoza – e le mostre A fil di lava e Archeodulcis: il Vesuvio e gli scavi attraversati dagli occhi dei bambini.

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