Andrea Porcheddu
Il terzo appuntamento con il teatro itinerante

Sogni su due piedi

Prosegue l'esperienza di "Teatrosu2piedi", lo spettacolo in movimento che dalla Toscana sta per arrivare in Francia, inseguendo la forza forza della maschera

“È stato un massacro. Nove ore di cammino, oltre 30 chilometri, con l’ultima parte tutta in salita… Una cosa fantastica. Bellissimo!”. Così il blogger Simone Pacini, che segue passo passo – è il caso di dirlo – il lungo viaggio di “Teatrosu2piedi”, descrive l’ultima tappa italiana di questo progetto di laboratorio itinerante, che ora sta per prendere il largo per sbarcare in Corsica e poi riprendere in Francia.

Un “massacro bellissimo” che ha portato i giovani attori italiani e francesi da San Quirico d’Orcia sino alla deliziosa Radicofani, rocca di grande e antico fascino ai confini tra Toscana e Lazio, in piena via Francigena. Come scalatori al Giro d’Italia hanno raggiunto il traguardo stremati, ma eccoli, subito, a provare le scene per fare spettacolo nel microscopico teatrino. La regione Toscana è ricca di questi teatrini: in ogni paese c’era – e a volte c’è ancora – una vita culturale, una stagione di lirica o prosa. Oggi i diffusi tagli nazionali rendono tutto più difficile, ma qui in Toscana si cerca di resistere, sostenendo ancora la cultura e lo spettacolo; e c’è chi, come l’assessore alla cultura di Radicofani, Fausto Cecconi, ci crede, insiste e accoglie volentieri progetti come  “Teatrosu2piedi”. Loro, gli attori, seguiti dalle amorevoli (e severe) cure organizzative di Mauro Morucci, del teatro Stabile di Prato, come scavalcamontagne all’antica italiana, danno il loro contributo di arte e divertimento. Sono tanti, tutti ugualmente impegnati a portare a termine il loro “viaggio teatrale”. Sono davvero un bel gruppo, un esempio umile di dedizione e entusiasmo. Ed è difficile raccontare le singole storie, il percorso, gli studi fatti, le aspirazioni e i sogni.

C’è chi come Pejo Berterretche, mette ironicamente il suo bel fisico a disposizione di Boccaccio per interpretare, in italiano, il ruolo di Masetto; c’è Antoine Blut, che oltre a recitare usa la Tuba per dare ritmo musicale ai cori; c’è Aymric Faure, sorta di presentatore in giacca rossa, anche lui recitando in italiano. Ecco poi la stralunata e inventiva maschera di Christelle Ferreira o la verve di Ines Fourrageat, esplosiva nelle “Smanie della Villeggiatura” di Goldoni con Emmanuelle Degeorges. Oppure ecco la bellezza languida di Soliane Moisset, anche fisarmonicista, capace di dar voce e volto alla Morte in un pezzo di Dario Fo. E vale citare ancora almeno il sorriso di Paloma Sytnick o la magnetica forza scenica di Olivia Viviani.

Nel gruppo italiano si notano già belle individualità, destinate sicuramente a crescere. Ma è tutto l’insieme a essere notevole: capaci di giocare con personaggi della fiaba o con le maschere della Commedia dell’Arte, gli allievi attori mostrano una bella consapevolezza interpretativa. Anche in questo caso, è difficile nominarli tutti, ma voglio provare: a partire da Francesco Dandi, un buon Pulcinella e dalla brava Antonella Miglioretto, incisiva cantastorie. Oppure la candida Cappuccetto rosso di Lorenza Guerrini, bellezza rinascimentale che si trasforma in una sguaiata passeggiatrice; ma si fa notare, con i suoi occhi incantati, Adelaide Mancuso, una lieve Cenerentola di grande presenza. Poi si ritagliano spazi l’orco di Matteo Brini, l’intensa Pulcinella Valentina Cipriani, o il possente Ciro Gallorano. E con loro ancora Francesco Argirò, Sara Bonci, Laura Ceccherini, Alessandro Conti, Francesco Dendi, Maria Elena Gattuso, Stefania Spinapolice, e Matteo Cecchini, instancabile e onnipresente assistente alla regia. Nel teatro di Radicofani, con il palcoscenico di appena 30mq, gli attori e le attrici hanno invaso ogni spazio, corridoi compresi. Il pubblico, entusiasta e divertito, ha applaudito a lungo.

Ma lo spettacolo di “Teatrosu2piedi” ve lo racconto un’altra volta.

***

La foto è di Filippo Bardazzi