Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Il portiere perduto

Costano poco, la qualità è buona, le scuole e la preparazione sono cambiate: in campionato, i numeri 1 italiani lasciano io passo a quelli stranieri. Anche in questo non siamo più dei maestri

Il portiere caduto alla difesa ultima, vana, si chiama Morgan De Sanctis (nella foto qui accanto). È stato 744 minuti senza raccogliere il pallone in fondo alla rete della Roma delle meraviglie di Rudi Garcia. Alessio Cerci, ingrato figliol prodigo allevato sui campi di Trigoria, gli ha spezzato il sogno di essere imbattibile. Ma Morgan non poteva farci niente su quel tocco ravvicinato dell’attaccante del Toro. Poco prima era volato nella più plastica delle parate, tutto disteso sulla sua sinistra, a prendere una botta bella e tremenda, palla colpita al volo, di Meggiorini.

C’erano una volta i portieri italiani. I migliori al mondo, si diceva, indicando i prodotti della “scuola italiana”. L’ultimo dei quali, Gianluigi Buffon, è ancora considerato uno dei top player nel suo ruolo tant’è che la Federazione internazionale di storia e statistica  del calcio (IFFHS) – che spesso compila graduatorie stravaganti e sorprendenti  – lo pone al secondo posto dopo Iker Casillas, (Real Madrid). Da queste parti sappiamo che il portierone mondiale ha qualche esitazione, a volte esiziale come è accaduto contro la Fiorentina: forse ha imboccato il viale del tramonto. E non si vede chi possa prenderne il posto, considerato anche che Salvatore Sirigu, che molti indicano come il suo erede, è in porta al Paris Saint-Germain. Dunque difficile da valutare pienamente anche da un ct.

Del resto, basta guardare da vicino le venti formazioni del campionato di serie A, per accorgersi che anche in quel ruolo, l’avanzata straniera è impressionante. 8 squadre utilizzano un numero 1 (lasciateci usare la vecchia numerazione ormai estinta) che proviene da un’altra federazione. 12 un portiere di nazionalità italiana (possiamo arrivare anche ad un rapporto di 7 a 13, se consideriamo ancora Abbiati titolare nel Milan). Non c’è da stupirsi in un calcio senza frontiere. Una tendenza già manifestatasi da qualche stagione. Costano poco, la qualità è buona, le scuole e la preparazione sono cambiate: anche in questo non siamo più dei maestri.  Ad esempio, non si contano quelli che vengono dal Brasile, dalla terra mito del pallone, che però ha avuto portieri spesso non all’altezza delle stelle che hanno fatto la storia del calcio. Con delle eccezioni, come in ogni cosa: prendete Gilmar, leggendario difensore del Brasile di Pelè, due mondiali vinti. Uno dei primi ad arrivare dal Sudamerica in Italia, a Parma, fu Taffarel, agli inizi degli anni Novanta. E abbiamo visto Dida, vittima di papere e gollazzi ma anche di parate straordinarie nel Milan; Julio Cesar, protagonista delle vittorie dell’Inter di Moratti. Quelli che sono passati alla Roma: Doni , non male, Julio Sergio, mediocre, e Artur che nessuno ricorda. Oggi hanno portieri brasiliani: la Fiorentina (Neto), il Milan (Gabriel), il Verona (Rafael), la Sampdoria (Da Costa).

AUGURI ZOFF, 70 ANNI DA MITO DELLA PORTA ACCANTO / SPECIALENumericamente prevalgono ancora quelli italiani (nella foto qui accanto, il mito dei miti: Dino Zoff). Ma è una supremazia assicurata dalle piccole e medie squadre e con le eccezioni di Juve, Roma e Lazio che hanno in Buffon, De Sanctis e Marchetti, gli eredi della tradizione nostrana. Il Cagliari schiera Agazzi, 29 anni, già convocato da Prandelli; il Bologna Curci, 28 anni, grande promessa dispersa tra i pali di Roma, Siena e Samp; il Livorno Bardi; il Torino Padelli, 28 anni, sfiorato dal calcioscommesse a Bari ma uscito pulito, da giovane ha indossato anche la maglia del Liverpool; Il Genoa Perin, 21 anni, protagonista all’Olimpico contro la Lazio, già nell’Under e chiamato nella nazionale maggiore; il Parma Mirante, 30 anni, già alla Juve, al Parma, alla Samp; il Sassuolo Pegolo, 31 anni; il Chievo Puggioni, 32 anni, che quando giocava nel Pisa in serie C, era il 2007, detenne il record di portiere meno battuto d’Europa avendo preso soltanto 5 reti nelle prime venti giornate di campionato; l’Atalanta Consigli, 26 anni, una vita nella squadra bergamasca, azzurro delle nazionali Olimpica e Under, convocato da Prandelli. Buona qualità ma di fenomeni non se ne vedono.

Il Napoli, chiuso il ciclo De Sanctis (che ha detto addio alla maglia della nazionale) è nella mani di uno dei portieri più esperti a livello internazionale: Pepe Reina, spagnolo, con 8 anni di Liverpool alle spalle, uno che fa masticare amaro i rigoristi (ne sa qualcosa anche Balotelli). L’Inter ha tra i pali lo sloveno Handanovic, considerato tra i migliori al mondo, un lunga militanza nell’Udinese prima di approdare a San Siro. Il Catania si affida ad Andujar, portiere della nazionale argentina. E all’Udinese ora schierano Brkic . Il serbo contro l’Inter si è aggiudicata la gaffe della giornata, uscendo a vuoto su un calcio d’angolo,  permettendo così a Ranocchia di segnare il secondo gol nerazzurro. Capita.

Quando mandavo a Brera delle lettere per la sua rubrica, fingendomi un lettore di Repubblica (capitava in tutti i giornali e in tutte le rubriche delle lettere che una settimana ci fosse poco materiale così come accadeva esattamente il contrario e cioè che non si riuscisse a smaltire il materiale inviato dagli aficionados; e con Brera si verificava quasi sempre la seconda situazione) spesso ponevo interrogativi su questo o quel portiere. Lui rispondeva raccontando degli incubi notturni dei portieri, soprattutto se avessero commesso degli errori. Perché di notte un portiere che ha sbagliato sognerà soltanto quella papera clamorosa. Può chiamarsi Brkic, può chiamarsi Buffon.

PS: chissà se ha degli incubi notturni anche Adriano Galliani, il Nosferatu della tribuna milanista, lasciata al secondo gol della Fiorentina. Barbara Berlusconi gli ha dato il benservito di fronte alla crisi rossonera: ha speso male i soldi del papà. C’è sempre il sospetto dei conflitti di interesse nelle cose dei Berlusconi. Ad esempio, come si fa a non pensare che la graziosa erede sia imbestialita con il vecchio squalo perché ha mandato via il caro puttino di nome Pato?

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