Erminia Pellecchia
Alla Pinacoteca provinciale di Salerno

Calendario Mediterraneo

Ventiquattro opere per illustrare i dodici mesi: è un progetto pensato per unire artisti di ispirazione e provenienza diversa, ma tutti con il cuore e l'immaginario nel Mare Nostrum

«Il Mediterraneo? Una spugna che si è imbevuta di ogni conoscenza», scriveva lo storico francese Fernand Braudel. Mediterraneo, culla di civiltà, una civiltà nata dal donare, dal ricevere, dal prendere in prestito. Mediterraneo, oggi. Luogo di incontri o di conflitti? In questa delicata fase storica, in cui si sono accentuati l’individualismo, l’egoismo, l’incompatibilità, il rifiuto, si fa fatica a parlare di identità comune, di scambio, accoglienza, di costruire insieme sulle reciproche differenze. «Love difference», già: amare le differenze. Il simbolo è il tavolo fatto di specchi di Michelangelo Pistoletto, la forma è quella del Mare Nostrum, attorno vi sono sedie diverse provenienti da vari Paesi, dove tutti possono sedersi con lo scopo di condividere. Era il 2013, il progetto fu presentato alla Biennale di Venezia, ha girato l’Italia, è stato riproposto anche due estati fa nel Salento nell’ambito di una mostra-convegno organizzata da Fulco Pratesi.

Ad esso, purtroppo, si contrappone la cruda realtà. Al sogno di fratellanza si sovrappongono le macabre immagini di Lampedusa, gli approdi sofferti, il cimitero nel mare che ha sepolto per sempre la speranza. Certo ci si commuove, si fanno programmi, ma è difficile che dalle parole si passi ad azioni concrete. Così ancora una volta l’arte si fa portavoce di una solidarietà creativa, senza barriere e senza limiti. Il messaggio in bottiglia è partito da Salerno, da una piccola casa editrice, la Gutemberg di Fisciano, diretta da Angelo Landi, giovane imprenditore ma soprattutto “militante di sinistra”, come con orgoglio ama definirsi, e da Giuseppe Rescigno, artista col Sessantotto ancora nel cuore. Ha raggiunto Siena ed ha catturato un critico d’arte, Massimo Bignardi, cattedra di Storia dell’arte contemporanea all’Università, nonché direttore del Fondo regionale d’arte contemporanea di Baronissi, partner dell’iniziativa. Di lì si è diramato a Milano, Crema, Genova, Ferrara, Napoli, Scafati, Pompei, Taranto, Volterra, Foggia, sulle onde è arrivato in Marocco, Grecia, Canarie, Croazia, Albania, Turchia, Israele, Libano, allargandosi a macchia d’olio fino all’Iran. «Mediterrean dream», torna il sogno mediterraneo.

Hana Silberstein-Non voglio più giocare con voi-2006L’idea iniziale è stata quella di un calendario da dedicare alla solidarietà. «Un diario immaginifico – spiegano Bignardi e Rescigno – che scandisce i giorni e dà tempo al futuro. Abbiamo chiesto a dodici affermati artisti italiani di segnalare giovani colleghi dell’area mediterranea, estendendo lo sguardo anche all’Iran, secondo una proposta che privilegia la strada del dialogo e della partecipazione al farsi della contemporaneità».

Alla chiamata all’abbraccio d’arte hanno immediatamente risposto Renata Boero, Angelo Casciello (la sua opera è quella accanto al titolo), Giorgio Cattani, Giulio De Mitri, Gerardo Di Fiore, Franco Fienga, Franco Marrocco, Marco Pellizzola, Nicola Salvatore, Aldo Spoldi e Mauro Staccioli. Hanno realizzato un’opera per “segnare” un mese e hanno deciso di condividere i giorni di questo 2014 ormai in corso invitando al loro fianco dodici artisti emergenti, rappresentativi della creatività del Mare Nostrum: Shabani Artan, Hana Silberstein (la sua opera è quella riprodotta qui sopra), Soheil Naderi, Hana Mirkov, Minou Amirsoleimani, Sonsoles Company de Bethencourt & Daniel Perdomo Rietti, Alp Yavuz, Adi Haxhiaj, Konstantinos Echo Dervenis, Joual Soukaina, Ivan Bassil, Leila Mirzakhani.

Dal calendario alla mostra il passo è fatto. Prima tappa di un viaggio nel Belpaese – toccherà Siena, Roma, Milano per concludersi al Magi ‘900-Museo delle eccellenze artistiche e storiche di Pieve di Cento – è la Pinacoteca provinciale di Salerno, città che con la storica Scuola medica salernitana affonda le proprie radici nel cosmopolitismo culturale (fino al 16 febbraio). Le ventiquattro opere saranno battute all’asta, il ricavato, secondo il desiderio di Andrea Landi, servirà per la creazione di una borsa di studio (un soggiorno-laboratorio di dieci mesi in Italia) da assegnare, attraverso un bando pubblico, a giovani artisti dei Paesi del sud Mediterraneo.

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