Gabriella Mecucci
Il libro a sei mani con Casaleggio e Dario Fo

Grillo come Pericle?

La filosofia grillista in pillole: tutti al potere, come nell'Atene antica. Peccato che nella Grecia di allora le cose andassero diversamente. Insomma, in storia e filosofia, il comico sarebbe rimandato a settembre. Malgrado l'aiuto del mentore premio Nobel

Il titolo del libro è una metafora programmatica. “Il Grillo canta sempre al tramonto” indica infatti che il Beppe nazionale fa sentire la sua voce alta e forte nel momento in cui tutti gli altri (politici ovviamente, ma non solo) stanno per alzare i tacchi, cacciati da un gigantesco “Vaffa” popolare. Il leader del Movimento cinque stelle, accompagnato da un pensoso Casaleggio e da Dario Fo,  definito con esemplare sobrietà “enciclopedico”, passeggia idealmente per la Grecia. I tre conversano sul presente e sul futuro dell’Italia con puntate su quello del mondo. La “chiacchierata” esce in un volume di Chiarelettere, casa editrice comproprietaria de “Il Fatto” che ospita, fra le altre, le preziose fatiche letterarie di Marco Travaglio.

La chiave di volta del saggio sta nella pagina finale che porta il titolo: “Qui ad Atene facciamo così”. Quella che i nostri autori vogliono infatti costruire è una “democrazia ateniese”, dove – a loro dire – tutti i cittadini partecipano direttamente alle scelte. E tutti contano, nel decidere, allo stesso modo. Questa meraviglia partecipativa si sarebbe realizzata – ci ricordano – nell’Atene di Pericle. Altro che le diavolerie della rappresentanza politica dei giorni nostri, allora sì che c’era l’unica vera democrazia: quella diretta, quella assembleare. Max Weber (meriterà la definizione di enciclopedico?) definiva il sistema in vigore nella città greca “una gilda (corporazione medievale) che si spartisce il bottino”. Mentre Tocqueville dopo aver ricordato che vi vivevano 20mila cittadini effettivi e 300mila fra schiavi e stranieri, si esprimeva così: “Non era in fondo che una repubblica aristocratica dove tutti i nobili avevano un diritto uguale al governo”. Per non dire dei giudizi di un grande antichista qual è Luciano Canfora che in un suo recente libro, Il mondo di Atene (Laterza) dimostra con ricchezza e finezza di argomenti che in quella democrazia  regnavano repressione (ne sapeva qualcosa il povero Socrate), cattivo governo, corruzione. E un benessere dovuto ai tributi pagati dalle città sottomesse. Insomma, Atene  non tollerava il dissenso ed era parecchio imperialista. I nostri tre camminatori si scontrano poi con i pesanti giudizi negativi di Tucidide e di Platone, tanto per citarne qualcuno degli intellettuali coevi: macigni d’epoca dove si frange ulteriormente la loro fragile costruzione teorico-politica.

Ormai però la passeggiata è iniziata e con essa il racconto di come vive il Movimento cinque stelle e di quale programma si è dato. Originalissimo il modo in cui nascono i post giorno dopo giorno. Dice Grillo: “Gianroberto ha la sintesi, io l’analisi”. Ci vogliono cinque o sei telefonate e alla fine il messaggio telematico è bello che confezionato. Occorrerà riconoscere che ha avuto successo se i due hanno messo insieme una forza del 25 per cento. Buffo, però, hanno preso più voti in Sicilia (oltre il 30 per cento), zona a basso tasso di uso della rete, che in Lombardia (intorno al 20 per cento) che è molto internettizzata.

I nostri marciatori per le vie dell’Ellade amano la rete e la sua democrazia e non sopportano la televisione, soprattutto i talk show contro i quali sostengono di aver lanciato una fatwa sempre più condivisa. Strano, i migliori alleati li hanno trovati proprio in quelle trasmissioni e nel loro grande profeta: Michele Santoro. Dalle perle metodologiche e comunicative, si passa a quelle culturali. Ne citiamo qualcuna: “A scuola ci si rompono i coglioni”, “Con il teatro si fa politica (e si mangia pure)”. Alla fine arriva il programma politico: referendum sull’euro, crisi economica e lavoro, decrescita felice, rete e riforma sanitaria. Tutto da leggere. Serve a capire dove ci vogliono condurre i tre passeggiatori dopo il gigantesco Vaffa collettivo alla vecchia politica.

Ma se alla fine ce la faranno rimpiangere, questo sarà stato il loro vero capolavoro.

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